BAMBINI

Nel grembo e nella società” “” “

20 novembre: Giornata dei diritti dell’infanzia

"Quando un bambino è nel grembo della madre, appartiene solo a lei. Quando è nato appartiene a tutta la società". Questo proverbio africano potrebbe essere utilizzato come slogan per la Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Era il 20 novembre 1989, quando l’assemblea generale delle Nazioni Unite approvò la Convenzione entrata in vigore nel 1990. Tra i diritti elencati troviamo il diritto alla vita (art.6), alla salute (art.24), a poter esprimere la propria opinione (art.12), a essere informati (art.13), ad avere un’istruzione, a poter giocare (art.31) e a essere tutelati da tutte le forme di sfruttamento e di abuso (art.34). Una ricorrenza per cui sono state diverse le iniziative e le prese di posizione da parte di Istituzioni e associazioni.

Università Cattolica. Venerdì 19 novembre l’Ateneo del Sacro Cuore ha organizzato a Milano un convegno intitolato "Diritti dei bambini in contesti di vulnerabilità" in cui sono stati illustrati gli interventi realizzati dall’Università nel campo della cooperazione internazionale. Progetti che hanno coinvolto studenti, docenti e ricercatori in diversi Paesi del mondo: dall’Albania alla Colombia, dall’Afghanistan al Mozambico, passando per Haiti, Sri Lanka e in Italia con l’intervento nell’Abruzzo post-sisma. "In questi vent’anni trascorsi dalla firma della Convenzione – ha dichiarato il rettore Lorenzo Ornaghi – sono stati fatti importanti passi avanti ma ancora molto è da fare per dare reale attuazione agli impegni".

Questione di giustizia. Al convegno è intervenuto anche p. Gabriel Nissim, presidente della Commissione dei diritti dell’uomo e dell’Ong del Consiglio d’Europa. "Il rispetto dei diritti dell’uomo – ha detto – non è una questione di beneficienza o di una visione impoverita di carità, ma un fatto di giustizia e di tutela della dignità di ogni persona". "Nel passato – ha spiegato Nissim – si era diffusa l’idea che l’aiuto alle persone in difficoltà fosse da considerare come una forma di beneficienza. La Carta dei diritti dell’uomo ci ha, invece, invitato a vedere la povertà, in tutte le sue forme, come un’ingiustizia umana a cui dobbiamo porre rimedio".

Alcuni dati. Secondo un rapporto pubblicato dall’Unicef nel novembre 2009 – nonostante i passi avanti fatti in questi vent’anni – ogni anno sono quasi 9 milioni di bambini a morire prima dei 5 anni mentre oltre 140 milioni soffrono di malnutrizione. Ancora: sono circa 100 milioni i bambini in età scolare a non ricevere un’istruzione e si stima che 150 milioni di bambini tra i 5 e i 14 anni siano impiegati nel lavoro minorile. Un quadro dell’infanzia non semplice che riguarda tutto il mondo. "Nonostante le Convenzioni esistenti – spiega Assunto Quadrio, docente di psicologia giuridica e mediazione familiare all’Università San Raffaele – le violazioni dei diritti dei bambini sono ancora presenti ovunque, non solo nei Paesi in emergenza. Si presentano, infatti, sotto varie forme di devianze, molestie e abusi quotidiani che in molti casi hanno come scenario la famiglia e contesti di crisi familiare". "Il diritto più importante di un bambino – ricorda il docente – è quello di essere educato, ovvero, messo in grado di sviluppare appieno le proprie potenzialità. È su questo diritto di fondo che si innestano tutti gli altri diritti contingenti: dal diritto al cibo a quello alle cure".

Terzo Settore. Sulla situazione italiana è intervenuto anche il Forum del Terzo Settore che ha invitato a non far distinzioni tra bambini di diversa nazionalità o provenienza culturale. Il Forum denuncia "l’evidenza di una vera e propria emergenza educativa a cui le politiche e le prassi nazionali e locali dovrebbero far fronte" mentre "si assiste alla progressiva erosione delle risorse per il settore sociale, educativo, culturale con scelte che rischiano di essere miopi se non considerano i bambini e i ragazzi e il loro sviluppo come un investimento non solo per il futuro ma anche per il presente del nostro Paese".

L’appello del Cipsi. Un appello in difesa dei bambini è arrivato anche da Guido Barbera, presidente di Solidarietà e Cooperazione Cipsi, che ha invitato a "smetterla di utilizzare i bambini e i loro diritti per i nostri interessi". Per Barbera, "i diritti dei bambini sono cosa seria" e "garanzia del futuro stesso dell’umanità e della qualità della vita del mondo intero". Per questo, "non si può raggirare il codice etico che vieta l’uso di immagini drammatiche dei bambini, promettendo inutili interventi per loro che non servono a nulla, se non ad aumentare i nostri guadagni". In tal senso, conclude Barbera, "promettere un mese d’istruzione ad un bambino in cambio dell’apertura di un nuovo conto corrente, non serve a nulla e rappresenta una mercificazione inaccettabile dei diritti fondamentali, della vita e della dignità di una persona" e si tratta di "una violazione dei diritti del fanciullo che non dovrebbe essere permessa in alcun modo in una società che vuole essere civile".