EUROPARLAMENTO

La ripresa c’è

Rimane però il grave problema della disoccupazione

Le possibili risposte alla recessione e le modalità per prevenire future crisi finanziarie hanno ancora una volta segnato la settimana delle istituzioni Ue. La sessione dell’Europarlamento a Strasburgo (20-23 settembre), i lavori della Commissione, l’azione del Consiglio si sono per lo più incentrati su questi argomenti. Non sono però mancati nel dibattito europeo la questione della presenza dei rom negli Stati aderenti (che ha aperto una spaccatura tra Parigi e Bruxelles) e le sfide poste dalla politica internazionale.Le autorità di vigilanza. Sono molteplici le varie misure che l’Ue nel suo insieme sta progettando sul fronte economico e finanziario. Per il 29 settembre è attesa una proposta della Commissione sulla riforma della governance economica, sulla quale già circolano indiscrezioni, mentre il Consiglio di fine ottobre dovrebbe valutare le conclusioni della task force istituita dai 27 che si occupa dello stesso tema. Nel frattempo l’Euroassemblea ha votato in settimana un pacchetto legislativo che stabilisce un controllo più efficace su banche, assicurazioni e mercati azionari, istituisce un sistema di sorveglianza per evitare rischi di sistema e tende a una migliore tutela dei consumatori. Si tratta – come è stato detto in emiciclo – di una “riforma profonda della supervisione finanziaria europea”. Saranno per questo create tre autorità di vigilanza “per sostituire gli attuali comitati con poteri consultivi”. Rigore o sviluppo? Gli eurodeputati si sono inoltre espressi a favore della creazione del “Comitato europeo per il rischio sistemico” che dovrà vigilare sui mercati al fine di allertare l’Ue in caso di rischio per l’economia continentale. Le autorità di vigilanza avranno fra l’altro il potere di dirimere gli eventuali conflitti fra i supervisori finanziari nazionali e “potranno adottare un divieto temporaneo su specifici prodotti finanziari”. Soddisfazione, su questo punto, è stata espressa dai leader dei principali gruppi politici che hanno collaborato per giungere al nuovo pacchetto. Ma in aula sono più volte risuonate le preoccupazioni di vari eurodeputati, volte a sottolineare come la crisi sia tutt’altro che alle spalle e che occorre spingere gli Stati a politiche di sviluppo per creare occupazione. Argomentazioni, queste, che però stridono con la necessità di perseguire il rigore dei bilanci pubblici sul quale insistono la Commissione e alcuni Stati più “virtuosi”. Rimettere in sesto le economie. In emiciclo si è svolto anche un dibattito fra parlamentari, rappresentanti della Commissione e del Consiglio, concentrandosi proprio su economica e politica estera. Herman Van Rompuy ha inteso specificare le azioni assunte per contrastare la crisi (“abbiamo agito bene, cercando di prevenire ricadute peggiori di quelle che abbiamo potuto misurare; la collaborazione europea, pur con alcune fatiche, ha funzionato; stiamo operando anche in sede internazionale, soprattutto con il G20, per azioni di più vasta portata”). Il presidente del Consiglio Ue ha affermato (convincendo però solo una parte dell’aula): “Al prossimo Consiglio di ottobre” sarà definito il lavoro della task force “che sta lavorando alle misure di regolazione finanziaria intese a prevenire nuove crisi e l’instabilità dei mercati”. “Diversi governi hanno assunto” nei mesi scorsi “decisioni coraggiose per rimettere in sesto le economie nazionali e i bilanci interni. Chi di noi – ha aggiunto – avrebbe pensato, anche solo l’anno scorso, che avremmo intravisto la ripresa economica già in questa fase? Resta però molto da fare, ad esempio per contrastare la disoccupazione”.Bilancio, commercio con la Turchia. Il Parlamento ha poi approvato altre posizioni politiche e testi legislativi. Ad esempio l’Assemblea insiste, in vista della definizione del futuro quadro finanziario pluriennale, affinché l’Ue trovi le risorse adeguate per rispondere alle “priorità che discendono dal Trattato di Lisbona”, come ha spiegato Reimer Böge, relatore di un testo che ha avuto il via libera dai deputati. Fra queste ha elencato “il servizio di azione esterna, il cambiamento climatico, le forniture di energia, la protezione civile, lo sport e la ricerca spaziale”. In ambito commerciale, è stata approvata una risoluzione, che porta la firma del rappresentante bulgaro Metis Kazak, che sottolinea l’urgenza di rimuovere le “barriere che ostacolano ancora l’unione doganale” istituita nel 1996 tra Ue e Turchia, tenuto conto che Ankara è il settimo partner economico europeo. In virtù del suo processo di avvicinamento all’Ue, gli ostacoli, a carattere legislativo, economico, burocratico e politico, dovrebbero al più presto lasciare il posto a relazioni commerciali fluide e reciprocamente vantaggiose. Tra le richieste del Parlamento figurano: l’apertura dei porti e aeroporti a tutti i Paesi comunitari (Cipro compreso), la lotta alla contraffazione, la trasparenza degli appalti pubblici e la loro apertura alle imprese Ue.