cattolici-ortodossi
La Commissione mista riunita a Vienna ricorda mons. Fortino
Si sta concentrando sulla funzione del vescovo di Roma nel primo millennio della storia della Chiesa il lavoro della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa nel suo insieme che è tornata a riunirsi a Vienna – dopo la riunione di Cipro ad ottobre del 2009. La sessione ha preso il via lunedì 20 settembre nella Franz König Haus, grazie all’ospitalità dell’arcidiocesi guidata dal cardinale Christoph Schönborn. E proprio mentre a Vienna i 60 membri della Commissione mista si stanno incontrando, a Roma si spegneva martedì 22 settembre un grande protagonista di questo dialogo, mons. Eleuterio Fortino che della Commissione era con il metropolita di Sassima, Gennadios, uno dei due co-segretari. Il tema del primato. Il tema del primato nella Chiesa universale – spiega L’Osservatore Romano che dà conto dell’appuntamento viennese – è al centro della nuova fase del dialogo tra cattolici e ortodossi, inaugurata dalla sessione plenaria di Ravenna nel 2007. Il documento approvato in quella sede, dal titolo “Le conseguenze ecclesiologiche e canoniche della natura sacramentale della Chiesa: comunione ecclesiale, conciliarità e autorità”, affronta il tema dell’autorità nella Chiesa su tre livelli – locale, regionale, universale – e afferma che, su ognuno di questi livelli, vi è un ‘pròtos’, ossia un primus (vescovo, metropolita-patriarca, vescovo di Roma). A livello universale, il testo spiega che ‘entrambe le parti (cattolici e ortodossi) concordano sul fatto che Roma, in quanto Chiesa che presiede nella carità, occupava il primo posto’ e che ‘il vescovo di Roma era pertanto il pròtos tra i patriarchi’. Da qui la scelta dell’organismo di elaborare un progetto di lavoro. Innanzitutto, si è deciso che l’attenzione si sarebbe concentrata sul primo millennio, quando i cristiani di Oriente e Occidente erano uniti. Poi, nell’autunno 2008, si è incontrato il Comitato misto di coordinamento per preparare una bozza da sottoporre ai membri della Commissione. A Cipro, nel 2009, la Commissione ha avviato l’esame del testo su cui adesso è puntato lo sguardo della XII sessione che si concluderà il 27 settembre e che ha come obiettivo quello di giungere a un’auspicabile interpretazione condivisa. La Commissione è composta da due rappresentanti per ognuna delle Chiese ortodosse autocefale e da un numero corrispondente di membri cattolici. Dirigono la riunione l’arcivescovo Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, e il metropolita di Pergamo, Ioannis Zizioulas.Il dialogo della carità. Mons. Fortino è morto a Roma all’ospedale “Tor Vergata” dove era ricoverato per un peggioramento del suo stato di salute. La notizia della sua morte ha subito raggiunto i membri della Commissione mista di cui lui fu un grande protagonista. A questo dialogo mons. Fortino ha speso tutte le sue energie e passione. In un’intervista rilasciata al SIR Europa prima della convocazione della sessione plenaria di Cipro, il vescovo si rallegrava per il ritorno nella Commissione della delegazione del Patriarcato russo ortodosso. “La completezza formale della rappresentanza delle Chiese ortodosse – diceva mons. Fortino – è essenziale per la riuscita del dialogo. Questo dialogo infatti, per la prima volta nella storia dalla divisione in poi, avviene fra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa nel suo insieme. Talvolta questa complessità rende il dialogo e il suo progresso più lento, ma il suo scopo giustifica la necessità di una chiarificazione e di un consenso che comprenda tutti”. Mons. Fortino proseguiva: “Le più intense relazioni fraterne fra le Chiese sono indispensabili per il progresso vero del dialogo. Nel passato si è giustamente molto parlato del dialogo della carità come presupposto del dialogo teologico. Il dialogo della carità da una parte fa vedere di fronte un fratello anche questi ispirato dalla fede e attento alla propria coscienza e dall’altro libera le questioni dottrinali da appesantimenti eterogenei alla fede. Un simile atteggiamento è particolarmente necessario nel lavoro che la Commissione svolgerà a Cipro dove prenderà in esame il ruolo del vescovo di Roma nella vita della Chiesa nel primo millennio. In questo tema vi si trovano depositati giudizi e pregiudizi storici che vanno esaminati con rigore e serenità. E con apertura all’avvenire. Sarebbe vano cercare la soluzione piena nel passato”.Le qualità del dialogo. “Una persona eccezionale. Perdiamo un amico, un fratello con cui per anni abbiamo lavorato insieme per l’unità dei cristiani. Mons. Fortino era una persona aperta e libera, comprensiva, molto stimata da tutti. Una persona che rimarrà per sempre nei nostri cuori”. Queste le prime parole commosse con cui il Metropolita Gennadios Zervos, arcivescovo ortodosso d’Italia e Malta (Patriarcato ecumenico), descrive mons. Eleuterio Fortino. “Nel nostro cuore – prosegue il metropolita – mons. Fortino rimarrà per sempre come colui con il quale abbiamo lavorato per realizzare la volontà di Dio perché tutti siano una cosa sola. Ho pregato per la sua anima. Oggi mons. Fortino è nella gloria di Dio tra i giusti e i buoni”. Riguardo al suo impegno nel dialogo ecumenico, il metropolita sottolinea come mons. Fortino fosse una “persona che aveva comprensione, chiara e sincera in tutto ciò che faceva e diceva”.