Portogallo, Repubblica Ceca, Polonia

Portogallo: per una nuova evangelizzazioneIl vescovo di Porto, mons. Manuel Clemente ha accolto con entusiasmo l’annuncio fatto da Benedetto XVI concernente la creazione di un Consiglio Pontificio per la Nuova Evangelizzazione, affermando che “si tratta di un’iniziativa che implica enormi opportunità e che richiede effettivamente un forte impegno da parte di tutta la Chiesa”. “Durante troppo tempo abbiamo continuato a pensare l’evangelizzazione secondo due scenari consolidati: quello dei territori considerati cristiani, con le loro diocesi strutturate, animate solo di tanto in tanto da missioni popolari, e quello delle missioni ad gentes, rivolte ai territori d’oltremare di prima evangelizzazione, organizzate da congregazioni specifiche – ha aggiunto il presidente della Commissione episcopale della Cultura, Beni culturali e Comunicazioni sociali: “È stato soprattutto Giovanni Paolo II ad aver insistito sull’apertura di un terzo quadrante, riguardante i territori di antica evangelizzazione dove, essendosi progressivamente persa vivacità di fede e quotidianità di esperienza cristiana, è necessario riprendere un’impronta evangelizzatrice nuova, nell’ardore, nei metodi e nelle espressioni”. Ricordando anche l’esortazione apostolica post-sinodale Ecclesia in Europa (2003), mons. Manuel Clemente ha inteso rilevare la forte sintonia avvertita con l’iniziativa papale, in grado di unirsi e di rafforzare l’intenzionalità creativa dello spirito e dei contenuti della lettera pastorale, “Per un volto missionario della Chiesa in Portogallo“, recentemente emanata dalla stessa Conferenza episcopale portoghese (Cep). “Tramite essa, i vescovi portoghesi hanno preso atto che il Vangelo di Gesù è sempre meno conosciuto nei nostri territori: uno scenario preoccupante che richiede urgentemente la presenza della Chiesa nelle nostre città, e l’attività di uomini di fede con una nuova cultura evangelizzatrice, e con un’incisività molto superiore a quella messa in atto mediante una semplice pastorale di mantenimento e di difesa” – ha concluso il vescovo di Porto.Repubblica Ceca: la plenaria dei vescoviSi è conclusa il 3 luglio a Vehlerad l’assemblea plenaria della Conferenza episcopale ceca. La formazione dei sacerdoti, la Bibbia per i giovani e i preparativi per diversi eventi che si svolgeranno nei prossimi anni sono stati al centro dei lavori. L’assemblea si è aperta il 2 luglio con una riflessione del vescovo ausiliare di Praga, mons. Václav Malý ed è proseguita con un intervento dell’arcivescovo della capitale, mons. Dominik Duka, Presidente della Conferenza episcopale, il quale ha sottolineato il forte impatto esercitato dalla visita del Papa in Cechia nel 2009. Duka ha inoltre menzionato la dichiarazione sulla gestione congiunta della Cattedrale dei Santi Vito, Venceslao e Adalberto, ora affidata a Stato e Chiesa. Mons. Duka ha ribadito la disponibilità della Chiesa ceca a trovare una soluzione giusta, conveniente per entrambe le parti. L’arcivescovo ha inoltre presentato il progetto “Bibbia per i giovani”, in collaborazione con una Casa editrice carmelitana. I vescovi hanno inoltre approvato la bozza della direttiva sulla preparazione al matrimonio, che entro sei mesi sarà integrata da un manuale sulla sua realizzazione. I vescovi sono stati aggiornati sui preparativi dell’incontro internazionale dei diaconi permanenti, che si svolgerà a Vehlerad nel 2013, nonché su quelli del 1150° anniversario dell’arrivo dei Santi Cirillo e Metodio in Moravia, che verrà celebrato nel 2013. A tale riguardo verrà istituita una commissione che include anche l’esarca apostolico della Chiesa greco-cattolica, il vescovo Ladislav Huèko. Il culmine dei festeggiamenti in onore dei Santi Cirillo e Metodio sarà rappresentato dal congresso eucaristico nel 2013.Polonia: pellegrinaggio non udenti”Spesso nella vita quotidiana ci si vuole affermare a tutti i costi, non si intravede più nel prossimo un fratello, ma lo si tratta spesso come un concorrente, un avversario, un nemico. Per tagliare le radici alle paure, all’ira, all’odio, bisogna fondarsi sul principio dell’amore”. Lo ha detto mons. Zygmunt Zimoski, presidente del Pontificio Consiglio per gli operatori Sanitari, nell’omelia della messa celebrata il 3 luglio, a Kalkow (Polonia), durante il pellegrinaggio dedicato ai non udenti, organizzato dal dicastero pontificio. “Approfondire il nostro amore verso Dio e verso il prossimo”, la consegna affidata dal presule ai partecipanti, a partire dalla consapevolezza che “l’amore è necessario all’uomo come il pane quotidiano”, anche “dove domina l’accordo, la pace, la benevolenza, l’amore”. E proprio in nome dell’amore del prossimo “bisogna stare vicino a vicino a coloro che si sentono soli, che non hanno più forze per esprimere il loro dolore, non riescono a ritrovare il senso della vita”. “I cristiani di oggi, troppo spesso, si defezionano all’ordine di Cristo”: di qui la necessità di imparare quello “stile di vita, dove si ricambia il male con il bene”, senza “escludere nessun uomo dalla sfera del nostro amore”. Anche le persone sorde – ha concluso mons. Zimoski ricordando le parole rivolte di recente dal Papa ai non udenti – sono chiamate ad annunciare e ad essere testimoni del Vangelo, a rispondere al comandamento di Cristo: “Che vi amiate gli uni gli altri”.