GIOVANI E SOCIETÀ

Il lavoro e la vita

Le parole di Benedetto XVI

Una famiglia, un lavoro sicuro, scoprire l’amore sono tutte aspirazioni che qualsiasi padre nutre per i propri figli. Tanto che quando, nel Messaggio per la XXVI Giornata mondiale della gioventù, Benedetto XVI invita i giovani ad andare oltre questi obiettivi, molti quotidiani, se non si scandalizzano, trovano quantomeno stravagante una tale proposta.
Ma come può il posto sicuro non essere l’obiettivo di una vita? È sul lavoro che le nostre società occidentali, la nostra Europa costruisce tutto il suo modello sociale, il suo sistema di inclusione, e il Papa dice ai giovani di guardare a qualcosa di più importante, perché la vita non ruota attorno ad esso. "Sì la domanda del posto di lavoro e con ciò quella di avere un terreno sicuro sotto i piedi è un problema grande e pressante, ma allo stesso tempo la gioventù rimane comunque l’età in cui si è alla ricerca della vita più grande", scrive ai giovani il Papa.
Un breve paragrafo, che non è rivolto soltanto ai giovani, dovrebbe spronare ogni educatore che sia un genitore, un insegnante oppure un operatore del mondo delle comunicazioni o un personaggio pubblico – perché volenti o nolenti dal calciatore al politico – con il loro stile di vita educano gli altri a guardarsi dentro e domandarsi cosa è davvero importante da trasmettere alle nuove generazioni.
C’è un senso della vita da ricercare dietro e dentro a tutte le altre aspirazioni degli uomini e delle donne, altrimenti non si riuscirà a far crescere persone mature capaci di costruire la loro vita confrontandosi nella quotidianità con le gioie, senza rimanerne bruciati, e con i dolori, senza finirne schiacciati. Per questo un lavoro sicuro o un amore romantico non sono sufficienti. Prive di quell’oltre rischiano di diventare illusioni, invece che sostegni concreti.
Nel suo messaggio, inoltre, Benedetto XVI non si limita a gettare il sasso, ma propone una strada, quella di Gesù, con le parole di Paolo ai Colossesi – "Radicati e fondati in Cristo, saldi della fede" – sottolineando, poi l’importanza della fede che non si rinchiude nel privato, ma si riversa nel mondo. proprio in quel nutrire di senso la vita diventa "la luce" che caratterizza un lavoro che non si lascia ingannare dal profitto, e un amore che non vede solo la propria soddisfazione personale.
A partire da quel senso un giovane può gettare le basi del proprio futuro guardando al lavoro o alla famiglia come vocazione. Spiega ancora il Papa: "Quanti cristiani sono stati e sono una testimonianza vivente della forza della fede che si esprime nella carità: sono stati artigiani di pace, promotori di giustizia, animatori di un mondo più umano, un mondo secondo Dio; si sono impegnati nei vari ambiti della vita sociale, con competenza e professionalità, contribuendo efficacemente al bene di tutti".
Aiutare i giovani a guardare in alto, andando oltre il lavoro diventa un compito primario per chi vorrà fornire agli uomini e alle donne di domani gli strumenti adeguati a costruire una società migliore.

Andrea Casavecchia