L’Ue in breve

Consiglio d’Europa: i 60 anni della ConvenzioneIl “compleanno” cadrà esattamente il prossimo 4 novembre, ma il Consiglio d’Europa ha tenuto il 19 ottobre, alla presenza del segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, una cerimonia per ricordare i sessant’anni della “Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali”, che dal dopoguerra presiede alla tutela dei diritti umani di 800 milioni di europei nei 47 Stati aderenti al CdE. Al discorso introduttivo pronunciato da Ban Ki-moon, sono seguiti al Palais de l’Europe di Strasburgo gli interventi di Thorbjorn Jagland, segretario generale del Consiglio d’Europa, di Gjorgje Ivanov, presidente dell’ex Repubblica jugoslava di Macedonia, a nome della presidenza del Comitato dei ministri, e di Jean-Paul Costa, presidente della Corte europea dei diritti dell’uomo. La cerimonia è quindi proseguita con un dibattito sul futuro della tutela dei diritti in Europa, con specifiche attenzioni alla lotta contro la tratta degli esseri umani, al razzismo e all’intolleranza, nonché in relazione alla protezione dei diritti sociali e delle minoranze. La Convenzione, aperta alla sottoscrizione appunto il 4 novembre 1950, è entrata in vigore nel 1953. Il testo afferma una serie di diritti e libertà fondamentali, fra cui il diritto alla vita, il divieto della tortura, il diritto alla libertà e alla sicurezza, il diritto a un processo equo, il rispetto della vita privata e familiare, la libertà di pensiero, di coscienza e di religione, la libertà d’espressione, il divieto di ogni discriminazione. Gli Stati che vi aderiscono si impegnano a rispettare, e a far rispettare, tali diritti. Per l’applicazione della Convenzione è stata istituita, con sede a Strasburgo, la Corte europea dei diritti dell’uomo. Tratta, protezione e sostegno alle vittime”È inaccettabile che sulle centinaia di migliaia di persone ogni anno vittime della tratta verso l’Ue o nel suo territorio, solo qualche migliaio riceva assistenza”: Cecilia Malmström, commissaria per gli affari interni, si rivolge agli Stati membri dell’Ue27 ritenuti poco sensibili sul problema dei titoli di soggiorno da rilasciare alle persone che cadono nelle “schiavitù moderne”. La dichiarazione della commissaria svedese è giunta il 18 ottobre in occasione della Giornata contro la tratta di esseri umani. “Che sia per lavoro forzato o sfruttamento sessuale, la tratta di esseri umani è un delitto orribile”, specifica Malmström. “Dobbiamo mobilitare ogni mezzo per rafforzare la prevenzione, l’attività di contrasto e la protezione delle vittime”. La nuova proposta di direttiva comunitaria, avanzata nel marzo scorso, “ravvicina il diritto penale sostanziale, garantisce una migliore protezione e assistenza alle vittime e rafforza l’attività di prevenzione; per giunta, prevede il principio della non applicazione di sanzioni alle vittime per i reati che sono state costrette a compiere come conseguenza diretta del loro stato di vittima”. Prestare assistenza alle vittime, ha puntualizzato la commissaria, “è importante non solo perché le si aiuta ma anche perché si impedisce che altre persone cadano nelle medesime reti criminali”. La nuova direttiva proposta dall’Esecutivo agirebbe in varie direzioni: disposizioni di diritto penale (definizione dei reati di tratta); azione penale contro gli autori dei reati; protezione e diritti delle vittime nel procedimento penale; sostegno alle vittime; prevenzione.Commissione: l’Europa sociale per i cittadiniCittà dopo città, sta facendo tappa in tutta Europa. Si tratta della campagna “Sai cosa può fare l’Europa sociale per te?”, che a partire dallo scorso anno, fino all’autunno 2010, ha toccato 50 località. Dopo la tappa di Bruxelles del 18-20 ottobre, la prossima è fissata a Bari, in Italia, e Madrid, in Spagna (22-24 ottobre). L’iniziativa promossa dalla Commissione intende “far conoscere ai cittadini le iniziative concrete promosse dall’Unione europea in materia di occupazione, affari sociali e pari opportunità”. “Attraverso personaggi e allestimenti ispirati al mondo del circo – si legge in una nota dell’Esecutivo – la campagna si propone di illustrare, divertendo, il modo in cui l’Ue affronta le sfide sociali”. I cittadini europei possono infatti “beneficiare delle politiche e degli strumenti promossi dall’Unione ad esempio in materia di occupazione. Il portale della mobilità professionale Eures offre ogni giorno 1 milione di posti di lavoro e dà assistenza a chi desidera lavorare in un altro Paese europeo”. Ogni anno il Fondo sociale europeo offre inoltre “sostegno a milioni di persone che aspirano ad ampliare la propria formazione e a migliorare le loro prospettive professionali”. Nel lungo elenco di città in cui si sono finora svolti gli eventi (per informazioni e materiali www.ec.europa.eu/social), la Commissione segnala Nicosia, Bratislava, Marsiglia, Praga, Varsavia, Salonicco, Lisbona, Tarragona, Budapest, Lubiana, Stoccolma, Malmo, Monaco di Baviera, Bologna, Norimberga, Atene.