Oltre le ferite

Ventidipacesucaucaso

Si apre a Baku (Azerbaijan) incontrando Allahshukur Hummat Pashazade, una delle autorità musulmane più importanti del Caucaso, e si conclude con il patriarca ortodosso Bartolomeo I, a Istanbul, il “Viaggio di amicizia”, che l’associazione “Rondine Cittadella della pace” organizza dal 15 luglio al 1° agosto nel Caucaso del Sud (cfr SIR 51/2010). Costruire ponti di dialogo interreligioso, oltre che interculturale, è uno degli aspetti più significativi che la delegazione, guidata dal presidente dell’associazione, Franco Vaccari, affronterà in questo itinerario che va dall’Azerbaijan alla Georgia, dall’Armenia alla Turchia. Altri incontri sono previsti con Ilia II (patriarca ortodosso della Georgia), Karekin II (Catholicos degli Armeni) e il muftì turco Cagri. Un “prologo” al dialogo che si vuole costruire si è avuto lo scorso 7 luglio, al termine dell’udienza papale, con la speciale benedizione del Pontefice per tutti i partecipanti al viaggio, per i Paesi che si visiteranno e i particolari saluti affidati alla delegazione di “Rondine” per il patriarca Bartolomeo.“Ferite” aperte. Il “Viaggio di amicizia”, in cui sono previsti incontri a livello politico, istituzionale, accademico, sociale, è stato voluto per la diffusione del documento “14 punti per la pace nel Caucaso”, redatto e approvato nel maggio 2009 al Santuario de La Verna da 150 rappresentanti dei popoli caucasici. Il documento, che sarà presentato alle varie autorità, rientra all’interno del progetto “Ventidipacesucaucaso” (www.ventidipacesucaucaso.it) ed è frutto di un lungo processo di elaborazione che ha coinvolto giovani ospitati nello Studentato internazionale di “Rondine”, esperti, università e abitanti dei Paesi caucasici, dove sono aperte alcune “ferite”, come quella, in Georgia, tra Abcasia e Ossezia del Sud, due regioni separatiste che hanno provocato, nel 2008, una guerra tra russi e georgiani; o il Nagorno Karabakh, territorio conteso tra Armenia e Azerbaijan, che ha scatenato un conflitto durato sei anni e terminato nel 1994. Il progetto “Ventidipacesucaucaso” è nato idealmente nell’agosto 2008, proprio come reazione al conflitto tra Russia e Georgia. L’esperienza di “Rondine”. L’associazione accoglie, annualmente, circa venti giovani provenienti da zone di conflitto: i ragazzi ospitati compiono un percorso di formazione accademico e uno specifico orientato al dialogo e alla riconciliazione, per poter rientrare in patria e testimoniare in ambito professionale e civile la possibilità della comunicazione e della convivenza pacifica. Nel corso del viaggio una cura particolare sarà dedicata agli incontri nelle università. In tutti i Paesi visitati verrà firmato un accordo, sottoscritto da molte università italiane, per permettere uno scambio di studenti e docenti. Inoltre quanti furono nel passato ospiti dello Studentato internazionale di “Rondine” e le loro famiglie hanno organizzato, in occasione del viaggio, feste particolari di accoglienza e scambio culturale. La “diplomazia virtuale”. Il progetto “Ventidipacesucaucaso” si è caratterizzato, nella prima fase da agosto 2008 ad aprile 2009, per la redazione del documento, seguendo una sorta di “diplomazia virtuale”, conclusa dalla prima “Conferenza dei popoli del Caucaso”, che si è svolta tra Rondine, Arezzo, Firenze e La Verna nel maggio 2009. Il documento parte dal principio che “la pace è un bene comune, cui aspirano tutti i popoli del Caucaso”, da costruire attraverso la “cooperazione, il rispetto delle identità e l’interculturalità”. Il testo fa delle proposte concrete, come, ad esempio, la costituzione di un “tavolo permanente” tra i governi per la risoluzione dei conflitti e il “graduale e coordinato disarmo”. Altre azioni indicate sono “il diritto di ritorno” per le persone che in seguito alle guerre hanno dovuto abbandonare la propria casa, la “cooperazione tra imprese”, la “comune ricerca scientifica”, la promozione di progetti interculturali, il finanziamento di radio, tv, reti di comunicazione “plurilingue, pluriculturali e transfrontaliere”, il sostegno a Ong basate sull’esperienza degli studenti di “Rondine” e lo “sviluppo del dialogo interreligioso”. (14 luglio 2010)