MEDIA E MINORI
Vincoli per la messa in onda dei programmi “gravemente nocivi”
Un documento per classificare i programmi i cui contenuti "possono nuocere gravemente allo sviluppo fisico, psichico o morale dei minori". Il testo, varato all’unanimità il 5 luglio dal Comitato per l’applicazione del Codice di autoregolamentazione Media e minori, fa seguito alle modifiche apportate dal "Decreto Romani" al "Testo unico sulla radiotelevisione" (che ora si chiama "Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici") riguardo alle norme per la tutela dei minori. Ora il presidente del Comitato, Franco Mugerli, chiede che un analogo documento venga predisposto pure per quelle trasmissioni i cui contenuti vanno "semplicemente" bollati come "nocivi". Ma "al momento spiega Mugerli non è unanimemente condivisa la convinzione che si debba procedere anche nella classificazione dei contenuti ‘nocivi’", e per questo motivo una richiesta d’interpretazione della normativa spetta o no al Comitato tale compito? firmata dallo stesso Mugerli è giunta sul tavolo dell’Ufficio legislativo del ministero dello Sviluppo Economico e su quello del sottosegretario Bonaiuti.
Vietati ai minori. Nello specifico, il "Decreto Romani" distingue tra contenuti "gravemente nocivi" e "nocivi". Per i primi, la possibilità di trasmissione è solo in orario notturno (dalle 23 alle 7) e con un sistema di accesso condizionato specifico, secondo il quale viene posto dall’emittente un vincolo (parental control) disattivabile, a richiesta, dall’utente. Non vi sono nei fatti limiti d’orario, invece, per i programmi "nocivi" (anche se il Decreto prevede che le trasmissioni non contengano "programmi che possono nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minorenni, a meno che la scelta dell’ora di trasmissione o qualsiasi altro accorgimento tecnico escludano che i minorenni che si trovano nell’area di diffusione assistano normalmente a tali programmi"), ma si richiede che vengano "preceduti da un’avvertenza acustica" o siano "identificati, all’inizio e nel corso della trasmissione, mediante la presenza di un simbolo visivo". A chi spetta definire i criteri di tali trasmissioni? "Il sistema di classificazione dei contenuti ad accesso condizionato recita la normativa è adottato da ciascun fornitore di servizi di media audiovisivi o fornitore di servizi ad accesso condizionato, sulla base dei criteri proposti dal Comitato per l’applicazione del Codice media e minori, d’intesa con l’autorità, e approvati con decreto ministeriale".
I criteri del Comitato. Nella carta approvata il 5 luglio dal Comitato si fa riferimento a tre "ambiti tematici" ("violenza", "sessualità", "tematiche sociali, relazionali e comportamentali") e ad alcune "modalità rappresentative" ("rappresentazione esplicita", "durata dell’inquadratura", "intensità della rappresentazione", "ripetizione o frequenza di un certo contenuto all’interno di un testo", "gratuità delle scene") che, "anche singolarmente considerate", possono portare un programma ad essere considerato "gravemente nocivo". In tal caso, dunque, può andare in onda solo di notte e con "visione non libera". L’utente, maggiorenne, che voglia vederlo dovrà digitare un codice segreto che gli sarà stato "comunicato con modalità riservate" dopo aver stipulato "il contratto relativo alla fornitura del contenuto o del servizio".
E i programmi "nocivi"? Resta aperta, però, la questione dei contenuti "nocivi". Il presidente del Comitato Media e minori, a tal proposito, ribadisce "non solo la legittimità, ma anche la necessità di procedere alla classificazione dei contenuti ritenuti ‘nocivi’", così come avvenuto per quelli "gravemente nocivi". "Non v’è dubbio rileva Mugerli che, sia dal punto di vista logico sia da quello lessicale, i programmi per soli adulti, nella loro ampia e logica accezione, debbano riferirsi non soltanto ai contenuti gravemente nocivi, ma anche a quelli che comunque nuocciono allo sviluppo fisico, mentale o morale del minore". Da qui, pertanto, la richiesta del presidente "di procedere alla classificazione dei contenuti ritenuti ‘nocivi’", per arrivare a "un completo ‘sistema’ da sottoporre al ministero dello Sviluppo Economico per la prevista approvazione".