CONSIGLIO EUROPEO
Le relazioni estere dell’Ue e le opportunità del Trattato di Lisbona
Doveva essere un Consiglio europeo interamente dedicato alla politica estera e alla governance economica dei 27. Invece i cittadini sono stati informati quasi esclusivamente dei problemi insorti attorno alla situazione dei rom in Francia e alle decisioni del governo di Parigi, che da alcune settimane ha avviato un rimpatrio di “nomadi” verso i Paesi d’origine, per lo più Romania e Bulgaria. Lo scontro tra governo francese e Commissione Ue è passato sulle prime pagine di tutti i giornali, nei siti internet e in tutti i notiziari tv del continente. Eppure il Consiglio dei capi di Stato e di governo del 16 settembre ha offerto, come conferma il documento finale, l’occasione per discutere (senza peraltro assumere reali decisioni) “su come imprimere nuovo slancio alle relazioni esterne dell’Unione, avvalendosi appieno delle opportunità offerte dal trattato di Lisbona”. Inoltre “ha passato in rassegna i progressi compiuti nell’ambito della task force sulla governance economica”, rinviando d’altronde una più precisa trattazione dell’argomento alla seduta di fine ottobre.Attore planetario? L’Europa si trova dinanzi a “numerose sfide in un mondo in rapida evoluzione, che richiedono tutte una risposta internazionale concertata”. La recente crisi economica e finanziaria “ha dimostrato in modo drammatico”, secondo i leader dei 27, “in quale misura il benessere, la sicurezza e la qualità di vita degli europei dipendano da sviluppi esterni”. Per questa ragione, l’Ue “dev’essere un attore globale efficace”, che assume un ruolo decisivo nei campi della sicurezza, del multilateralismo (con una essenziale valorizzazione del ruolo dell’Onu), della cooperazione e degli aiuti ai Paesi poveri. Da qui la necessità, stabilita dal Trattato di Lisbona, di operare in maniera concertata, “di modo che il peso reale dell’Europa possa esplicarsi a livello internazionale”. Ma per far questo, i 27 riconoscono che è necessario individuare “interessi e obiettivi” condivisi, che al momento mancano oppure restano sotto traccia. Un capitolo, questo, sul quale l’Ue si è sempre mossa con troppe prudenze, ostacolata dai particolarismi nazionali, fino a farsi scavalcare dagli eventi. Partenariati e “sfide globali”. Il Consiglio europeo ritiene comunque urgente rafforzare i “partenariati strategici” con “i principali attori a livello mondiale”, sia sul versante economico sia su quello politico. L’Ue guarda sempre con estrema attenzione oltre Atlantico, verso gli Usa, ma allo stesso tempo considera prioritari i rapporti con la Russia e con le potenze emergenti, asiatiche (Cina e India in testa) e di altri continenti (Brasile, Messico, Sudafrica…). Il Servizio diplomatico che l’Unione sta organizzando, e che va prendendo forma proprio in questo periodo, dovrà essere orientato nella direzione di sostenere gli interessi comuni nei diversi angoli del pianeta. Il summit di Bruxelles si è quindi espresso – per la verità in maniera piuttosto vaga – su diversi appuntamenti internazionali cui parteciperà prossimamente l’Unione, rappresentata dal presidente del Consiglio Herman Van Rompuy, dall’Alto rappresentante Catherine Ashton, dal capo della Commissione José Manuel Barroso. Clima, sicurezza e migrazioni. La prima occasione è stato il vertice Onu sugli Obiettivi del millennio (20-22 settembre); seguiranno, a breve scadenza, gli incontri bilaterali con Cina e Repubblica di Corea e la riunione Asia-Europa (Asem), poi un vertice con l’India. Occasioni propizie, secondo il Consiglio Ue, per “adottare iniziative concrete in settori quali: la cooperazione sui cambiamenti climatici, e anche sulla promozione di riduzioni effettive e verificabili delle emissioni nonché sulle energie rinnovabili e l’efficienza energetica, le questioni in materia di sicurezza quali la proliferazione, il terrorismo, la cibersicurezza”, la cooperazione su questioni generali “quali la migrazione, l’energia e l’accesso alle materie prime”, nonché la collaborazione sulle politiche di sviluppo e la promozione dei diritti umani. G20, Africa, Medio Oriente. Il prossimo vertice del G20 a Seoul permetterà invece, secondo i leader Ue, di “riesaminare la ripresa economica e gli impegni assunti” dalle principali economie mondiali. L’Ue insisterà sulla “importanza di proseguire a ritmo sostenuto nel settore della riforma finanziaria”. A novembre è poi fissato il vertice con il presidente statunitense Barack Obama, durante il quale si farà il punto sull’economia e sulla successiva conferenza di Cancun (29 novembre – 10 dicembre) sui cambiamenti climatici: concordare obiettivi condivisi tra Europa e America potrebbe essere un primo passo per evitare un nuovo fallimento, come accaduto a Copenaghen. Il summit dei 27 ha infine fatto cenno ai prossimi incontri con l’Africa (Ue-Sud Africa del 28 settembre e Ue-Africa del 29-30 novembre) e ha varato due testi relativi alla situazione di Pakistan e Medio oriente (disponibili in tutte le lingue comunitarie sul sito www.consilium.europa.eu).