PARLAMENTO UE
Molti i temi politici ed economici di rilievo a Strasburgo
Una sessione plenaria carica di temi di rilievo, provvedimenti di portata concreta, vivaci dibattiti politici. Il Parlamento europeo, riunito a Strasburgo dal 5 all’8 luglio, forte dei nuovi poteri acquisiti mediante il Trattato di Lisbona, ha anche potuto puntare i piedi verso il Consiglio e la Commissione soprattutto per quanto riguarda la definizione del Servizio diplomatico comunitario, l’authority di vigilanza finanziaria, l’accordo Swift per la trasmissione dei dati bancari in chiave antiterroristica.Ampio ventaglio di argomenti. La settimana è stata segnata da alcuni passaggi politici interessanti, fra cui il confronto tra gli eurodeputati e le presidenze di turno spagnola e belga (primo e secondo semestre 2010), il via libera per l’apertura dei negoziati per l’adesione dell’Islanda, la più precisa definizione dei rapporti con alcuni Paesi balcanici (Albania e Kosovo in primis). Ma in emiciclo s’è discusso anche dei diritti dei passeggeri marittimi, di standard più severi per le emissioni industriali inquinanti, di riforma della Politica agricola comune. L’Euroassemblea ha detto no all’arrivo sulla tavola dei consumatori di carne e latte provenienti da animali clonati, mentre ha approvato un progetto di regolamento che vieta la vendita di legname tagliato illegalmente (tenuto conto del fatto che si stima una presenza del 20% di tale legname nelle attività economiche europee, ad esempio per la fabbricazione dei mobili). Diplomazia comunitaria. L’aula ha approvato una serie di raccomandazioni sulla organizzazione e sul metodo di lavoro della futura diplomazia dei 27 (si prevedono almeno 156 ambasciate comunitarie in tutto il mondo), altra novità introdotta a Lisbona. Su questo tema il Parlamento è stato consultato formalmente sull’organizzazione Seae (Servizio europeo di azione esterna), ma i deputati hanno negoziato cambiamenti di rilievo rispetto alla proposta originaria avanzata dall’Alto rappresentante per la politica estera, Catherine Ashton. Il Seae assisterà l’Alto rappresentante nella conduzione degli affari esteri dell’Unione; il controllo sulla politica di sviluppo e di vicinato rimarrà di responsabilità della Commissione, al contrario di quanto richiesto dalla Ashton. L’Alto rappresentante dovrà chiedere il parere del Parlamento sulle questioni principali di politica estera e i deputati con incarichi istituzionali potranno avere accesso a documenti riservati. Il bilancio esecutivo sarà di responsabilità della Commissione, che dovrà però tenere informata l’Assemblea, cui spetterà il discarico finale del bilancio stesso. Inoltre, prima di assumere l’incarico, i rappresentanti Ue e i capi delegazione nei Paesi considerati d’importanza strategica dovranno comparire davanti alla commissione affari esteri del Parlamento. Quest’ultimo ha inoltre preteso che il 60% di personale Seae provenga dalle fila dell’Unione europea, per garantire l'”identità comunitaria” del servizio.Supervisione finanziaria. Su due temi particolari il Parlamento ha fatto valere la sua voce. Sulla supervisione finanziaria (uno degli elementi che l’Ue intende mettere in campo per prevenire e contrastare future crisi) è emerso un braccio di ferro con gli Stati membri, mentre il Parlamento propenderebbe per le soluzioni suggerite dalla Commissione. I deputati chiedono authority europee forti (competenti su banche, assicurazioni e mercati) che abbiano prevalenza su quelle nazionali che, si ritiene, non hanno avuto la capacità di prevenire e contrastare le recenti instabilità dei mercati. Dalla plenaria è così emerso un segnale chiaro: ai governi nazionali si indica che la sola possibilità per avere una supervisione finanziaria efficace è “una riforma sostanziale del sistema esistente e la creazione” di autorità europee “con poteri adeguati ad affrontare le crisi”. Si vuole inoltre evitare di giungere a “salvataggi” ai danni dei contribuenti. Il voto finale sul testo legislativo è stato rimandato a settembre per trovare un accordo più efficace (si attende una nuova proposta del Consiglio, sotto presidenza belga), così da poter rendere operativi tali organismi per l’inizio del 2011. Islanda sì, caccia alla balena no. Il secondo tema contrastato è stato l’accordo relativo al trasferimento dei dati bancari verso gli Stati Uniti in funzione di contrasto al terrorismo internazionale. Il Parlamento ha approvato la nuova versione di Swift (la prima stesura era stata bocciata quattro mesi fa), ottenendo soprattutto delle garanzie a tutela della privacy e dei diritti dei cittadini Ue. A Europol sarà assegnato un ruolo di controllo e garanzia. Infine l’emiciclo ha approvato la recente decisione del Consiglio per l’apertura dei negoziati di adesione con l’Islanda. L’ingresso del Paese nordico, che fa già parte dell’accordo di Schengen, “permetterebbe all’Unione di avere un ruolo più attivo nella regione artica”. I deputati pretendono però che l’Islanda cessi “tutte le attività di caccia alla balena”.