CONSIGLIO EUROPEO

I nodi da sciogliere

Bilanci solidi, innovazione e occupazione

L’Ue “ha affrontato la crisi finanziaria mondiale guidata da una determinazione comune e ha fatto il necessario per salvaguardare la stabilità dell’Unione economica e monetaria”. Sono le prime due righe delle “Conclusioni”, ovvero il testo ufficiale che raccoglie le decisioni assunte al summit dei capi di Stato e di governo dei 27 dello scorso 17 giugno. La gran parte dei commenti si è concentrata attorno alla “tassa sulle banche” e a quella relativa alle transazioni finanziarie, pensate per rimettere ordine nei mercati continentali e mondiali. Ma nelle 15 pagine del documento (disponibile all’indirizzo www.consilium.europa.eu) si parla anche degli altri temi affrontati al Consiglio: Europa 2020, governance economica, vertice G20 di Toronto, summit Onu sugli Obiettivi del millennio, “Progetto Europa 2030” sul futuro dell’Ue, Patto europeo sull’immigrazione e l’asilo, dichiarazione sul nucleare iraniano. Passi avanti sulla governance. Il presidente del Consiglio europeo, Herman van Rompuy, ha commentato a caldo gli esiti del summit mostrando un certo ottimismo. Van Rompuy ha spiegato che il Consiglio ha dato il via libera alla strategia Europa 2020 per la crescita (“che mostrerà i suoi effetti positivi sull’economia reale”), ha raggiunto un accordo di massima sulla tassa Ue per le banche e una sulle transazioni finanziarie a livello internazionale che sarà portata all’attenzione del G20 di Toronto (ma diversi Paesi si sono subito dichiarati contrari, fra cui lo stesso Canada che ospiterà la riunione nei giorni 26 e 27 giugno). Sui conti pubblici l’obiettivo è quello di un “rafforzamento della stabilità”, tenendo però conto “della situazione specifica di ogni Paese”. Passi avanti anche sulla governance economica, sulla quale si attendono proposte specifiche della Commissione (diversi temi in agenda sono stati rinviati a prossime riunioni comunitarie). “Il Consiglio – ha spiegato il politico belga – ha dato il via libera ai negoziati per la candidatura dell’Islanda all’ingresso nell’Unione e all’adozione della moneta unica da parte dell’Estonia”.Rigore e sviluppo. “Servono bilanci solidi e sani per poter costruire la crescita fondata sull’innovazione” e “creare occupazione”. In questo senso “l’approvazione all’unanimità della strategia Europa 2020 è un passo fondamentale”. José Manuel Barroso, presidente della Commissione, ha tracciato il quadro finale del summit accanto a Van Rompuy e a José Luis Zapatero, premier spagnolo e presidente di turno Ue. “Per quanto riguarda la governance economica sono stati approvati degli orientamenti di massima” in base alle proposte avanzate dall’Esecutivo, “e ora faremo ulteriori proposte” attese nei prossimi mesi. Barroso si è soffermato su vari temi: gli “stress test” per le banche, il pacchetto per la regolazione finanziaria (“abbiamo una posizione chiara e condivisa che porteremo al G20”). In sede europea non sono mancate, e proseguono, le preoccupazioni relative al fatto che dal 1° luglio la presidenza di turno dell’Unione dev’essere assunta dal Belgio, Paese che, dopo le elezioni del 13 giugno, è alla ricerca di una coalizione politica e di un governo solidi. Nelle Conclusioni, i governi dei 27, esprimendosi all’unanimità e con un tono volutamente conciliante, scrivono: “Adottiamo Europa 2020, la nostra nuova strategia per l’occupazione e una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”; “ribadiamo la nostra comune determinazione ad assicurare la sostenibilità dei bilanci, anche accelerando i piani di risanamento dei conti pubblici, ove giustificato”; “confermiamo l’impegno di assicurare la stabilità finanziaria”, sia a livello Ue sia in sede di G20; “siamo pienamente d’accordo sulla urgente necessità di rafforzare il coordinamento delle nostre politiche economiche” e “conveniamo sui primi orientamenti riguardanti il patto di stabilità e crescita e la sorveglianza di bilancio nonché la più ampia sorveglianza macroeconomica”. Su questo punto la relazione finale della task force guidata da Van Rompuy sarà presentata “in ottobre”. Obiettivi “evanescenti”? Le Conclusioni fissano poi i 5 obiettivi di Eu2020: portare al 75% il tasso di occupazione delle donne e degli uomini di età compresa tra 20 e 64 anni; migliorare le condizioni per la ricerca e lo sviluppo, in particolare innalzando “al 3% del Pil i livelli d’investimento pubblico e privato combinati in tale settore”; ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 20% rispetto ai livelli del 1990, favorire le fonti di energia rinnovabili (+20%), migliorare l’efficienza energetica (+20%). Infine: migliorare i livelli d’istruzione, riducendo i tassi di dispersione scolastica del 10% e “aumentando la percentuale delle persone tra i 30 e i 34 anni che hanno completato l’istruzione terziaria o equivalente almeno al 40%”; promuovere l’inclusione sociale, liberando “almeno 20 milioni di persone dal rischio di povertà e di esclusione”. Ma, nonostante le parole, gli obiettivi nazionali sugli ultimi due punti vengono lasciati alla discrezionalità dei governi. Obiettivi piuttosto evanescenti, dunque.