MESSA ANNO ACCADEMICO

Un invito non obbliga ” “” “

Assurda reazione al messaggio del rettore dell’Università di Firenze

In Italia, per fortuna, esiste ancora la libertà d’invito. Chiunque può invitare chiunque ad assistere o partecipare a qualche manifestazione pubblica o privata, dal battesimo di un figlio al raduno dei salumieri della Val Padana, senza per questo essere sanzionato dalle leggi vigenti né insultato da chi non gradisce l’invito, libero costui di accettarlo o meno, ossia di andare o non andare. Il concetto sarebbe semplice, ma vallo a mettere in testa a chi, nel semplice invito a partecipare a una Messa, vede un attentato alla libertà, uno "spregio al principio di laicità dello Stato", un atto "sgradevole", un gesto "che lascia il retrogusto dell’arroganza", una mossa "irrispettosa" per chi professa altre religioni. Le parole astronomiche sono salite alle stelle e, in materia, non poteva mancare a dire la sua l’astronoma Margherita Hack, invitata a nozze ogni qual volta, oltre che di questioni astronomiche, può parlar male della Chiesa e proclamare il suo ateismo tutto d’un pezzo.
L’astronoma ne riceve parecchi di inviti, e non solo in ambienti accademico-astronomici, difatti la vediamo e la sentiamo impegnata in ogni dove, anche in politica, però non crediamo che ogni volta sia invitata da qualche parte se la prenda tanto se non gradisce l’invito. Che poi questa volta non era diretto a lei, ma agli studenti dell’Università di Firenze. Ecco il testo: "In occasione della cerimonia d’inaugurazione dell’anno accademico 2010-2011 dell’Università degli studi di Firenze, sua eccellenza monsignor Claudio Maniago, vescovo ausiliare di Firenze, celebrerà la S. Messa per gli universitari venerdì 3 dicembre 2010 alle ore 9 presso il Battistero. Alla S. Messa sono invitati tutti i dipendenti e gli studenti dell’Università di Firenze". Il messaggio è stato inviato per e-mail agli studenti e al personale dell’ateneo fiorentino dal rettore Alberto Tesi. Il quale tutto poteva immaginare fuorché il suo invito, e ripetiamo invito, potesse essere scambiato o fatto pretestuosamente passare per una sorta di mandato di comparizione o di cartolina precetto. Non è di gradimento l’invito a Messa? E chi ci vuole andare ci vada e chi non vuole resti a casa o trovi di meglio. Dov’è l’imposizione? Dove lo scandalo? E invece no: "È una cosa totalmente assurda!" – tuona Margherita, non invitata (alla Messa), ma unendosi al coretto degli invitati che non hanno gradito –. "E io che credevo che il peggio lo avessimo già toccato quando la Sapienza decise di invitare il Papa a parlare all’Università". Ecco, ci siamo: per l’astronoma fiorentina è assurdo non solo invitare qualcuno a Messa, ma anche invitare il Papa a parlare. Il Papa non deve parlare, tanto meno all’Università. E difatti Benedetto XVI, dopo aver accettato l’invito, fu costretto a declinarlo per le proteste di chi pensava, e pensa tuttora, che un Papa non possa parlare all’Università, che un rettore non possa invitare il Papa e un altro rettore non possa invitare gli studenti a una Messa.
Quando poi si dice delle assurdità astronomiche…

Piero Isola