Giustizia/1: diritto comunitario a portata di mouse"Oggi è un giorno importante per lo spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia. Con questo portale creiamo le basi per una giustizia più efficiente e accessibile ai cittadini": Stefaan De Clerck, ministro della giustizia belga e presidente di turno dei ministri Ue, ha presentato nei giorni scorsi il "portale europeo della giustizia elettronica". Disponibile in 22 lingue, con 12mila pagine, il portale https://e-justice.europa.eu intende essere "uno sportello unico online per accedere alla giustizia in tutta l’Ue". Mediante internet si vorrebbe aiutare i cittadini, gli avvocati, i magistrati, i notai, le imprese "a trovare risposte alle questioni giuridiche transnazionali", favorendo al contempo "la comprensione reciproca dei diversi sistemi giuridici e la creazione di uno spazio unico di giustizia". Per esemplificare, la Commissione indica alcuni quesiti cui potrebbe rispondere il portale. "Sono un cittadino greco in viaggio in Germania: come faccio a trovare un avvocato? Sono un imprenditore francese: come posso consultare il registro immobiliare ungherese? Sono un giudice estone: dove trovo informazioni sul sistema giudiziario spagnolo?". "Le risposte a queste domande, che finora potevano richiedere settimane, sono ora a portata di mouse". Giustizia/2: Reding, "tutelare le vittime dei reati""Ognuno di noi potrebbe essere vittima di reato o di violenza. Purtroppo accade a molti milioni di persone ogni anno. Non si può cancellare il danno causato, ma si possono attenuare le conseguenze del reato, aiutare le persone a riprendersi e assicurarsi che ricevano un trattamento adeguato": Viviane Reding, commissaria Ue alla giustizia, lancia una consultazione pubblica mediante la quale l’Esecutivo intende ricercare le strade più efficaci per tutelare le persone che hanno subito una forma violenza o un reato grave che, secondo i dati forniti dall’Unione, sarebbero circa 30 milioni l’anno. Tale esperienza per le vittime può essere "devastante e magari aggravata da un’indagine o da un processo difficili, da un’intrusione nella loro vita privata o dal trattamento poco rispettoso del loro caso". "Ovunque si trovino, le vittime hanno il diritto di essere trattate con rispetto, di ricevere sostegno, tutela, un risarcimento e di avere accesso alla giustizia". La consultazione avviata dalla Commissione avrà termine il 30 settembre 2010: poi l’Esecutivo "utilizzerà i risultati per preparare un pacchetto completo di norme e di misure pratiche da proporre nella prima metà del 2011". La consultazione (http://ec.europa.eu/justice_home) riguarda in particolare cinque ambiti: il trattamento (dignità, aiuto, informazioni necessarie); la tutela (protezione); il sostegno (assistenza); l’accesso alla giustizia; il risarcimento.Erasmus: per la Commissione servono più risorseSono di nazionalità francese, tedesca e spagnola i giovani che utilizzano maggiormente il progetto Erasmus, istituito nel 1987 nell’ambito dell’istruzione universitaria per consentire a studenti e docenti di approfondire la propria formazione all’estero per un periodo medio di sei mesi. In questi 23 anni sono stati complessivamente 2 milioni gli studenti che ne hanno beneficiato, di cui 198.600 durante l’anno accademico 2008/09. I Paesi che partecipano al programma sono diventati 31: ai 27 Stati membri dell’Unione si affiancano infatti Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Turchia. Gli universitari che vi hanno preso parte nello scorso anno provenivano principalmente da Francia (28.300), Germania (27.900) e Spagna (27.400). In termini di percentuale della popolazione studentesca, i migliori risultati sono stati ottenuti da Lussemburgo (15,5%), Liechtenstein (3%), Austria (1,9%) e Repubblica ceca (1,7%). La destinazione preferita degli Erasmus è stata la Spagna (33.200 studenti), seguita da Francia (24.600) e Germania (22.000). L’assegno riservato agli studenti, pur essendo passato da 255 a 272 euro mensili, resta però ancora esiguo. E la Commissione lancia un allarme per gli anni a venire: "Poiché nei prossimi anni si prevedono aumenti di bilancio meno rilevanti, sarà difficile mantenere una crescita analoga senza risorse supplementari".Rapporto Bce sugli euro falsi in circolazione"Nella prima metà del 2010 sono stati ritirati complessivamente dalla circolazione 387mila biglietti in euro contraffatti", in massima parte in tagli da 20 e 50 euro. La maggioranza dei biglietti falsi (oltre il 98%) sono stati scoperti negli Stati dell’area dell’euro. Lo attesta la Banca centrale europea con la sua relazione periodica sullo stato della contraffazione della moneta unica. "Rispetto al quantitativo rinvenuto nei sei mesi precedenti si è registrata una flessione di circa il 13%", segnala la Bce. Il trend è piuttosto irregolare: nel primo semestre del 2006 le banconote irregolari erano state 300mila, salite fino a 447mila nella seconda metà dell’anno scorso, per ridiscendere ora sotto quota 400mila. Secondo gli esperti del’Eurotower di Francoforte "la quota di falsificazioni permane molto esigua rispetto al crescente numero di banconote in euro autentiche in circolazione", pari a 13,2 miliardi.