comece
Per realizzare “il sogno” dei Padri fondatori
La Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea – www.comece.eu), composta dai vescovi delegati delle Conferenze episcopali dei Paesi membri dell’Ue e con sede a Bruxelles, compie 30 anni e in apertura dell’assemblea plenaria d’autunno (24 26 novembre) promuove il 24 novembre una serata-dibattito con Jacques Delors, presidente della Commissione Ue dal 1985 al 1994, e mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. Tema dell’incontro "Modellare l’Europa del futuro". La creazione dell’organismo, in accordo con la Santa Sede, da parte di un collegio di vescovi il 3 marzo 1980, è stata preceduta dal Servizio cattolico europeo di informazione pastorale (Sipeca 1976 1980) che aveva l’obiettivo di tenere informate le Conferenze episcopali sui progressi comunitari. Le discussioni svoltesi negli anni ’70 per la creazione di uno strumento di collegamento tra le Conferenze episcopali e la Comunità europea hanno portato, alla vigilia delle prime elezioni a suffragio universale diretto dell’Europarlamento nel 1979, alla decisione di istituire la Comece.Riflessione e informazione. Grazie alla collaborazione del nunzio apostolico e all’esperienza di organizzazioni cattoliche pioniere a Bruxelles, quali l’Ocipe (Ufficio gesuita d’informazione europea), il segretariato Comece inizia a condurre una riflessione pastorale sulle questioni europee e a stabilire contatti con il Parlamento e la Commissione Ue, ma è solo a partire dagli anni’90, alla vigilia dei grandi cambiamenti internazionali, che appare l’ampiezza del suo impegno. È dell’allora presidente della Commissione, Jacques Delors, l’intuizione di invitare la Chiese a prendere parte al dibattito comunitario. Di qui l’instaurazione di un vivace dialogo tra organismi religiosi competenti e istituzioni Ue al quale la Comece prende parte con crescente dinamismo. Sotto lo stimolo di mons. Joseph Homeyer, suo presidente dal 1993 al 2006, e di mons. Noel Treanor, segretario generale dal 1993 al 2008, essa conosce profondi mutamenti strutturali e di metodo, intensifica il proprio impegno di riflessione e informazione attraverso la nuova rivista Europe-Infos, e sviluppa un expertise non solo pastorale ma anche giuridico in diversi ambiti: affari istituzionali e legislativi; politiche economiche e sociali; migrazioni e asilo; ricerca e bioetica; diritti fondamentali; dialogo interculturale-interreligioso; istruzione, cultura e media; sviluppo sostenibile.Dialogo e collaborazione Chiese-Ue. Oggi la Comece continua a seguire da vicino il processo politico e legislativo dell’Unione europea e a tenerne informata la Chiesa cattolica; mantiene un dialogo regolare con le istituzioni Ue – Commissione, Consiglio e Parlamento attraverso l’incontro annuale dei principali responsabili religiosi; promuove dibattiti, seminari di dialogo e conferenze internazionali e prende parte a consultazioni organizzate dalla Commissione europea. Essa inoltre collabora con altri organismi ecclesiali al fine di promuovere la costruzione di una Europa di pace, solidale e aperta al mondo, promuove la riflessione sul processo di integrazione comunitaria basandosi sugli insegnamenti della Dottrina sociale della Chiesa e pubblica pronunciamenti e studi sui grandi temi in discussione (famiglia, lavoro, ambiente, cultura, lotta alla povertà, principio di sussidiarietà…). Dall’elaborazione della Carta dei diritti fondamentali al Trattato di Lisbona, la Comece si è mobilitata su tutti i fronti e continua a difendere l’idea di una sana collaborazione tra Chiese e Stati, garantita dall’inserimento nei testi europei del principio di sussidiarietà e del riconoscimento del contributo delle Chiese al progetto europeo. Del resto, riprendendo la dichiarazione n.11 allegata al Trattato di Amsterdam, l’art. 17 del Trattato di Lisbona riconosce il ruolo positivo ed essenziale delle Chiese e delle religioni per la società. Dall’8 all’11 ottobre 2009 ha organizzato a Danzica le prime Giornate sociali cattoliche per l’Europa su “Solidarietà. La sfida per l’Europa".La struttura. La Comece, il cui segretariato permanente ha sede a Bruxelles, è finanziata dalle Conferenze episcopali dell’Ue e presieduta da mons. Adrianus Van Luyn, vescovo di Rotterdam (Paesi Bassi). I due vicepresidenti sono il tedesco mons. Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga che verrà creato cardinale nel Concistoro del 20 novembre, e il polacco mons. Piotr Jarecki, vescovo ausiliare di Varsavia. Il segretario generale è padre Piotr Mazurkiewicz, anch’egli polacco. Fanno parte della Comece i vescovi delegati delle Conferenze episcopali di: Austria, Belgio, Bulgaria, Germania, Grecia, Inghilterra e Galles, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Paesi bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Romania, Scandinavia, Scozia, Spagna, Slovacchia, Slovenia, Ungheria e arcidiocesi di Lussemburgo. I vescovi delegati di Croazia e Svizzera partecipano alle plenarie in qualità di osservatori.