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Madrid si avvicina

Europa e Gmg2011: i giovani, la fede e il lavoro

Alla fine del mese di agosto del 2010, duecento giovani provenienti da tutta la Francia si sono riuniti sulla collina di Taizé. Accolti dal priore tedesco della Comunità, Frère Alois, sono venuti con Mgr. Benoît de Rivière per prepararsi alle prossime Giornate mondiali della gioventù, che si terranno tra meno di un anno in Spagna. L’anziano priore generale dei Domenicani, l’inglese Timothy Radcliffe, si è rivolto a loro in una meditazione sul modo di rivolgersi ai giovani di oggi. Francesi, tedeschi e inglesi si sono ritrovati per preparare un evento che si terrà in Spagna.A oltre venti anni di distanza dalle prime Giornate mondiali della gioventù in Europa tenute nel 1989 a Santiago di Compostela, il sentimento europeo è diventato più naturale tra i giovani. Un sondaggio ha dimostrato che gli aspetti più caratterizzanti per i giovani che partecipano alle Gmg sono gli incontri con gli altri giovani (48%) oltre all’esperienza spirituale (38%).Il ritorno della Gmg in Spagna nel 2011 sarà un evento di massa. A Madrid sono attesi tra gli 1,5 e i 2 milioni di giovani per la messa finale con Benedetto XVI sullo spiazzo dei “Cuatro Vientos”. La più grande delegazione estera sarà quella proveniente dall’Italia, seguita dai 50.000-60.000 giovani della Francia. Venerdì 19 agosto, i giovani parteciperanno al Cammino della Croce, che commemorerà la Passione del Cristo. Questa celebrazione offrirà l’occasione di scoprire la ricchezza della cultura e delle tradizioni spagnole, mettendo in scena le Confraternite che passano in processione il Venerdì Santo nelle strade spagnole. Ma i giovani vedranno anche un Paese che è stato duramente colpito dalla crisi economica. La bolla immobiliare è scoppiata e il sistema finanziario, con le casse di risparmio come veicoli di trasmissione del finanziamento locale e regionale, è fortemente scosso. In Spagna, la disoccupazione ha raggiunto il 20,1 % nel giugno 2010. È il livello più alto all’interno dell’Unione europea. Tra i giovani la situazione è ancora peggiore: oltre il 40% delle persone di età compresa tra i 16 e i 24 anni è senza lavoro. La maggior parte di questi giovani continua a studiare pur restando disponibile sul mercato del lavoro, ma la cifra resta spaventosa. Nel 2010, il tasso di disoccupazione dei giovani nell’Unione europea è raddoppiato rispetto al 2009. Con il 19,6 %, quasi un giovane su cinque è senza lavoro, secondo le cifre di Eurostat relative al mese di luglio. La situazione è simile in tutti i Paesi sviluppati. Secondo un documento di lavoro dell’Ocse in vista del prossimo forum sull’impiego, i giovani sono stati toccati in modo molto grave dalla crisi economica globale. Nella zona Ocse, “il tasso di disoccupazione dei giovani (15-24) è aumentato di 6,5 punti percentuali tra la fine del 2007 e la fine del 2009 per arrivare quasi al 20 % (livello destagionalizzato). Ci sono attualmente circa 15 milioni di giovani disoccupati nella zona Ocse, ossia circa 4 milioni in più rispetto alla fine del 2007”. Gli autori del documento prevedono “che il tasso di disoccupazione resti a un livello elevato per i prossimi due anni e numerosi giovani disoccupati saranno esposti a una disoccupazione a lungo termine”.A livello mondiale, il rapporto del Bureau International de Travail (Bit) (Ufficio internazionale del lavoro), Tendances mondiales de l’emploi des jeunes, del mese scorso ha indicato che, dei 620 milioni di giovani economicamente attivi di età compresa tra i 15 e i 24 anni, 81 milioni erano senza lavoro alla fine del 2009 – la cifra più alta mai raggiunta. Il tasso di disoccupazione dei giovani a livello mondiale è passato dall’11,9% del 2007 al 13% del 2009. Quindi, l’incontro dei giovani di tutto il mondo che si terrà il prossimo anno in Spagna si rivela un’occasione particolarmente favorevole per una riflessione sulla fede, in quanto – per riprendere il tema scelto dal Papa per le Gmg – è in un contesto difficile che essa si afferma e noi ci radichiamo e ci fondiamo nel Cristo (cfr. Col 2,7). Nel suo intervento, Padre Timothy Radcliffe raccomandava ai giovani di rendere presenti il volto del Cristo, le sue orecchie, la sua bocca e le sue mani. Un Cristo che si mostra nei momenti di tristezza, che ascolta le testimonianze degli sforzi non ricompensati ma che proclama tuttavia la sua speranza e che tocca anche questi giovani in Spagna in Europa e in tutto il mondo, che non trovano lavoro!