ecumenismo

Germania, Kek, Turchia

Germania: nuovo presidente Chiesa evangelicaE’ Nikolaus Schneider il nuovo presidente del Consiglio della Chiesa evangelica tedesca (Ekd). Ad eleggerlo è stato ad Hannover l’11° Sinodo della Chiesa evangelica tedesca. Mons. Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), ha diffuso un comunicato, congratulandosi con l’eletto “in unione ecumenica con grande gioia”. Mons. Zollitsch ha sottolineato le “ricche esperienze” maturate da Schneider e ha rievocato i precedenti incontri – in particolare durante la Seconda giornata ecumenica delle Chiese a Monaco, lodando le qualità di Schneider come “cristiano profondamente radicato nella fede e teologo che conosce le preoccupazioni e le necessità delle persone”. “Siamo davanti a compiti difficili, da affrontare con grande costanza ed alta competenza teologica”, ha affermato il presidente dei vescovi tedeschi, dicendo di condividere la posizione di Schneider per cui “la comprensione ecumenica non è solo qualcosa che creiamo, bensì qualcosa che ci viene anche donata. Non esiste alternativa all’ecumenismo”. “Restiamo uniti in questo cammino, continuando il dialogo in modo sincero e costruttivo, come partner di pari grado. La gente in Germania ha bisogno della nostra testimonianza comune”, ha concluso mons. Zollitsch. Al sinodo era intervenuto il 7 novembre mons. Norbert Trelle, vescovo di Hildesheim, assicurando che “i vescovi cattolici seguono le imminenti elezioni del Consiglio dell’Ekd con attenzione e partecipazione”. “Lo facciamo nella certezza di restare uniti fraternamente anche in futuro nella collaborazione ecumenica”. Il vescovo ha poi rivolto un appello a “procedere realisticamente” nel dialogo ecumenico. “Continuano ad esistere questioni aperte che devono essere ancora trattate con grande costanza, rispetto reciproco ed onestà teologica”. Mons. Trelle si è pronunciato anche sui temi principali del sinodo, incentrato sul diritto ad accedere all’istruzione e a partecipare alla società. Secondo il vescovo, “è particolarmente allarmante l’elevato numero di giovani senza la speranza di una vita autonoma ed economicamente indipendente”. Il vescovo ha criticato l’emotività che ha caratterizzato il recente dibattito sull’integrazione. “Come Cristiani abbiamo il compito di contribuire a mitigare i toni del dibattito e discutere dei problemi sociali del nostro Paese con un linguaggio che non offenda ed emargini nessuno”. Kek: conferenza europea sulla povertàSi è aperta il 9 novembre a Budapest una consultazione internazionale delle Chiese cristiane d’Europa sulla lotta alla povertà. L’incontro è promosso dalla Conferenza delle Chiese europee (Kek) e dal Consiglio ecumenico delle Chiese (Wcc), in collaborazione con le Chiese in Ungheria. Gli ottanta partecipanti provenienti da 32 Paesi europei, con ospiti da tutto il mondo, stanno riflettendo sul tema “Povertà, ricchezza ed Ecologia in Europa”. La conferenza si è aperta con il discorso inaugurale del Metropolita Emmanuel di Francia, presidente della Kek. “Il liberalismo economico che fino ad oggi si è sviluppato per autoregolamentazione, è arrivato al limite della sua espressione. E’ in atto una crisi di valori che pone l’uomo davanti alla sua responsabilità”. Le Chiese non possono stare al di fuori di questo processo. “Vi è un ruolo attivo – ha detto il metropolita – che le Chiese devono svolgere per rispondere alle sfide poste dalla società in cui viviamo”, promuovendo “un nuovo stile di vita che sappia sostenere le pressioni dell’economia e del consumismo” sulla base di “un’etica della responsabilità”. Ieri alla Conferenza sono intervenuti anche rappresentanti del governo ungherese nonché il capo della rappresentanza dell’Ungheria presso la Commissione europea, Tamas Szucz, che ha presentato ai partecipanti i programmi dell’Ue sulla lotta alla povertà. La conferenza si concluderà il 12 novembre. Turchia: sentenza storica a favore del PatriarcatoStorica sentenza di una corte di giustizia turca, la prima del genere: il tribunale di Buyukada, sulla scia della sentenza della Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo, ha reso al Patriarcato ecumenico di Istanbul l’orfanatrofio di Buyukada. La corte ha comunicato al “Fanar” di aver dato ordine che avvenga la definitiva restituzione al Patriarcato ecumenico di Costantinopoli dello stabile, sito sull’Isola dei Principi. Inoltre ha ordinato la sua trascrizione al pubblico catasto a nome del “Rum Patrikanesi” (Il Patriarcato dei Rum, come sono chiamati i cristiani ortodossi in Turchia), riconoscendo de facto il suo status giuridico. Inoltre va sottolineato che con questa sua sentenza il tribunale di Buyukada rinnega una sua precedente sentenza del 27 giugno 2005, con la quale, e su sollecitazione della Direzione delle Fondazioni religiose, venivano tolti i diritti di proprietà sull’orfanotrofio al Patriarcato ecumenico di Costantinopoli. Con questa sentenza, la prima di un tribunale turco, si conclude cosi la lunga controversia che ha avuto inizio nell’anno 1999 tra il Patriarcato ecumenico e la Direzione delle fondazioni religiose, espressione quest’ultima della Turchia Repubblicana che attraverso essa esercitava un attento controllo sulle minoranze. Resta però ancora un ultimo passo da compiere: e cioè sciogliere lo status di “mazbut” dell’orfanotrofio, provvedere al dissequestro e occupazione da parte della Direzione generale delle Fondazioni e concedere la sua gestione a membri eletti dalla comunità cristiano-ortodossa di Istanbul. La sentenza apre la strada al possibile dissequestro di 23 monasteri in Turchia, ancora di proprietà dello Stato attraverso la Direzione generale delle Fondazioni. L’ orfanotrofio, come ha detto il Patriarca ecumenico Bartolomeo I, verrà adibito a centro mondiale interreligioso e a osservatorio per la protezione dell’ambiente.