Ucraina

Chiesa e Stato uniti contro l’aborto “La vita di una persona non è una sua proprietà privata; è un dono di Dio, e ciò vale anche per un bambino ancora non nato. Il concepimento e la morte naturale sono decisi solo da Dio. Tutti dovrebbero tenere a mente questo principio”. È il monito di mons. Markian Trofymiak, vescovo romano-cattolico e presidente del Consiglio panucraino delle Chiese e delle Organizzazioni religiose, intervenuto al simposio “Aspetti etico-morali sull’interruzione volontaria di gravidanza”, tenutosi nei giorni scorsi a Kiev nell’ambito del quarto Congresso nazionale di bioetica. Secondo dati ufficiali, in Ucraina vengono praticati ogni anno circa 200mila aborti, quasi il doppio della media europea, e uno su dieci viene effettuato su ragazze con meno di 19 anni. Per Avhustyn Markevych, arcivescovo ortodosso di Lviv e Halych, “la società sta vivendo una grave crisi morale, ma né la Chiesa, né lo Stato la possono affrontare da soli”. Di qui l’importanza di “unire gli sforzi” coinvolgendo non solo medici e preti, ma anche “insegnanti, genitori, educatori e psicologi”. Dal vicecapo del Consiglio pubblico per la protezione della salute, il prete greco-cattolico Andrii Nahirniak, la proposta di “approvare una risoluzione che possa servire da guida nella ricerca di soluzioni a questo grave fenomeno che riguarda tutta la società ucraina”. Dal 4 ottobre terza Settimana sociale ecumenicaIl prossimo 4 ottobre, presso l’Università cattolica ucraina a Lviv, si aprirà la terza Settimana sociale ecumenica “Fiducia, responsabilità, filantropia”, promossa fino al 10 ottobre dallo stesso Ateneo, dall’Istituto di studi ecumenici, dal Consiglio della città di Lviv, dal Consiglio e dall’Amministrazione regionale e dal Politecnico universitario. Ad aprire l’incontro un forum pubblico sull’educazione preventiva dei giovani intitolato “La formazione preventiva extracurricolare è un passo verso i futuri genitori dell’Ucraina”. Obiettivo dell’iniziativa, spiegano gli organizzatori tra cui la Chiesa cristiana evangelica Getsemani e l’organizzazione socio-formativa “Futuri genitori”, “confrontarsi sui risultati dell’attività finora svolta da istituzioni e organizzazioni pubbliche in materia di educazione preventiva” e “inoltrare alle autorità locali la richiesta di istituire in tutta la città club scolastici dotati di programmi e strumenti per la formazione sociale e sanitaria”. Invitati alla partecipazione direttori scolastici e presidi, pedagogisti, funzionari locali, studenti, seminaristi e rappresentanti di Chiese e organismi pubblici. Fanno parte del presidio del forum, tra gli altri, il capo del Dipartimento per la famiglia e la gioventù dell’amministrazione regionale di Lviv, Andrii Rozhniatkovskyi; il responsabile della Commissione Affari famiglia dell’archieparchia della Chiesa greco-cattolica, padre Taras Fitio; il rettore del Seminario romano-cattolico di Lviv, padre Oleh Salomon, e Valerii Marchenko, pastore senior della Chiesa cristiana evangelica Getsemani.Restituita ai gesuiti la chiesa di Chernivtsi È stata restituita alla congregazione dei gesuiti la chiesa neogotica del Sacro Cuore di Gesù di Chernivtsi (arcidiocesi Romano-Cattolica di Lviv), uno dei gioielli architettonici della città, alla cui costruzione alla fine dell’Ottocento avevano contribuito con le loro offerte cattolici di tutto il mondo e della quale oggi sono rimaste quattro guglie di 60 metri, pareti rovinate e vetrate distrutte. Nonostante ciò i gesuiti e i parrocchiani non perdono la speranza di vederla rinascere. La chiesa, consacrata il 25 novembre 1894, dopo la seconda guerra mondiale è stata consegnata ai preti ortodossi del Patriarcato di Mosca e poi trasformata in archivio, con l’altare maggiore utilizzato come scrivania de direttore. “Dal 1996 – spiega Inna Keller, capo del comitato parrocchiale della chiesa – l’ordine (dei gesuiti, ndr) ha lottato per la sua restituzione anche con l’aiuto del direttore dell’archivio, Dmitro Zhmunduliak, ma questo è avvenuto solo ora”. Nel frattempo c’è un’altra questione da chiarire. Durante la prima guerra mondiale nei territori della Bucovina si sono svolte sanguinose battaglie: “Ora – afferma Keller – sarà formata una commissione speciale per controllare se nei sotterranei sono ancora sepolti i soldati polacchi caduti nei combattimenti. Gran parte degli storici dubita che sia così perché il governo sovietico non ha mai manifestato un particolare rispetto per i morti. Se i corpi ci saranno, resteranno nelle cripte a riposare in pace”. Per la ristrutturazione e il restauro dell’edificio di culto sono necessari circa 4 milioni di dollari. “L’importante – conclude Keller – è che ci abbiano restituito la nostra chiesa. Stiamo preparando i documenti per il diritto di proprietà, perciò è ancora presto per parlare di raccolta fondi o ricerca di sponsor. Per ora ci raduniamo nell’ex monastero, del quale affittiamo alcune camere”. La signora Keller informa inoltre che già da cinque anni il comitato parrocchiale si è attivato presso il ministero della Cultura per ottenere la restituzione degli arredi e degli oggetti sacri tolti dalla chiesa collocati nel museo cittadino.