EDUCARE OGGI

L’impegno dei laici” “

Sabato gli ”Orientamenti pastorali” all’assemblea Cnal

Un "organismo di carattere pastorale" per "promuovere la partecipazione del laicato" e la "collaborazione con i vescovi". La Consulta nazionale delle aggregazioni laicali (Cnal) comprende 68 associazioni e movimenti ecclesiali; nata all’indomani del Concilio Vaticano II, dallo scorso anno ha un nuovo Statuto. La Consulta si riunirà in assemblea sabato prossimo, 20 novembre, e per l’occasione verranno presentati gli "Orientamenti pastorali" per il decennio 2010/2020. Ne parliamo con Paola Dal Toso, segretario generale dell’organismo.

Qual è il significato della Consulta nel panorama ecclesiale?
"Attraverso la Cnal i vescovi chiedono una collaborazione ai laici aggregati. Dallo scorso anno, poi, hanno inteso darle un nuovo corso attraverso il nuovo Statuto, dove l’innovazione maggiore è nel comitato direttivo, che dura in carica 5 anni – precedentemente durava 3 anni, ma con un continuo turn over dei suoi componenti – ed è composto da 4 membri nominati dal Consiglio permanente della Cei e altri 7 eletti dalle aggregazioni in assemblea. Un momento molto significativo di ‘rilancio’ della Cnal, che ha coinvolto la Consulta e, più in generale, i laici aggregati, è stata la partecipazione al Regina Coeli in piazza San Pietro, lo scorso 16 maggio, per esprimere vicinanza e solidarietà al Papa".

In tempi recenti sono sorte diverse aggregazioni "di secondo livello", ossia che uniscono altre realtà: Forum delle associazioni familiari, Copercom, Scienza & Vita, Retinopera. La Cnal per cosa si distingue?
"Queste realtà sono state create per far fronte a esigenze specifiche: famiglia, comunicazione, difesa della vita, tutela del lavoro… La Cnal, invece, ha un respiro più ampio e in un certo senso un orizzonte differente: s’interessa infatti dell’impegno pastorale dei laici all’interno delle rispettive realtà aggregative e nella Chiesa locale".

Gli "Orientamenti pastorali" sono dedicati alla sfida educativa. Quale il ruolo del laicato?
"Per molti l’educazione si riduce al puro apprendimento di buoni comportamenti, e così pure in ambito ecclesiale talora si corre il rischio di limitarsi alla sola preparazione ai sacramenti. L’educazione, invece, è molto di più e riguarda ogni fase della vita. Per un anziano, ad esempio, è importante essere preparato al tema della morte: anche questa è educazione. Abbiamo tanti educatori – pensiamo ai catechisti, agli animatori di Azione Cattolica, ai capi scout –, ma bisogna riscoprire l’intenzionalità educativa. Se l’educatore prende sul serio la domanda che gli pone il bambino, il ragazzo il giovane – e sono tutte domande di senso – non può non essere provocato in prima persona. L’educazione non è una relazione unidirezionale: se mi faccio carico dei sogni e delle domande di un ragazzo, non posso non cercare una risposta e quindi pormi anch’io quelle medesime domande. È importante che il nostro laicato sappia assumersi questo impegno educativo".

Dopo la Settimana Sociale di Reggio Calabria e i richiami del Papa e del card. Bagnasco a una nuova generazione di cattolici impegnati in politica, quali orizzonti si aprono per il laicato?
"È ancora presto per fare una sintesi della Settimana Sociale, tuttavia abbiamo visto come ci sia necessità di un impegno rinnovato in termini sociali e politici. A Reggio Calabria ho incontrato un laicato impegnato e preparato, che nei gruppi si è espresso numeroso, con interventi accurati e preparati. Ciò premesso, non è facile immaginare soluzioni concrete. Quel che è certo è che dobbiamo prenderci più a cuore il bene comune, e questo richiede un’educazione specifica per contrastare comportamenti diffusi tendenti all’individualismo. Farsi carico del bene di tutti non può essere un’opera di volontariato per qualche ora, ma è uno stile di vita che dev’essere fatto proprio dal laico cristiano".


Scheda

"La Consulta nazionale delle aggregazioni laicali (Cnal), promossa dalla Conferenza episcopale italiana (Cei), è l’espressione e lo strumento della volontà delle aggregazioni laicali di apostolato, presenti e operanti nelle Chiese che sono in Italia, di valorizzare la comunione e la collaborazione tra loro e il luogo nel quale esse vivono in forma unitaria il rapporto con l’episcopato italiano offrendo la ricchezza delle loro possibilità apostoliche e accogliendone fattivamente i programmi e le indicazioni pastorali" (art.1 dello Statuto). "Fanno parte della Cnal le aggregazioni aventi carattere nazionale, riconosciute o erette dalla Cei o dalla Santa Sede, sia che si tratti di associazioni e di terzi ordini, sia che si tratti di movimenti, di gruppi o di altre forme similari, purché dotati di regolare statuto" (dall’art.2).