BELGIO
I vescovi di fronte al Rapporto della Commissione Adriaessens
Il coraggio di seguire fino in fondo la linea della trasparenza pubblicando anche online i dati drammatici contenuti nel Rapporto della Commissione di inchiesta sugli abusi sessuali commessi in una relazione pastorale. La decisione di non abbandonare il lavoro di denuncia e sostegno alle vittime fino ad oggi intrapresa creando un nuovo centro dopo le dimissioni della Commissione Adriaessens. Ecco come l’episcopato belga sta rispondendo allo scandalo degli abusi che ha travolto in questi mesi la Chiesa. Anche papa Benedetto XVI sta seguendo con “molto dolore” quanto sta emergendo in Belgio. Lo ha dichiarato da Roma padre Federico Lombardi alla televisione privata belga Rtl-Tvi. Questo rapporto – ha detto – “rivela ancora una volta una sofferenza immensa delle vittime e dà una coscienza ancora più viva della gravità di questi crimini”.Il rapporto. Dentro c’è il dolore di centinaia di persone abusate e tradite. Il rapporto della commissione creata dalla Chiesa per esaminare i casi di abusi sessuali sui minori in Belgio, con tutti i dossier che la procura di Bruxelles aveva sequestrato a fine giugno, è accessibile su Internet. Il 28 giugno la commissione si era dimessa nella sua totalità. Il professor Adriaenssens, docente dell’Università di Lovanio, aveva gettato la spugna dopo le investigazioni condotte dalla magistratura e, in particolare, dopo le perquisizioni all’arcivescovado di Mechelen, alla stessa Commissione Adriaenssens e all’abitazione privata dell’ex primate del Belgio, il cardinale Godfried Danneels, che avevano portato al sequestro di 475 dossier sulle denunce di abusi sessuali commessi da preti. “Siamo serviti da esca”, aveva denunciato Adriaenssens deluso e tutti i componenti della commissione avevano seguito il suo gesto. Il rapporto della Commissione indica che tra gennaio e giugno 2010 sono arrivate 465 denunce di casi di pedofilia commessi tra l’inizio degli anni ’50 e la fine degli anni ’80 da esponenti ecclesiastici, ma anche da insegnanti di religione o da accompagnatori dei movimenti giovanili. Il rapporto di 200 pagine, che contiene 124 testimonianze anonime dei ”sopravvissuti” alle violenze, sottolinea che ”la maggior parte delle vittime aveva all’incirca 12 anni”, ma ”che una vittima ne aveva 2, cinque ne avevano 4, otto ne avevano 5, e dieci 7”. Secondo le verifiche svolte dalla Commissione, 102 degli abusi sono stati commessi dai membri di una delle 29 congregazioni religiose presenti in Belgio.Massima disponibilità alle vittime. Subito dopo la pubblicazione del Rapporto, i vescovi belgi indicono una conferenza stampa durante la quale annunciano la decisione di istituire un “Centro per il riconoscimento, la guarigione, la riabilitazione e la riconciliazione” delle vittime degli abusi compiuti da esponenti ecclesiali. A dare la notizia è l’arcivescovo di Malines-Bruxelles, Joseph Léonard, insieme a mons. Léonard, mons. Harpigny, vescovo di Tournai e mons. Bonny, vescovo di Anversa. I vescovi si dicono di nuovo scioccati dalle testimonianze delle vittime contenute e rese pubbliche dal Rapporto Adriaenssens. “Ci mettono davanti a quello che non sarebbe mai dovuto succedere. Meritano pertanto il nostro ascolto più profondo e la più grande attenzione per il dramma umano che si è consumato”. Ed aggiungono: “vogliamo impegnarci al massimo della nostra disponibilità per le vittime”. Nell’esprimere poi la consapevolezza che “è impossibile poter risolvere esperienze così traumatiche”, i vescovi si dicono comunque anche coscienti che “quando le vittime di un abuso sessuale escono allo scoperto, in essi affiorano bisogni e speranze” a cui bisogna rispondere.Un passo coraggioso. Da qui la decisione di aprire un nuovo centro di ascolto in grado di dare accogliere le vittime e il loro “bisogno primordiale” di “guarigione e riconoscimento, accompagnamento psicologico e sostegno”. I vescovi hanno quindi sottolineato di voler proseguire nell’impegno a collaborare in modo “corretto e leale” con la Giustizia ricordando comunque che anche “il diritto canonico prevede procedure particolari per i pesanti delitti come l’abuso sessuale commesso in una relazione pastorale”. “Le vittime – dicono i vescovi belgi – ci hanno sempre chiesto di ascoltare ciò che è loro successo. Ed hanno chiesto anche di essere personalmente coinvolte nella pianificazione delle nuove iniziative. Questo desiderio è giustificato. E merita tutta la nostra attenzione”. Alla istituzione del nuovo centro stanno lavorando 4 esperti i quali avranno anche il compito di esaminare “attraverso chi e come avrà luogo il trattamento delle questioni di natura finanziaria”. Nel presentare la nuova iniziativa, i vescovi belgi tornano a chiedere la restituzione dei dossiers sequestrati il 24 giugno scorso alla Commissione Adriaenssens. E concludono: “Vogliamo e dobbiamo riconciliarci con il passato. Abbiamo dato prova di coraggio permettendo alla Commissione Adriaenssens di condurre il suo lavoro lasciandole pubblicare le sue conclusioni. Sebbene doloroso, abbiamo compiuto un grande passo”.