PAPA NEL REGNO UNITO
(da Londra) – L’importanza di uno spazio pubblico per il cristianesimo e la riconciliazione tra le diverse Chiese cristiane. Il primo tema ha guidato il discorso del Papa, pronunciato davanti alla Regina, al duca di Edimburgo e alle più importanti autorità del Paese al palazzo di Holyrood a Edimburgo, il secondo quello della Regina. Sono i due “leit motiv” della visita papale cominciata il 16 settembre (fino al 19) nella capitale scozzese, secondo Christopher Jamison, abate benedettino responsabile della comunità di Worth nel Sussex, noto ai media inglesi per aver aperto il suo monastero alla Bbc nella serie “The Monastery”. Lo abbiamo intervistato.
Come giudica l’inizio di questo storico viaggio?
“Il Papa ha cominciato parlando anche di William Wilberforce, il fondatore del movimento contro la schiavitù, questo ha dato il tono della visita perché il Santo Padre vuole mettere in rilievo che la fede cattolica e la religione cristiana hanno un ruolo chiave nella vita pubblica del Regno Unito. Anche la Regina ha parlato dell’importanza delle radici cristiane per la vita di questo Paese ma il suo discorso è stato guidato dal tema della riconciliazione. La sovrana ha detto che ha invitato il Santo Padre in questo Paese proprio per una volontà di pace tra tutte le Chiese cristiane. Senz’altro parlando di riconciliazione la Regina pensava al fatto che questa è la prima visita di Stato di un Papa dopo la Riforma di Enrico VIII, nel XVI secolo. La visita di Giovanni Paolo II nel 1982, sempre su invito di Elisabetta II, fu infatti una visita pastorale”.
Cosa voleva dire il Papa quando ha avvertito che “non dobbiamo dimenticarci di come l’esclusione di Dio dalla vita pubblica” conduce, alla fine, a “una visione monca dell’uomo e della società”?
“Benedetto XVI ha voluto avvertire che il nuovo secolarismo aggressivo che è emerso nel Regno Unito lo preoccupa perché si tratta di un movimento che si batte per assicurarsi che nessuna voce religiosa venga udita in pubblico. È un movimento che riceve uno spazio nei media che non corrisponde alla sua reale importanza nella vita del Paese. In parte perché i media sono molto interessati a qualunque controversia e danno spazio a chi protesta e anche perché siamo una società protestante e alla gente di questo Paese piacciono le voci che sono contrarie alla maggioranza. La Gran Bretagna tiene molto ad essere un Paese tollerante”.
Quanto peso ha, secondo lei, la religione tradizionale nel Regno Unito?
“Esiste ancora un nucleo di religione cristiana tradizionale che è importante per la vita del Paese. Per esempio, in campagna i fedeli anglicani sostengono economicamente le piccole chiese anche se non le frequentano”.
C.Longley (Bbc): “è stato commovente…”
“È una visita cominciata molto bene, con un’accoglienza calda e sincera del Papa a Edimburgo. Penso che, dopo le critiche dei giornali della vigilia, che si sono concentrate soprattutto sul costo della visita, adesso che la parola passa al Papa e alla Chiesa cattolica avremo messaggi e simbolismi più positivi”. Così Clifford Longley, consulente del settimanale cattolico “Tablet” e ospite regolare dei programmi della Bbc, commenta al SIR l’avvio della visita di Stato di Benedetto XVI nel Regno Unito, ad Edimburgo. “Per me che sono inglese è stato commovente vedere il Papa indossare il tessuto scozzese inventato apposta per lui. Una volta ogni tanto tocca alla Scozia fare da protagonista. Non capita spesso che questa parte del Regno Unito possa ricevere un capo di Stato mettendo in mostra, nel cerimoniale, tutti i propri simboli nazionali come le cornamuse e i kilt”. Secondo Longley, il governo britannico, invitando il Pontefice, ha voluto assicurarsi che “le radici cristiane, che sono all’origine di questo Paese e dei suoi risultati più importanti, come la sconfitta della schiavitù e del nazismo, vengano riaffermate in modo pubblico”. E proprio questo è stato il cuore del primo discorso di Benedetto XVI a Holyrood in cui il Papa ha ricordato inglesi famosi come William Wilberforce, David Livingstone e Florence Nighttingale. Longley si dice convinto che “il Papa e la Regina condividono le cause dei problemi e dei traumi che rovinano la nostra società. La Regina, che è profondamente devota, interessata al cristianesimo e alla Chiesa cattolica, pensa, come il Papa, che l’influenza della religione è diminuita e che questo indebolisca la nostra società”. Temi che dovrebbero riecheggiare anche venerdì, nell’incontro alla Westminster Hall, sala dove venne giustiziato Tommaso Moro per essersi opposto ad Enrico VIII, con politici ed ex premier, come Margaret Thatcher, John Major, Tony Blair e Gordon Brown. “Quando sabato mattina incontrerà il premier David Cameron, il suo vice Nick Clegg e il leader dell’opposizione Harriet Harman, Benedetto XVI parlerà con politici vicini al cristianesimo e favorevoli alla Chiesa cattolica”, afferma Longley. “Il primo ministro ha avuto parole di caldissimo benvenuto per il Papa e sia Nick Clegg sia Harriet Harman sono sposati con una cattolica e un cattolico praticanti ed educano i loro figli nella Chiesa cattolica”.
(16 settembre 2010)