COMMISSIONE UE

Rilanciare l’economia

La parola d’ordine e le scelte concrete

Mentre i leader politici dei 27 Stati membri preparavano e davano vita al Consiglio Ue dedicato alla “governance economica” (Bruxelles, 28-29 ottobre), la Commissione, organo propositivo ed esecutivo a livello comunitario, ha lanciato nei giorni scorsi vari progetti per rafforzare la crescita europea sul piano produttivo, commerciale e della competitività. La parola d’ordine sembra assodata: “rilanciare l’economia”. E le istituzioni comuni cercano – talvolta con successo, altre volte meno – di fare ciascuna la propria parte. Mercato, imprese, lavoro. Oltre a inserire le tematiche economiche in cima al proprio programma di lavoro per il prossimo anno, l’Esecutivo in settimana si è occupato fra l’altro di sostegno al settore industriale, di mercato unico, di ricerca, di infrastrutture dei trasporti. “L’Unione europea è stata capace di resistere alle sfide che si è trovata davanti, ma non siamo ancora del tutto fuori pericolo”, ha scandito il presidente José Manuel Barroso illustrando le priorità programmatiche del Collegio per il 2011, con una serrata analisi della situazione economica continentale e del processo di integrazione. A suo avviso, i 27 hanno affrontato gli ultimi tempi reagendo alle difficoltà con “vigore, risolutezza e solidarietà”. L’impegno principale per il futuro, verso il quale si orienteranno anche le azioni dell’Esecutivo, è di “garantire una ripresa durevole e sostenibile”. Nell’agenda della Commissione figurano cinque obiettivi, che verranno perseguiti tramite una serie di interventi esplicitati nello stesso documento. Creare occupazione. “Aiutare l’economia sociale di mercato a uscire dalla crisi” è il primo impegno secondo Barroso, che sottolinea l’urgenza di “un quadro legislativo per la gestione della crisi bancaria, provvedimenti volti a tutelare maggiormente i consumatori di servizi finanziari, un regolamento sulle agenzie di rating del credito”, il tutto per “completare l’anno prossimo l’ambiziosa riforma del settore finanziario”. Al secondo punto del programma della Commissione figura la creazione di nuovi posti di lavoro per recuperare la disoccupazione generata dalla crisi che imperversa ormai da oltre due anni. Al terzo punto appare il rafforzamento dei diritti dei cittadini, specialmente nel campo della libertà, sicurezza e giustizia. Seguono il ruolo dell’Ue nel mondo (Barroso in questo caso fa riferimento al nuovo Servizio diplomatico comune) e infine il miglior funzionamento delle politiche e delle istituzioni Ue. “Le nostre politiche devono rispecchiare l’impegno a creare crescita sostenibile e occupazione in base alla strategia Europa 2020, concentrandosi sulle iniziative a cui l’Ue può conferire un reale valore aggiunto”. Fari puntati sulle Pmi. Sempre sul fronte economico la Commissione ha lanciato, proprio alla vigilia del summit dei capi di Stato e di governo, la comunicazione intitolata “Una politica industriale integrata per l’era della globalizzazione”, il cui obiettivo “consiste nello stimolare la crescita e l’occupazione preservando e promuovendo una base industriale forte, diversificata e competitiva”. Aggirando gli eccessi enfatici contenuti nel testo, vi si scorge la volontà di dare man forte soprattutto alle imprese di medie e piccole dimensioni, che costituiscono la colonna vertebrale del sistema manifatturiero Ue. “L’Europa ha bisogno dell’industria quanto l’industria ha bisogno dell’Europa. Il potenziale del mercato unico, con i suoi 500 milioni di consumatori e i suoi 20 milioni di imprenditori, deve essere sfruttato appieno”, ha detto Antonio Tajani, commissario all’industria. “In quest’era di crescente globalizzazione, il concetto di settori e attività industriali nazionali è ormai superato. Si impongono risposte coordinate a livello” comunitario, “specie per le Pmi”.Innovazione e competitività. La Commissione elenca dieci azioni da indirizzare al rafforzamento e alla competitività dell’apparato manifatturiero. Si indica, ad esempio, l’impegno a modernizzare “le infrastrutture e i servizi europei dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni, adattandoli a un contesto caratterizzato da una concorrenza in costante evoluzione”. Segue l’indicazione di “una nuova strategia relativa alle materie prime, al fine di creare condizioni quadro adeguate per un approvvigionamento e una gestione sostenibili” delle stesse. Si sottolineano inoltre le sfide “legate alle industrie ad alta intensità energetica”, che dovranno essere affrontate mediante interventi “volti a migliorare le condizioni di contesto e a sostenere l’innovazione”. La Commissione intende poi realizzare “una politica spaziale, da definire in collaborazione con l’Agenzia spaziale europea e gli Stati membri”. Tajani osserva: “L’Europa è qualcosa di più della mera somma delle sue parti. Dobbiamo fissare obiettivi comuni più ambiziosi nel settore della politica industriale, intensificare le nostre azioni e rafforzare la governance europea”.