L’Ue in breve

Minori, un’ora e mezza al giorno su internet”I bambini cominciano ad andare su internet a un’età sempre più giovane. Perciò dobbiamo assicurarci che si sentano al sicuro quando navigano e che vi trovino contenuti sicuri, educativi e adatti alla loro età”. Neelie Kroes, commissaria Ue per l'”agenda digitale”, commenta i dati di un sondaggio, finanziato dall’Esecutivo e diffuso nei giorni scorsi, che riguarda l’utilizzo del web da parte dei minori (ne sono stati intervistati 23mila di 25 nazionalità). Ne risulta che “i bambini cominciano a navigare in rete a un’età sempre più giovane”. I ragazzi compresi oggi tra i 15 e i 16 anni hanno iniziato a usare internet quando ne avevano 11, “mentre i bambini tra i 9 e i 10 anni hanno dichiarato di aver navigato per la prima volta in rete all’età di 7 anni”. Considerevoli le differenze tra Paese e Paese: in quelli nordici, i bambini cominciano generalmente ad andare su internet prima che in quelli mediterranei e dell’est europeo. Un bambino su due “passa in media sul web un’ora e mezza al giorno”. I giovani intervistati hanno dichiarato che “usano internet innanzitutto per fare i compiti (84%), per guardare un video (83%), per giocare (74%) o per chattare (61%)”. Ci si connette alla rete soprattutto da casa (85%) e più della metà dei ragazzi compresi tra i 13 e i 16 anni naviga dalla propria cameretta. La scuola è in genere il secondo posto da cui il 63% degli intervistati ha accesso a internet. Un ragazzo su tre si connette usando il proprio telefonino. Lo studio rivela che un bambino su otto “vive esperienze scioccanti in rete” e che nell’utilizzare internet “manca ancora di competenze e di sicurezza”. Per contribuire a far fronte a questi problemi, la Commissione ha lanciato un concorso (“European Award for Best Children’s Online Content”, che si svolgerà in 14 Stati e si concluderà nel giugno 2011) per “incoraggiare la creazione di contenuti on-line di alta qualità per bambini”. Beni e servizi al consumo: promossi e bocciatiBocciati i servizi finanziari e immobiliari e le auto di seconda mano; promossi, nonostante tutto, i viaggi aerei e i servizi culturali e ricreativi. La Commissione Ue ha pubblicato il “Quadro di valutazione dei mercati dei beni di consumo” (autunno 2010), che serve a classificare i mercati secondo criteri di fiducia e soddisfazione dei clienti, problemi o reclami, facilità di cambiare fornitori, stabilità dei prezzi, così da proporre eventuali correttivi. Il Quadro di quest’anno prende in considerazione 50 mercati diversi, dai prodotti alimentari agli elettrodomestici alle riparazioni meccaniche fino ai servizi finanziari. Ne risulta che i settori più problematici sono tre: “investimenti, pensioni e titoli”, “servizi immobiliari”, “fornitura di servizi internet”. Tra i beni di consumo, i mercati che riscuotono meno fiducia sono quelli delle automobili d’occasione, dell’abbigliamento e dei prodotti di macelleria. “All’estremità opposta della scala – si legge nel documento della Commissione – i consumatori pongono le linee aeree, nonostante le perturbazioni della primavera 2010; essi mostrano anche di apprezzare i beni e i servizi culturali”. John Dalli, commissario alla salute e alla politica dei consumatori, ha dichiarato: “La grande promessa del mercato unico consiste nel poter offrire ai consumatori prezzi inferiori, maggiori possibilità di scelta, trasparenza e soddisfazione. Grazie al Quadro di valutazione localizziamo i mercati dove ciò non accade. Prossimamente, cercheremo di studiare a fondo due mercati – fornitura di servizi web e prodotti della carne – e di incoraggiare le autorità nazionali a servirsi, nelle loro decisioni, dei risultati emersi”. Osservatorio Africa, Caraibi e Pacifico sulle migrazioni”Elaborare politiche più adeguate per potenziare il contributo della migrazione allo sviluppo”: è l’obiettivo assegnato da Ue e Paesi Acp al nuovo “Osservatorio Africa, Caraibi e Pacifico sulle migrazioni” presentato il 25 ottobre. L’ente “fornirà dati e informazioni affidabili sui flussi migratori” nei Paesi Acp e la sua attività inizierà in relazione a 12 Paesi-pilota: Angola, Camerun, Repubblica democratica del Congo, Haiti, Kenya, Lesotho, Nigeria, Papua Nuova Guinea, Senegal, Tanzania, Timor orientale e Trinidad e Tobago. “Generalmente ai flussi migratori sud-sud è riservata minore attenzione rispetto agli spostamenti sud-nord. Nonostante ciò, il numero di persone che migrano da un Paese del sud all’altro è estremamente elevato e si ripercuote sullo sviluppo”, ha spiegato il commissario Ue Andris Piebalgs. “L’Osservatorio contribuirà a fornire un quadro più chiaro degli spostamenti di popolazione” con l’intento di “elaborare politiche adeguate” in campo demografico, sociale, economico, culturale. L’Osservatorio dovrebbe anzitutto far superare “le attuali carenze di dati e informazioni”. L’Osservatorio promuoverà le relazioni e la cooperazione tra istituti di ricerca, ricercatori privati e agenzie governative. Il bilancio complessivo per il progetto ammonta a circa 9 milioni di euro: l’Ue vi contribuirà con 8 milioni.