concistoro
Benedetto XVI ai 24 nuovi cardinali
"Nonostante, le sfide, le difficoltà, le persecuzioni, la Chiesa di Cristo non cessa di proclamare ogni giorno in ogni parte del mondo l’amore di Dio per gli uomini, di irradiare ovunque la luce del Vangelo, di insistere a tempo opportuno e importuno nell’annuncio della Parola di Dio. Non si può eludere il rischio di non essere compresi, di essere rifiutati, e di dover essere disposti anche all’estrema testimonianza. Del resto, il colore della porpora fa ad essa diretto riferimento". Lo ha detto stamattina il card. Angelo Amato, nell’indirizzo di omaggio al Papa, nella cerimonia del Concistoro durante la quale sono entrati nel Collegio delle porpore 24 nuovi cardinali. I nuovi porporati hanno ricevuto il segno della dignità cardinalizia con l’imposizione della berretta e l’assegnazione del Titolo di una chiesa di Roma.
La via del Maestro. "Il vincolo di speciale comunione e affetto, che lega questi nuovi cardinali al Papa, li rende singolari e preziosi cooperatori dell’alto mandato affidato da Cristo a Pietro, di pascere le sue pecore, per riunire i popoli con la sollecitudine della carità di Cristo", ha osservato Benedetto XVI, nella celebrazione di stamattina. Commentando il passo del Vangelo di Marco, nel quale i fratelli Giacomo e Giovanni chiedono a Gesù di sedere ai primi posti accanto a lui nella "gloria", il Papa ha affermato: "Gesù, che conosce il cuore dell’uomo, non rimane turbato per questa richiesta, ma ne mette subito in luce la portata profonda: ‘voi non sapete quello che chiedete’; poi guida i due fratelli a comprendere che cosa comporta mettersi alla sua sequela". Qual è allora la via che deve percorrere chi vuole essere discepolo? "E’ la via del Maestro, è la via della totale obbedienza a Dio", ha spiegato il Santo Padre. D’altra parte, "neppure sperimentare il calice della sofferenza e il battesimo della morte dà diritto ai primi posti, perché ciò è ‘per coloro per i quali è stato preparato’, è nelle mani del Padre Celeste; l’uomo non deve calcolare, deve semplicemente abbandonarsi a Dio, senza pretese, conformandosi alla sua volontà". "Nella Chiesa ha chiarito il Pontefice – nessuno è padrone, ma tutti sono chiamati, tutti sono inviati, tutti sono raggiunti e guidati dalla grazia divina. E questa è anche la nostra sicurezza! Solo riascoltando la parola di Gesù, che chiede ‘vieni e seguimi’, solo ritornando alla vocazione originaria è possibile intendere la propria presenza e la propria missione nella Chiesa come autentici discepoli".
Essere servi. La richiesta di Giacomo e Giovanni e l’indignazione degli altri Apostoli sollevano una questione centrale a cui Gesù vuole rispondere: chi è "primo" per Dio? "Anzitutto ha precisato Benedetto XVI – lo sguardo va al comportamento che corrono il rischio di assumere ‘coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni’: ‘dominare ed opprimere’. Gesù indica ai discepoli un modo completamente diverso: ‘Tra voi, però, non è così’. La sua comunità segue un’altra regola, un’altra logica, un altro modello: ‘Chi vuole diventare grande tra di voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra di voi sarà schiavo di tutti’". Dunque, "il criterio della grandezza e del primato secondo Dio non è il dominio, ma il servizio; la diaconia è la legge fondamentale del discepolo e della comunità cristiana, e ci lascia intravedere qualcosa della ‘Signoria di Dio’. E Gesù indica anche il punto di riferimento: il Figlio dell’uomo, che è venuto per servire; sintetizza cioè la sua missione sotto la categoria del servizio, inteso non in senso generico, ma in quello concreto della Croce, del dono totale della vita come ‘riscatto’, come redenzione per molti, e lo indica come condizione per la sequela". E’ un messaggio, ha avvertito il Papa, che "vale per gli Apostoli, vale per tutta la Chiesa, vale soprattutto per coloro che hanno compiti di guida nel Popolo di Dio. Non è la logica del dominio, del potere secondo i criteri umani, ma la logica del chinarsi per lavare i piedi, la logica del servizio, la logica della Croce che è alla base di ogni esercizio dell’autorità. In ogni tempo la Chiesa è impegnata a conformarsi a questa logica e a testimoniarla per far trasparire la vera ‘Signoria di Dio’, quella dell’amore".
