taizé

Il canto di un villaggio

A 5 anni dalla morte di frère Roger e a 70 anni dalla fondazione

"Benché sia entrato nella gioia eterna, continua a parlarci. Che la sua testimonianza di un ecumenismo nella santità ci ispiri nel nostro cammino verso l’unità e che la vostra Comunità continui a vivere ed irradiare il suo carisma, sopratutto presso le giovani generazioni!". È l’augurio espresso da Benedetto XVI per i settant’anni dalla fondazione della comunità di Taizé e i cinque anni dalla morte di frère Roger Schutz (1915-2005). Le celebrazioni si terranno questa sera a Taizé (Saône-et-Loire), in Francia. "Testimone infaticabile del Vangelo di pace e di riconciliazione", scrive il Santo Padre in un messaggio al successore frère Alois, "frère Roger è stato un pioniere sul difficile cammino verso l’unità fra i discepoli di Cristo" e "settant’anni fa, diede vita ad una comunità che continua a vedere migliaia di giovani dal mondo intero venire verso di lei, alla ricerca di un senso alla loro vita, accogliendoli nella sua preghiera e permettendo loro di fare l’esperienza di una relazione personale con Dio".

Senza limiti. In occasione del doppio anniversario, sono numerosi i messaggi pervenuti a frère Alois. Per il patriarca Bartolomeo di Costantinopoli, "con frère Roger e i fratelli che condividono la sua visione, Taizé è diventato un vero punto centrale, un punto di convergenza e di riunione. Un luogo di approfondimento nella preghiera, l’ascolto e l’umiltà. Un luogo di rispetto della tradizione dell’altro. Riconoscenza dell’altro, del suo volto e dunque del suo essere, premessa necessaria ad un amore a immagine di colui che ci ha amato ‘senza limiti’". Il patriarca Kyrill di Mosca, invece, ricorda che "avendo incontrato frère Roger a più riprese, ogni volta ho constatato fino a che punto la Parola di Dio e l’opera dei Padri della Chiesa erano un fondamento per la sua esperienza personale e spirituale". Infatti, "coniugare la fedeltà all’insegnamento dei Santi Padri con una creativa attualizzazione nel ministero missionario fra i giovani di oggi caratterizzava il cammino di frère Roger, come anche quello della comunità che ha fondato". Tra i diversi messaggi Rowan Williams, arcivescovo di Canterbury, spiega che "continuiamo a celebrare frère Roger come uno di coloro che ci danno fiducia nella risurrezione e ci spingono a vivere secondo la risurrezione" perché "alla luce della sua testimonianza, siamo resi liberi per guardare le crisi e i traumi del nostro tempo". L’arcivescovo sottolinea che "la morte è reale ed apparentemente potente nel nostro mondo, attraverso la guerra e la malattia, e la morte dell’anima nella cupidigia e nell’apatia" ma "la vita e la morte di un uomo come il nostro fratello ci dice che la morte è sconfitta".

Giovani generazioni. "Non possiamo ricordare la morte violenta di frère Roger senza essere ancora più coscienti che lui è stato il testimone di una diversa visione della vita. L’impegno di Taizé per la riconciliazione, la pace e l’unità dell’umanità è più che mai attuale". Sono le parole di Ishmael Noko, segretario generale della Federazione luterana mondiale. Durante questi 70 anni, "Taizé è diventato uno dei maggiori punti di incontro per i giovani di tutta l’Europa e del mondo intero" e "la comunità ha offerto ad ogni cristiano un modo particolare di cantare che ci unisce". "In questa musica – aggiunge Noko –, lo spirito della comunità di essere un mezzo ed una anticipazione dell’unità dei cristiani ha trovato un’espressione inaspettata". Secondo Setri Nyomi, segretario generale della Comunione mondiale delle Chiese riformate, "in particolare celebriamo l’impatto che la comunità di Taizé ha su centinaia di migliaia di giovani in ogni parte del mondo. Taizé conosce ciò che è vicino al cuore di nostro Signore Gesù Cristo: l’importanza delle giovani generazioni". L’intuizione di frère Roger "continua a rinnovare tante persone nel mondo d’oggi – giovani e meno giovani" – ed "è un bene che la commemorazione della sua brutale scomparsa da questo mondo abbia luogo contemporaneamente all’anniversario dei settant’anni della fondazione della comunità di Taizé". Infine Olav Fykse-Tveit, segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese, ribadisce che "la ‘parabola della comunità’ è stata un ministero pioniere: ha ispirato le Chiese di tutto il mondo ed è un modello per la loro partecipazione ai bisogni spirituali e materiali del popolo di Dio ed in maniera particolare dei giovani".


Scheda

Nel pieno della Seconda guerra mondiale, il 20 agosto 1940, frère Roger giunse da solo nel villaggio di Taizé con il progetto di fondare una comunità. Per diversi anni aveva sofferto di tubercolosi polmonare e nel corso di questa lunga malattia aveva maturato il richiamo a creare una comunità È deceduto il 16 agosto 2005, ucciso dal gesto squilibrato di una giovane donna durante la preghiera della sera. Oggi la comunità di Taizé riunisce circa 120 frères di diverse confessioni cristiane, provenienti da più di venticinque nazioni. Piccole fraternità si sono stabilite in quartieri poveri di Asia, Africa, America del sud e del nord. I giovani che provengono da oltre settanta nazioni del mondo si ritrovano a Taizé tutte le settimane dell’anno, arrivando a essere anche 6 mila da una domenica all’altra. La spiritualità di Taizé mira ad andare alle sorgenti della fiducia in Dio e i giovani sono invitati ad un pellegrinaggio interiore che li incoraggia a costruire rapporti di fiducia fra gli esseri umani.