L’Ue in breve

Ccr: un nuovo Atlante sulla biodiversità dei suoliRegno Unito, Benelux e Francia settentrionale sono le regioni dell’Unione europea in cui "la biodiversità dei suoli è più gravemente minacciata": lo attesta il nuovo "European Atlas of Soil Biodiversity", realizzato dal Centro comune di ricerca Ue (128 pagine, in lingua inglese, comprensive di tabelle e fotografie, interamente scaricabile all’indirizzo http://eusoils.jrc.ec.europa.eu/library/maps/biodiversity_atlas/index.html), che si concentra sulla vita presente nei diversi territori e disegna "per la prima volta una mappa basata sugli indicatori delle minacce potenziali che incombono sulla biodiversità dei suoli, destinata a guidare i decisori politici nella tutela di questa risorsa fondamentale". La biodiversità del suolo – vi si legge – "è fondamentale per l’agricoltura e il ciclo dell’acqua e del carbonio" e, più in generale, per la tutela ambientale e la qualità della vita umana. Tra i fattori studiati dal Ccr emergono la variazione delle destinazioni d’uso dei terreni, lo sfruttamento umano della natura, le specie invasive, l’erosione del suolo e l’inquinamento. La commissaria europea per la ricerca, Máire Geoghegan-Quinn, e Janez Potocnik, commissario all’ambiente, dichiarano: "Il suolo è essenziale per la biodiversità che rende possibile la vita sulla Terra e consente alle nostre economie di essere sostenibili. Il degrado del suolo mette a repentaglio l’accesso alle risorse alimentari e idriche, all’aria pulita nonché a molte materie prime di importanza primaria". L’atlante è inteso anche quale contributo europeo all’Anno internazionale della biodiversità 2010, promosso dall’Onu.Eurostat: non tutti gli allievi studiano le lingue Quattro studenti europei su cinque, dalle scuole primarie fino alle superiori, studiano almeno una lingua straniera. D’altro canto sono ancora numerosi gli allievi per i quali non è previsto tale insegnamento nel curriculum scolastico. Lo rileva Eurostat mediante un’indagine svolta in occasione della Giornata europea delle lingue, svoltasi il 26 settembre. Per l’istituto statistico Ue "l’inglese rimane la prima lingua studiata negli istituti" dei Paesi membri, seguita da francese e tedesco. "Il 10% degli scolari delle scuole primarie studia anche una seconda lingua straniera", percentuale che sale al 39% nell’insegnamento secondario. I Paesi le cui scuole primarie sono più attive per far apprendere le lingue straniere ai propri giovani sono Lussemburgo, Svezia, Italia e Spagna, mentre in fondo alla classifica si collocano Irlanda, Paesi Bassi e Ungheria. Nell’insegnamento secondario superiore si distinguono invece Repubblica ceca, Francia, Paesi Bassi, Finlandia e Svezia. Gli studenti britannici delle superiori che studiano un’altra lingua sono solo il 32%. Tra gli adulti (25-64 anni) europei la percentuale di persone che conoscono una lingua diversa da quella materna si riduce notevolmente: il 13% degli intervistati da Eurostat dichiara di conoscere molto bene un’altra lingua, il 30% ritiene di averne una conoscenza soddisfacente, mentre il 38% degli adulti non parla altre lingue al di fuori di quella nazionale.Turismo: valorizzare il patrimonio culturale e religioso Il Cammino di Santiago di Compostela, la regione attraversata dalla ex cortina di ferro, la rotta dei Fenici, le "vie dell’olivo", la Via Francigena: sono alcuni dei percorsi storici che l’Ue ha inteso porre al centro dell’attenzione nel corso della Giornata europea del turismo, celebrata il 27 settembre. Tra le iniziative realizzate a Bruxelles hanno avuto successo una mostra del "patrimonio culturale" continentale e una conferenza sul valore turistico ed economico di tale patrimonio. Nel corso della giornata sono stati firmati due protocolli di intesa che riguardano alcuni Paesi comunitari. Italia e Francia hanno siglato un documento, che potrebbe prossimamente raccogliere l’adesione di Regno Unito e Svizzera, il quale impegna gli Stati "a sviluppare una strategia comune a lungo termine per la tutela e la promozione degli itinerari culturali, partendo dalla Via Francigena" (la millenaria strada che portò l’arcivescovo Sigeric da Roma alla sua sede episcopale di Canterbury). Spagna, Italia e Francia hanno invece raggiunto un accordo su un logo, denominato "European passion", per "la commercializzazione congiunta della loro offerta turistica". "Gli itinerari culturali consentono ai turisti di intraprendere un percorso segnato dai principi fondamentali dell’Europa: diritti dell’uomo, democrazia, diversità culturale, identità, dialogo e scambi reciproci": Androulla Vassiliou, commissario per l’istruzione, la cultura, il multilinguismo, ha commentato così gli esiti della Giornata del turismo. Gli itinerari culturali, ha aggiunto, "sono un prodotto turistico veramente paneuropeo e possono svilupparsi fino a diventare un pacchetto completo, a beneficio sia dell’industria che dei cittadini europei". Essi "possono contribuire a ridurre la concentrazione dei turisti in un numero limitato di siti e a far crescere il senso di cittadinanza".