Austria: “no” al videogame anti-islamicoMons. Egon Kapellari, vescovo di Graz, ha preso posizione contro un gioco elettronico di contenuti anti-islamici, diffuso online dal partito nazionalista austriaco Fpo. L’iniziativa “pone un ostacolo al rispetto interreligioso ed è da rifiutare fermamente”, ha affermato Kapellari in una dichiarazione diffusa nei giorni scorsi dal sito web della diocesi di Graz-Seckau (www.graz-seckau.at). “Questo tipo di campagna elettorale mette a repentaglio la convivenza di una cultura comune”, prosegue il documento, mettendo in guardia da queste pratiche. Contro le preoccupazioni di molte persone circa i “rapidi cambiamenti nella struttura culturale della società”, occorrono “molta creatività e volontà politica”. In caso contrario, “si apre la porta al populismo e ai giudizi sommari ingiustificati”. Mons. Kapellari ha ribadito i concetti espressi nella dichiarazione anche all’emittente radiofonica austriaca Ö1, dicendo che “i problemi esistenti con l’Islam devono essere discussi senza tabù ma non in questo modo. Nella popolazione esistono timori nei confronti di un Islam che cresce rapidamente in Austria e in Europa”. Ma queste paure, ha ammonito, “non vanno affrontate in modo irrazionale, per non favorire il radicalismo”. Critiche sono giunte anche dalla Chiesa protestante: il vescovo evangelico-luterano Michael Bünker ha parlato di una “forma esecrabile” di strumentalizzazione, nei cui confronti “non si può che alzare la voce”. Anche la “Piattaforma Cristiani e Musulmani” ha condannato il tentativo del partito della Stiria “di incassare spiccioli politici in cambio dell’incitazione anti-islamica”. Germania: sondaggio sulla fede dei giovaniSolo il 44% dei giovani cattolici considera Dio importante: questo il risultato dello studio Shell sui giovani, presentato il 14 settembre a Berlino. Secondo l’analisi, alla sua sedicesima edizione, il 34% dei giovani cattolici tra i 12 e i 25 anni ritiene che la fede in Dio non sia importante. Percentuali ancora minori tra i giovani protestanti: solo il 39% di essi considera Dio importante, a fronte del 42% che non considera importante la fede. I dati registrati tra i cattolici rappresentano una flessione rispetto al 2006, che secondo gli autori dello studio è da ricondurre alla secolarizzazione in atto. Secondo Dirk Tänzler, presidente della Federazione dei giovani cattolici tedeschi “il fatto che per la maggioranza dei giovani la religione continui a svolgere un ruolo solo secondario fa capire le sfide che la Chiesa cattolica tedesca deve affrontare. Come risulta dallo studio, i giovani cercano sostegno, valori e regole socio-morali. In questo, come Chiesa, possiamo dare risposte”, ha aggiunto, augurandosi che “anche i vescovi che si riuniranno a fine settembre in plenaria, non trascurino questi risultati”. Tänzler ha inoltre sottolineato l’aumento del divario sociale tra giovani in Germania, emerso dallo studio, commentando: “negli ultimi anni, la politica per i giovani ha miseramente fallito. La società non può accettare questa divisione sociale”.Olanda: segnalazioni a commissione DeetmanSarebbero 900 le segnalazioni di abusi sessuali pervenute da maggio ad oggi alla commissione che indaga sugli abusi sessuali avvenuti nei Paesi Bassi nel periodo che va dal 1945 ad oggi, secondo quanto affermato in un’intervista rilasciata da Wim Deetman, presidente della commissione, al quotidiano olandese “Volkskrant” nei giorni scorsi. La commissione indipendente è stata istituita a marzo 2010 dalla Conferenza episcopale olandese e dalla Conferenza dei religiosi olandesi ed è presieduta da Wim Deetman, personalità di spicco della vita pubblica olandese, protestante ed ex sindaco dell’Aja. Secondo quanto afferma Deetman, in autunno le vittime verranno invitate a incontri riservati, in modo da tutelare la loro privacy, l’obiettivo primario sarà quello di “dare informazioni sulle indagini, ma soprattutto sentire cosa hanno da dire le vittime”, anche se, ha aggiunto, in questi incontri non si tratterà di risarcimenti individuali. Deetman ha ricordato che la priorità assoluta è quella di dare aiuto e assistenza alle vittime ed ha affrontato anche il ruolo della struttura Hulp und Recht (Aiuto e diritto) – istituita dalla Conferenza episcopale olandese in occasione delle denunce – e poco utilizzata dalle vittime; quello che va fatto, ricorda, è “trovare un’alternativa”; è infatti importante “che l’aiuto avvenga attraverso un canale istituzionale”. La maggior parte dei casi segnalati sarebbero avvenuti molto tempo fa, ma verranno comunque riportati all’autorità giudiziaria, riporta il quotidiano “de Volkskrant”, poiché, continua Deetman, l’obiettivo della commissione è di “non nascondere nulla” ed essere “un libro aperto” per la giustizia. Tra le segnalazioni, secondo quanto ha dichiarato il presidente, ci sarebbero anche quelle di alcuni autori degli abusi. “Quello che è successo non può essere annullato ma”, continua Deetman “si può provare a ridurre al minimo le conseguenze del danno. Ciò che deve stare in primo piano è l’umanità”.