Ventidipacesucaucaso
"Vi benedico tutti, vi benedico tutti e porti il mio saluto al patriarca Bartolomeo I di Costantinopoli". È questo il messaggio che Benedetto XVI ha affidato, al termine dell’udienza generale di mercoledì 7 luglio, a Franco Vaccari, presidente dell’associazione "Rondine Cittadella della pace". Vaccari, che ha avuto un breve colloquio privato con il Pontefice, guidava una delegazione di otto persone che parteciperanno al "Viaggio di amicizia" che l’associazione realizzerà nel Caucaso del Sud e in Turchia dal 15 luglio al 1° agosto. "Questo viaggio spiega Vaccari al SIR è già una vittoria, è la prova provata che a volte riteniamo utopia cose che poi nella realtà, invece, si possono realizzare". L’iniziativa si snoderà in diversi Paesi Azerbaijan, Georgia, Armenia e Turchia allo scopo di compiere passi concreti a livello politico, istituzionale, accademico e sociale, nella diffusione del documento "14 punti per la pace nel Caucaso". Si tratta di un testo che è stato redatto e approvato nel maggio 2009 presso il Santuario de La Verna da 150 rappresentanti dei popoli caucasici, dopo un lungo processo di elaborazione che ha coinvolto studenti, esperti, università e persone dei Paesi dell’area. Il documento e la sua diffusione fanno parte di un progetto globale, "Ventidipacesucaucaso" (www.ventidipacesucaucaso.it) che è nato idealmente nell’agosto 2008, durante il conflitto tra Russia e Georgia, per volontà dell’associazione, ma soprattutto degli studenti georgiani, russi, osseti e abkhasi ospitati nella studentato internazionale di "Rondine", che accoglie annualmente circa venti giovani provenienti da zone di conflitto. Dal giorno della sottoscrizione dei "14 punti per la pace nel Caucaso", il documento è già stato consegnato a vari personaggi istituzionali italiani e internazionali, a cominciare da papa Benedetto XVI; lo scorso 2 luglio a Bruxelles, è stato dato ad alcuni parlamentari europei. Costruire la fiducia tra nemici. Il presidente Vaccari spiega che progetto e viaggio dimostrano come la scommessa dell’associazione, ovvero mettere insieme giovani che vengono da Paesi spesso in guerra tra di loro, produca "risultati impensabili" e definisce già un "grande successo" il fatto che una delegazione di questo genere venga accolta "ufficialmente" dai governi della regione. "Quello che c’interessa veramente aggiunge è suscitare un vento nuovo, una fiducia reciproca tra nemici e dare il nostro contributo per costruire dei ponti". In effetti alcuni risultati concreti già s’intravvedono: ci sono buone prospettive di realizzare, durante il viaggio, il punto 9 del documento, ossia "sviluppare iniziative universitarie per organizzare scambi di docenti e studenti tra gli atenei della regione". Nei giorni in cui la delegazione toccherà i vari Paesi ci saranno incontri con le università locali, le quali firmeranno un accordo quadro (promosso da "Rondine" insieme al consorzio interuniversitario Geo) che le farà entrare in una rete di atenei che comprende attualmente undici università italiane; questo permetterà, ad esempio, che si creino contatti e possibilità di dialogo tra facoltà della Georgia e dell’Abkhazia, due Stati che non hanno rapporti bilaterali. La pace, un bene comune. L’impegno dell’associazione in azioni di solidarietà e di pace nel Caucaso è cominciato nel 1995, ai tempi della prima guerra russo-cecena, quando una piccola delegazione fu accreditata dalle parti per una trattativa segreta che mise a punto la prima tregua di 72 ore del conflitto. Da allora studenti universitari o post lauream di molti popoli caucasici sono stati selezionati per partecipare al progetto di formazione al dialogo e alla riconciliazione dello studentato internazionale di "Rondine". Il documento "14 punti per la pace nel Caucaso" ha come sua premessa che "la pace è un bene comune, cui aspirano tutti i popoli del Caucaso", da costruire attraverso la "cooperazione, il rispetto delle identità e l’interculturalità". Il primo dei quattordici punti indica, come mezzo per raggiungere questo scopo, la costituzione di un "tavolo permanente" tra i governi per la risoluzione dei conflitti. Altre azioni indicate sono "il diritto di ritorno" per le persone che in seguito alle guerre hanno dovuto abbandonare la propria casa, la "cooperazione tra imprese", la "comune ricerca scientifica", la promozione di progetti interculturali, il finanziamento di radio, tv, reti di comunicazione "plurilingue, pluriculturali e transfrontaliere", il sostegno a Ong basate sull’esperienza degli studenti di "Rondine" e lo "sviluppo del dialogo interreligioso".Il viaggio. La delegazione che si recherà nel Caucaso del Sud è composta da oltre venti persone: ci sono otto studenti ospiti di "Rondine" di nazionalità russa, georgiana, abkhasa, inguscia, cecena, macedone, libanese e israeliana, il presidente Vaccari, lo staff dell’associazione e alcuni giornalisti. La prima tappa del viaggio sarà a Baku, capitale dell’Azerbaijan; tra gli incontri previsti, oltre a quelli con i rappresentanti dei governi e delle università, ci saranno appuntamenti con le autorità religiose, come il muftì Allahshukur Hummat Pashazade, mons. Claudio Gugerotti (nunzio in Georgia), Ilia II (patriarca ortodosso della Georgia), Karekin II (Catholicos degli Armeni), il muftì turco Ali Bardakoglu.(8 luglio 2010)