Come il chicco di frumento. "Venerati Fratelli eletti alla dignità cardinalizia ha dichiarato il Santo Padre, rivolgendosi ai nuovi porporati -, la missione, a cui Dio vi chiama quest’oggi e che vi abilita ad un servizio ecclesiale ancora più carico di responsabilità, richiede una volontà sempre maggiore di assumere lo stile del Figlio di Dio, che è venuto in mezzo a noi come colui che serve. Si tratta di seguirlo nella sua donazione d’amore umile e totale alla Chiesa sua sposa, sulla Croce: è su quel legno che il chicco di frumento, lasciato cadere dal Padre sul campo del mondo, muore per diventare frutto maturo". Per questo "occorre un radicamento ancora più profondo e saldo in Cristo. Il rapporto intimo con Lui, che trasforma sempre di più la vita in modo da poter dire con san Paolo ‘non vivo più io, ma Cristo vive in me’, costituisce l’esigenza primaria perché il nostro servizio sia sereno e gioioso e possa dare il frutto che si attende da noi il Signore". Domani, il Pontefice, durante la concelebrazione nella solennità di Cristo Re, consegnerà ai nuovi cardinali l’anello. "Sarà un’ulteriore occasione ha sostenuto il Benedetto XVI – nella quale ‘lodare il Signore, che rimane fedele per sempre’". "Il suo Spirito ha concluso – sostenga i nuovi porporati nell’impegno di servizio alla Chiesa, seguendo il Cristo della Croce anche, se necessario, usque ad effusionem sanguinis", pronti sempre "a rispondere a chiunque ci domandi ragione della speranza che è in noi".
Titoli o Diaconie dei nuovi cardinali
Pubblichiamo di seguito l’elenco del Titolo o della Diaconia assegnati oggi da Benedetto XVI a ciascuno dei nuovi cardinali nel momento della creazione:
card. Angelo Amato, Diaconia di Santa Maria in Aquiro; card. Antonios S.B. Naguib; card. Robert Sarah, Diaconia di San Giovanni Bosco in via Tuscolana; card. Francesco Monterisi, Diaconia di San Paolo alla Regola; card. Fortunato Baldelli, Diaconia di Sant’Anselmo all’Aventino; card. Raymond Leo Burke, Diaconia di Sant’Agata de’ Goti; card. Kurt Koch, Diaconia di Nostra Signora del Sacro Cuore; card. Paolo Sardi, Diaconia di Santa Maria Ausiliatrice in via Tuscolana; card. Mauro Piacenza, Diaconia di San Paolo alle Tre Fontane; card. Velasio De Paolis, Diaconia di Gesù Buon Pastore alla Montagnola; card. Gianfranco Ravasi, Diaconia di San Giorgio in Velabro; card. Medardo Joseph Mazombwe, Titolo di Santa Emerenziana a Tor Fiorenza; card. Raúl Eduardo Vela Chiriboga, Titolo di Santa Maria in Via; card. Laurent Monsengwo Pasinya, Titolo di Santa Maria "Regina Pacis" in Ostia mare; card. Paolo Romeo, Titolo di Santa Maria Odigitria dei Siciliani; card. Donald William Wuerl, Titolo di San Pietro in Vincoli; card. Raymundo Damasceno Assis, Titolo dell’Immacolata al Tiburtino; card. Kazimierz Nycz, Titolo dei Santi Silvestro e Martino ai Monti; card. Albert Malcolm Ranjith Patabendige Don, Titolo di San Lorenzo in Lucina; card. Reinhard Marx, Titolo di San Corbiniano; card. José Manuel Estepa Llaurens, Titolo di San Gabriele Arcangelo all’Acqua Traversa; card. Elio Sgreccia, Diaconia di Sant’Angelo in Pescheria; card. Walter Brandmüller, Diaconia di San Giuliano dei Fiamminghi; card. Domenico Bartolucci, Diaconia dei Santissimi Nomi di Gesù e Maria in via Lata.