I cristiani e il giardino

CCEE

È partito il 1° settembre da Esztergom, cittadina nel Nord dell’Ungheria, il pellegrinaggio organizzato dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) nel cuore dell’Europa per riflettere sull’ambiente e sul ruolo dei cristiani per la sua tutela, e che culminerà domenica 5 settembre al santuario di Mariazell. Una cinquantina i pellegrini, vescovi e delegati delle Conferenze episcopali europee per la salvaguardia del creato, in cammino avendo come filo conduttore il titolo della scorsa giornata mondiale della pace, “Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”. La responsabilità dei cristiani. L'”accoglienza dei doni di Dio” e il “ringraziamento” sono i primi atteggiamenti “da assumere di fronte alla meraviglia del creato”, ha esordito il card. Péter Erdő, arcivescovo di Esztergom-Budapest e presidente del Ccee, aprendo il pellegrinaggio. Se la natura “ci è donata da Dio come ambiente di vita” ed “è destinata ad essere ‘ricapitolata’ in Cristo alla fine dei tempi”, “i cristiani – ha aggiunto – devono essere i primi a guardare la realtà con la consapevolezza di questa loro specifica vocazione, e devono assumersi la responsabilità di evitare lo sfruttamento dei beni, delle risorse e delle energie e promuovere con vigore lo sviluppo integrale dell’uomo e del mondo, secondo la modalità giusta”. La Chiesa, ha precisato, “ha sempre dichiarato che è curando il bene comune che si promuove una società giusta e sicura, entro la quale ognuno è chiamato a portare un suo contributo e dove la natura dev’essere lavorata affinché diventi un giardino”. Dalle piccole cose un grande cambiamento. Per il card. Erdő, “i cristiani che s’impegnano nella tematica della salvaguardia del Creato devono anzitutto formare in sé una chiara consapevolezza su chi è l’uomo”: se, “come ha spesso ripetuto il Papa, l’ecologia ambientale ha bisogno di una vera ecologia umana, vuol dire che la prima creatura a dover essere protetta è proprio l’uomo”. “Dobbiamo fare appello alla coscienza di ciascuno di noi e partendo dalle piccole cose possiamo arrivare ad un grande cambiamento di mentalità”, ha poi precisato parlando a margine del pellegrinaggio. “Un cambiamento – ha sottolineato – che deve essere necessariamente subordinato alla conoscenza, poiché solo attraverso il sapere possiamo avere una visione organica del mondo e migliorare, di conseguenza, il nostro giudizio morale”. L’arcivescovo ha infine rimarcato la “grande importanza del dialogo con le scienze naturali che, arricchendo e approfondendo il sapere dell’uomo, migliorano il suo modo di agire nei confronti del creato” e permettono alla teologia meglio definire i “giudizi morali” sui comportamenti umani.(1 settembre 2010)EsztergomCittà dell’Ungheria settentrionale situata nella provincia di Komárom-Esztergom. La città, che in epoca romana era un antico forte militare, è stata edificata sulla sponda destra del Danubio e si trova a circa 50 km dalla capitale, Budapest. Secondo la storia ungherese santo Stefano, fondatore dello Stato e primo re dell’Ungheria, naque qui intorno al 970 d.C. È la sede tradizionale dell’arcidiocesi cattolica di Esztergom-Budapest (una delle quattro sedi metropolitane ungheresi) e ancora oggi vi risiede il primate d’Ungheria.