SCUOLA

In quei cinque minuti

L’attesa degli studenti nel cambio dell’ora” “

Gli studenti di tutta Italia attendono la vicina riapertura della scuola. In realtà c’è chi è rientrato da più di una settimana per sostenere gli esami di recupero, meglio conosciuti come "esami di riparazione". Riparazione di qualcosa andato storto. Per alcuni si tratta di un piccolo incidente di percorso, per aver sottovalutato una materia. Magari la matematica proprio non va giù e le versioni di latino non sono poi così semplici come l’insegnante vorrebbe far credere; oppure durante il compito decisivo la testa era evidentemente da un’altra parte. Per altri la questione è più seria. Quei tre debiti formativi fanno a volte sentire un ragazzo "in debito" con la scuola, con gli insegnanti e con le sue aspettative. Recuperarli non significa solo andare avanti, ma togliere quei tre scheletri dall’armadio che per un’estate, o peggio un anno intero, l’hanno fatto sentire inadeguato. Parola chiave con la quale esprimere la difficoltà di molti studenti nell’affrontare la vita scolastica: inadeguatezza. Che radici ha questo sentirsi "non all’altezza"?
Ci sono degli obiettivi che la scuola propone ai ragazzi. Standard entro i quali gli studenti, con più o meno difficoltà, dovrebbero rientrare. Spesso gli adolescenti vivono con disagio il confronto con i propri coetanei e la scuola è uno degli ambiti in cui è più facile cadere nella trappola "io ho ottenuto meno di lui, dunque io valgo meno di lui".
Difficile per i giovanissimi dissociarsi dal luogo comune che "si parte tutti con le stesse carte in mano e la vittoria o la sconfitta dipendono solamente dalle nostre abilità e dalla nostra forza di volontà". Per qualche circostanza può risultare utile convincersi di questo. Più frequentemente il ragazzo è consapevole di essere, giustamente, diverso da tutti i suoi compagni di classe. Ognuno con le proprie capacità, sicurezze e insicurezze. Ognuno con predisposizioni uniche e pensieri pesanti che non sono gli stessi del compagno di banco.
Cosa si aspettano oggi gli studenti dalla scuola? Un trattamento personalizzato? Forse agli adolescenti bastano i cinque minuti al cambio dell’ora in cui il professore di lettere si avvicina interessandosi alla loro vita "non scolastica". Forse è proprio questo che i ragazzi chiederebbero, anche quest’anno, alla propria scuola. E probabilmente ci saranno insegnanti d’oro che continueranno a rispondere a queste aspettative e a fare della scuola un luogo di comprensione oltre che di apprendimento.
Valentina Xotta
segretaria Movimento studenti dell’Azione Cattolica (Msac) della diocesi di Vicenza
“La Voce dei Berici” (Vicenza)