UE E AFRICA
Per un ”partenariato strategico”
Consolidare e approfondire i legami, sviluppando il potenziale ancora inespresso delle relazioni tra Unione europea e Africa. Con questo intento si danno appuntamento a Tripoli il 29 e 30 novembre 80 capi di Stato e di governo dei due continenti, certi che le sfide della globalizzazione demografia, migrazioni, economia, democrazia, diritti umani… possono essere affrontate più efficacemente unendo le forze.
In fondo Europa e Africa hanno nella storia una sorta di necessaria vicinanza e di reciproca attenzione. Con trascorsi spesso tristi (basti pensare al colonialismo e allo sfruttamento delle materie prime), ma anche con consonanze e intese che sono andate crescendo negli ultimi 20-30 anni. E le comunità cristiane hanno svolto una parte notevole su questo versante.
Resta il fatto che il summit di Tripoli è pensato per rafforzare quel "partenariato strategico" ufficialmente definito nel 2007 e che oggi procede con otto partenariati tematici: pace e sicurezza; governance democratica e diritti umani; commercio, integrazione regionale e infrastrutture; Obiettivi di sviluppo del millennio; energia; cambiamento climatico; migrazione, mobilità e occupazione; scienza, società dell’informazione e spazio.
Lo scorso 10 novembre, riconoscendo la necessità di far evolvere questo partenariato, la Commissione europea ha pubblicato le sue proposte su come consolidare le relazioni Africa-Ue. Adesso l’Unione invia in Libia tutti i suoi vertici istituzionali, assegnando all’incontro un oggettivo rilievo politico, nella speranza che si riesca a passare dalla buona volontà ad azioni che vadano a vantaggio delle due sponde del Mediterraneo.
"Nel contesto della crescente globalizzazione e dell’attuale crisi economica e finanziaria, il partenariato dell’Ue con l’Africa riveste un’importanza fondamentale": lo ribadisce Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, dalla scaletta dell’aereo che lo porterà verso il vertice. "Intendiamo aggiunge il politico belga affrontare questioni cruciali come la pace e la sicurezza, la governance globale e l’integrazione regionale e intensificare i nostri sforzi congiunti per promuovere gli investimenti, creare occupazione e crescita". Al vertice si tratteranno soprattutto i temi dei partenariati tematici, con un’attenzione speciale alla crisi internazionale, alle migrazioni e al cambiamento climatico, tema della conferenza Onu di Cancun.
Il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, anch’egli con la valigia in mano, dichiara: "L’Unione europea sta costruendo un rapporto solido e sempre più stretto con l’Africa. Nel 2007, al vertice di Lisbona, abbiamo realizzato progressi importanti adottando una strategia comune. Una cooperazione più forte e intensa favorirà decisamente lo sviluppo africano" e svolgerà "un ruolo importante per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del millennio". Questo partenariato rappresenta inoltre, per l’Europa, "un’autentica risorsa e un’opportunità da non mancare se si vogliono rafforzare le relazioni con un continente sempre più importante in un mondo sempre più interdipendente".