ABRUZZO

A scuola con serenità

Presto una legge sulla dislessia

La Regione Abruzzo si appresta a varare un legge sulla dislessia, denominata “Disturbi specifici dell’apprendimento”. Ad annunciarlo è la presidente della V Commissione affari sociali e tutela della salute, Nicoletta Verì, firmataria insieme ad altri due consiglieri regionali, Nicola Argirò e Luigi De Fanis, della proposta normativa per il riconoscimento della dislessia e dei disturbi dell’apprendimento che in Italia così come in Abruzzo colpisce il 4% della popolazione prescolare. La proposta, presentata lo scorso 5 novembre presso la Fondazione Padre Alberto Mileno, a Vasto Marina, e discussa nella V Commissione sanità di questo mese, potrebbe essere approvata entro la fine dell’anno.Per i ragazzi, le scuole, le famiglie. Il testo di legge vuole intervenire in diversi aspetti della vita di coloro che quotidianamente si trovano a dover fronteggiare, spesso da soli, i disagi della dislessia. In ambito lavorativo la legge prevede che nei concorsi pubblici vengano realizzate forme più agevolate di prove scritte e orali. Infatti, poiché la dislessia non è una patologia ma un disturbo, chi ne è affetto non può beneficiare della legge 104; per questo la Regione ha pensato ad agevolazioni nei concorsi per rendere più equi i giudizi finali. Inoltre, i genitori di persone dislessiche potranno chiedere orari lavorativi flessibili, per andare incontro alle esigenze dei figli. La proposta di legge si rivolge principalmente ai ragazzi, alle loro famiglie, e alle scuole di appartenenza, che nella maggior parte dei casi non sanno come affrontare le difficoltà provocate dai disturbi dislessici e dell’apprendimento. Il provvedimento infatti ha come obiettivo principale il riconoscimento della dislessia o altre forme simili, quali disturbi nell’apprendimento didattico dei bambini nella fascia pre-scolastica e scolastica. Per tale motivo il testo prevede innanzitutto la formazione dei docenti attraverso lo stanziamento di fondi per l’acquisto di ausili e materiale didattico adatto, nonché l’attivazione di iniziative straordinarie per progetti innovativi. In particolare, la funzione della Regione sarà quella di promuovere, grazie al coordinamento dei servizi interessati, tutta una serie di iniziative che vanno dall’informazione alla realizzazione di specifici protocolli d’intesa tra associazioni, famiglie e istituzioni e promuovere screening sul territorio. A scuola di dislessia. Il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, l’Associazione italiana dislessia e la fondazione Telecom hanno sottoscritto un protocollo d’intesa finalizzato alla realizzazione di iniziative a tutela del diritto allo studio degli alunni con dislessia. Il progetto, denominato “A scuola di dislessia”, si pone come obiettivo principale la divulgazione e la conoscenza dei problemi collegati alla dislessia, al fine di creare consapevolezza, modificare la didattica e l’atteggiamento dei docenti nei confronti degli alunni con disturbi legati all’apprendimento. Questo progetto ha previsto, per la Regione Abruzzo, quattro giornate di formazione organizzate per provincia, che si sono svolte nel mese di novembre. La sezione regionale dell’Aid (Associazione italiana dislessia) ha espresso un particolare ringraziamento al direttore dell’ufficio regionale scolastico Carlo Petracca e all’ispettrice Maria Teresa Spinosi con tutto il loro staff che hanno collaborato attivamente all’iniziativa.La fatica di leggere e scrivere. In Italia la dislessia è ancora poco conosciuta, benché riguardi il 3-4% della popolazione scolastica. Ma di cosa si tratta veramente? La dislessia è la difficoltà di leggere e scrivere in modo corretto e fluente: un bambino dislessico può leggere e scrivere, ma solo impegnando al massimo le sue capacità ed energie e non in maniera automatica, e perciò si stanca rapidamente, si distrae, commette errori, rimane indietro. Ancora oggi la scuola ignora, almeno in parte, tale difficoltà. C’è chi racconta la propria storia: “Sono un genitore di un ragazzo di 12 anni cui è stata diagnosticata dislessia e disgrafia in seconda elementare, da un neuropsichiatra infantile – ha detto Roberto, aquilano – oggi mio figlio frequenta la seconda media e non necessita più di esami vari ma fa ancora molta fatica a svolgere i compiti a casa, e spesso è difficile far capire agli insegnanti il perché di ritardi in classe e lavori non svolti sempre correttamente”. Quello di cui c’è più bisogno è un orientamento che dia alle famiglie la possibilità di poter contare su un aiuto concreto da parte della scuola. “Nell’attesa che la legge venga approvata ed entri in vigore – ha continuato Roberto – mi accingo a contattare di mia iniziativa uno psicoterapeuta per analizzare l’aspetto emozionale del comportamento in classe di mio figlio, che interviene continuamente nelle lezioni, disturbando a volte i compagni e distraendosi”. I ragazzi dislessici, ha concluso Roberto, “sono ragazzi intelligenti e sensibili che hanno solo bisogno di metodi didattici consapevoli e strumenti di aiuto semplici ed efficaci, per sviluppare al meglio e totalmente le proprie grandi potenzialità”.a cura di Alessandra Circi(01 dicembre 2010)