TARIFFE POSTALI
La Fisc dopo il via libera della Presidenza del Consiglio a Poste italiane
"Il via libera della presidenza del Consiglio è un fatto certamente positivo". È il commento di don Giorgio Zucchelli, presidente della Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), all’indomani dell’autorizzazione del governo all’amministratore delegato di Poste italiane, Massimo Sarmi, per la firma dell’intesa siglata dalla Fieg (Federazione italiana editori giornali) a fine luglio in merito all’aumento delle tariffe di spedizione postale. La vicenda è iniziata lo scorso 31 marzo con un decreto interministeriale, operativo dal giorno seguente, che ha soppresso le tariffe postali agevolate a tutti gli organi di stampa con relativo aumento medio di spesa pari a circa il 120%.
"Il testo dell’accordo che era stato preparato spiega don Zucchelli al Sir, che fin dai primi giorni si è interessata della vicenda dando spazio e voce ai settimanali cattolici doveva essere aggiustato in alcune espressioni tecniche. Nell’incontro della scorsa settimana con Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, Francesco Vetere, segretario dell’Uspi (Unione stampa periodica italiana), ha proposto una soluzione concreta per appianare le difficoltà tecniche. L’avvenuta autorizzazione mi fa ritenere che il problema amministrativo sia stato risolto e questo è un passo importante verso la firma conclusiva dell’accordo".
Allo stato attuale delle cose è necessario il parere del ministero dell’Economia, dal momento che il ministro Giulio Tremonti è azionista unico di Poste italiane. "È lo scoglio più grande che abbiamo di fronte ma quando verrà dato parere positivo, e non prevediamo particolari inconvenienti perché l’intesa stabilisce che lo Stato non intervenga più neanche con un centesimo nei rapporti con gli editori, allora l’accordo potrà essere firmato".
Come Federazione, dice Zucchelli, "guardiamo con fiducia alla possibilità che la situazione si appiani nel più breve tempo possibile. I nostri responsabili del Comitato tecnico, direttamente coinvolto nella questione, hanno avuto contatti quasi settimanali con gli incaricati delle Poste. Si trattava di colloqui e incontri privati che hanno contribuito al raggiungimento di questo risultato. Se qualcuno ha lasciato intendere che la Fisc non ha fatto ciò che doveva fare, si tratta di accuse assolutamente false. Sono mesi che la Federazione sta lavorando a vari livelli per raggiungere un accordo che, quando firmato, potrà essere definito storico". Inoltre, aggiunge, "in momenti di ristrettezze economiche è normale cercare forme di risparmio" ma "siamo fiduciosi" perché "il sottosegretario Bonaiuti si è impegnato personalmente insieme con Elisa Grande, consigliere per il dipartimento dell’informazione e dell’editoria della presidenza del Consiglio, affinché si risolva tutto senza ulteriori procrastinamenti temporali". Da parte della presidenza del Consiglio "c’è stata una buona disposizione nei nostri confronti"; atteggiamento positivo "anche da parte di Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, che si interessa continuamente della nostra situazione con grande partecipazione". "Se l’accordo venisse firmato a settembre sarebbe un risultato positivo", conclude don Zucchelli, ma "è importante non rimandare la ratifica troppo in là nel tempo".