Pe: riforme in Albania e questione-Kosovo L’Europa conferma le "porte aperte" verso tutti i Paesi del Balcani occidentali. Ma si prospetta un lungo percorso di avvicinamento e, per l’eventuale adesione, è richiesto il pieno rispetto di tutti i criteri di Copenaghen. Il Parlamento europeo, riunito la scorsa settimana in plenaria, ha definito la propria posizione in particolare sull’Albania e il Kosovo, ma ciò ha consentito un più ampio dibattito circa i rapporti tra i 27 e i Balcani. In una risoluzione approvata ad ampia maggioranza, gli eurodeputati riconoscono "i progressi dell’Albania nel processo di riforma del Paese", sottolineando al contempo "la necessità di maggiori sforzi per consolidare la democrazia, lo stato di diritto e la promozione dello sviluppo sostenibile". Occorre inoltre una "riforma del sistema giudiziario" (esecuzione delle sentenze, garanzia della separazione dei poteri) e della "lotta contro la corruzione", che rimane "una sfida politica importante". L’Emiciclo chiede quindi una soluzione "all’attuale fase di stallo politico" risalente alle elezioni parlamentari del 2009; a Tirana occorrono, per i parlamentari europei, "istituzioni democratiche rappresentative pienamente funzionanti", le quali "costituiscono la struttura portante di un sistema democratico consolidato e che sono criterio politico importante per l’integrazione nell’Unione europea". L’Euroassemblea dichiara poi che "accoglierebbe con soddisfazione il riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo da parte di tutti gli Stati membri". La dichiarazione unilaterale di indipendenza del piccolo Paese balcanico risale al febbraio 2008; è stata riconosciuta in totale da 66 Paesi, 22 dei quali aderenti all’Ue.Pensioni, Libro verde e dibattito tra i Ventisette"Entro il 2060 si prevede che il numero di pensionati in Europa raddoppi rispetto a quello di quanti finanziano le loro pensioni. La situazione attuale è insostenibile". Laszlo Andor, commissario per l’occupazione e gli affari sociali, ha presentato alcuni giorni or sono il Libro verde stilato dall’Esecutivo Ue che apre un dibattito nei 27 Stati membri sulla sostenibilità finanziaria di lungo periodo dei sistemi previdenziali. "Nell’affrontare il problema aggiunge – occorre verificare l’equilibrio tra periodi lavorati e periodi trascorsi in pensione". Il testo "non presenta proposte politiche concrete, ma intende raccogliere opinioni su possibili azioni future a livello europeo". Il periodo di consultazione durerà quattro mesi, fino al 15 novembre, "durante i quali chiunque abbia un interesse per l’argomento può presentare le proprie opinioni" sul sito http://ec.europa.eu/yourvoice/ipm/forms/dispatch?form=pensions. La Commissione analizzerà poi "le risposte ottenute e considererà le migliori linee d’azione per il futuro con cui affrontare questi temi". Andor ha specificato: "Ci troviamo di fronte a una scelta fra pensionati più poveri, contributi pensionistici più elevati o un maggior numero di persone che lavorano di più e più a lungo. Garantire che la vecchiaia non sia sinonimo di povertà è uno dei grandi successi del modello sociale europeo".Vacanze: i diritti per chi viaggia in aereo o trenoI viaggiatori che utilizzano l’aereo o il treno per le vacanze estive possono contare su una serie di diritti garantiti da normative comunitarie. In futuro l’Ue garantirà anche i diritti analoghi a chi viaggia in pullman o in nave: dell’argomento si è occupata la plenaria dell’Europarlamento del 5-8 luglio. In vista delle ferie estive (secondo un sondaggio commissionato dall’Esecutivo Ue, "quest’anno l’80% circa degli europei ha in programma un viaggio per le vacanze"), il sito della Commissione – www.ec.europa.eu – ricorda quali siano i diritti che ogni cittadino può pretendere dalle compagnie di viaggio. "I passeggeri aerei in partenza e in arrivo vi si legge – godono già da parecchio tempo di ampi diritti. Per un ritardo superiore a due ore, devono ricevere un pasto e una bevanda gratis. In caso di ritardo superiore a 5 ore o di cancellazione del volo, possono scegliere tra il rimborso del biglietto entro 7 giorni, un volo per tornare all’aeroporto di partenza o un biglietto per un mezzo di trasporto alternativo fino alla loro destinazione. Se il volo viene spostato al giorno successivo, hanno diritto alla sistemazione in albergo". Inutile ricordare che, al di là delle leggi Ue, non sempre tali diritti vengono rispettati fino in fondo. "Anche chi ha scelto il treno può partire senza pensieri", afferma l’Esecutivo. "L’anno scorso, infatti, l’Ue ha stabilito per il trasporto ferroviario regole analoghe a quelle per il trasporto aereo". Per ritardi tra 1 e 2 ore si ha diritto al rimborso del 25% del prezzo del biglietto, per ritardi superiori a 2 ore al 50%. Inoltre, che si viaggi in aereo oppure in treno, i passeggeri hanno diritto a un indennizzo per il bagaglio danneggiato o smarrito.