MOVIMENTO PER LA VITA

Un segno dei tempi” “

"Ascolta il cuore, accogli la vita": il XXX convegno nazionale dei Cav” “” “

“Vivo apprezzamento per l’opera svolta da codesto Movimento a difesa e promozione della vita umana” con l’auspicio che i lavori congressuali “contribuiscano a rafforzare il generoso impegno e la diffusione della cultura della vita accogliendo tale incommensurabile dono divino in tutta la sua misteriosa e affascinante ricchezza”. È il messaggio di Benedetto XVI per l’apertura del XXX convegno nazionale dei Centri di aiuto alla vita (Cav) sul tema: “Ascolta il cuore, accogli la vita” (Roma, 19-21 novembre). Il telegramma del Santo Padre trasmesso dal card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, si conclude con l’assicurazione di “un orante ricordo” da parte del Pontefice che “volentieri invia l’implorata benedizione apostolica”. Fino ad oggi, gli oltre 300 Centri appartenenti al Movimento per la vita (Mpv) hanno aiutato a nascere circa 110 mila bambini dalla fondazione della prima struttura a Firenze nel 1975. Sono centinaia di migliaia le donne che sono state accolte, assistite, ascoltate e aiutate. Ogni anno 60 mila donne vengono assistite in vario modo e di esse almeno la metà sono gestanti che, spiegano i responsabili dei Cav, “potrebbero raccontare storie drammatiche – quasi tutte, però, a lieto fine – di speranze perdute e ritrovate, di fiducia smarrita e restituita”.

Azione umano-divina. I lavori del convegno sono stati aperti da mons. Luigi Negri, vescovo di San Marino-Montefeltro, che ha ricordato come “ogni giorno nella nostra società si confrontano due culture radicalmente antitetiche, quella della morte e quella della vita” che vedono “da una parte un uomo che vuole possedere, manipolare tutto, sostituendo il proprio progetto a quello di Dio; dall’altra un popolo che testimonia una vita nuova, vera e, come ci insegna Benedetto XVI, bella”. Per mons. Negri, “la cultura della morte è la cultura di un uomo che vuole cancellare la dignità delle persone” mentre la cultura della vita esprime “il Vangelo della misericordia di Dio verso l’uomo” perché “l’uomo non viene al mondo per morire” ma per “vivere e realizzare pienamente la propria umanità”. Tracciando alcune linee di impegno per i Cav – rafforzare il nesso vitale con la Chiesa, incrementare l’opera di accoglienza della vita, aprire agli uomini di buona volontà del nostro tempo -, il vescovo ha osservato come “il soggetto che resiste alla cultura della morte non sono gli intellettuali e non sono neanche i vescovi, il grande soggetto che si oppone al nulla è il popolo cristiano, che vive per Cristo che è morto e risorto per noi”. Citando l’enciclica “Evangelium Vitae” di Giovanni Paolo II, il card. Elio Sgreccia è intervenuto al convegno sottolineando che “la Chiesa ha il dovere e il mandato di prendersi cura della vita umana per ragioni teologiche forti” e “con grande entusiasmo si deve realizzare la pastorale della Chiesa, perché attraverso di essa la salvezza di Cristo scocca, passa agli altri” in “un’azione umano­divina”. L’attenzione del porporato si è soffermata poi sull’importanza della pastorale familiare e la catechesi dei bambini intorno ai 10 anni, “età nella quale c’è una grande ricettività alla presenza di Dio nella propria vita, ma la fede si riceve attraverso l’incontro con persone che la testimonino”. Il cardinale ha quindi ribadito che “il tema della difesa della vita e del diritto alla vita è un segno dei tempi”. Durante il convegno, il card. Sgreccia ha ricevuto il premio europeo per la vita “Madre Teresa di Calcutta” 2010 conferito “a personalità che si sono distinte nel difendere il diritto alla vita dei bambini non ancora nati e nel sostenere la famiglia naturale”.

Linee strategiche. Nella sua relazione conclusiva Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita, ha tracciato le linee strategiche dell’attività del volontariato per la vita nei prossimi mesi. “La prima urgenza con la quale abbiamo a che fare”, ha puntualizzato Casini, “è quella dell’obiezione di coscienza all’aborto” e “dobbiamo organizzare un pool di giuristi capaci di garantire assistenza agli operatori sanitari che sempre più numerosi vengono trascinati in tribunale o vedono minacciato il posto di lavoro per la loro scelta e, al tempo stesso, presentare una proposta di legge che sull’onda del recente pronunciamento del Consiglio d’Europa, chiarisca la liceità dell’obiezione per tutte le figure sanitarie, compresa quella dei farmacisti, che è già presente nella legge 194”. Altro tema, ha aggiunto il presidente del Movimento, “è quello della riforma dei consultori che, attraverso una legge nazionale, renda evidente che se lo Stato rinuncia a punire l’aborto non rinuncia a manifestare il ‘favor vitae’ sostenendo le donne in difficoltà per una gravidanza” e “i consultori devono essere lo strumento per rendere evidente questa vicinanza delle Istituzioni”. Infine, ha concluso Casini, “la madre di tutte le riforme è la riforma dell’articolo 1 del Codice Civile che deve riconoscere la capacità giuridica di ogni essere umano fin dal concepimento” come “una grande bandiera dell’uguaglianza tra gli uomini”.