MOLISE
Una legge per l’apertura domenicale dei centri commerciali
Il Consiglio regionale ha approvato la proposta di legge n. 135, d’iniziativa della Giunta regionale, concernente le modifiche alla legge regionale 27 settembre 1999 n.33 che regola la “Disciplina regionale del commercio in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.114”. Tante le polemiche per l’approvazione di questa proposta che comporta l’apertura dei poli di grande distribuzione per ben 35 domeniche l’anno.Domenica, giorno del Signore. A scendere in campo è stato anche mons. Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo metropolita della diocesi di Campobasso-Bojano. Raggiunto dalle telecamere della trasmissione “Il seme della speranza”, ha parlato della nuova legge sul commercio: “Non posso che essere indignato di fronte all’approvazione della legge sul commercio in Molise”. Per il presule, infatti, “trasgredire il riposo domenicale significa dilatare maggiormente il vuoto nelle famiglie e ridurre la nostra società al logoramento consumistico, agli scambi del ‘vendo e compro'”. Il giorno di Dio diventa quindi un nuovo giorno dedito al Dio consumismo. L’apertura domenicale, inoltre, “sarà la fine per molte attività più piccole ma, ancor di più, sarà un reale dramma per il valore delle relazioni interpersonali perché schiacciati dalle aperture dei punti vendita”. Sviluppo e crescita del Molise. Il presidente della Giunta regionale Michele Iorio sostiene che, “con l’approvazione della legge, il Molise ha segnato un importante punto a suo favore nella grande partita dello sviluppo e della crescita. La legge regolamenta la grossa distribuzione, riconoscendone il valore sociale ed economico per la società molisana. È quindi stabilito un nuovo e più flessibile sistema di aperture al pubblico, anche domenicali, che va incontro alle reali esigenze del territorio cercando di liberare al massimo le risorse presenti senza danneggiare o ‘cannibalizzare’ le piccole realtà commerciali. Vengono, in ultimo, affidate ai sindaci alcune responsabilità: fissazione di orari e giorni di apertura per favorire al massimo ogni tipo d’iniziativa, di sviluppo territoriale anche a fini turistici e culturali. Questa legge pone al centro il cittadino cliente, il cittadino operatore commerciale, ma anche il cittadino turista e il cittadino produttore”.Opinioni contrastanti. Legacoop Molise giudica positivamente l’approvazione della legge sul commercio e dalla voce del presidente Giovanni Cefalogli fa sapere: “Finalmente sarà possibile mettere in campo le moderne politiche per il commercio, previste dalla legge che guarda agli interessi dei consumatori, mediando tra le grandi strutture commerciali e i piccoli esercizi”. La Confcommercio Campobasso sta valutando anche la possibilità di un ricorso alla giustizia amministrativa poiché la grande distribuzione molisana non può essere lasciata al solo gioco del mercato, perché la sua forza economica e di capitali altera il normale equilibrio concorrenziale. La sollecitazione per l’apertura di un tavolo di confronto arriva anche da Alfredo Magnifico, segretario della Fisascat Cisl Molise: “Andrebbe fatto un piano d’integrazione con i trasporti per permettere agevolmente di arrivare, anche nei giorni domenicali e festivi, con i mezzi pubblici sul posto di lavoro”. Giulia D’Ambrosio, presidente dell’associazione Commercio attivo, conferma la propria contrarietà all’uso indiscriminato delle deroghe alle aperture domenicali e festive dei negozi e dichiara: “Alle aperture festive va data per essere utile ai consumatori una cadenza regolare e divisa in un calendario diversificato nelle tre macroaree di Campobasso, Isernia e Termoli”.Un regalo alla grande distribuzione. “L’approvazione della legge s’inserisce nel solco culturale del mercato senza regole e asseconda la grande distribuzione organizzata che non conosce festività né diritti ma solo denari e consumatori”. Questo è il commento del consigliere regionale Michele Petraroia in merito al via libera da parte del Consiglio regionale alla nuova normativa sul commercio. Petraroia ricorda che in Germania la Corte costituzionale di Karlsrhue ha disposto la chiusura domenicale dei negozi a Berlino e che nei Paesi più evoluti del Nord Europa e negli Stati Uniti stanno ripensando il modello dei grandi centri commerciali periferici che svuotano i centri storici dei piccoli esercizi con saracinesche abbassate e luci spente. “La grande distribuzione mette in ginocchio i piccoli negozi, svuota le aree interne e determina la crisi e la chiusura di tante micro attività nei nostri Comuni con meno di mille abitanti. Denuncio una legge che si rivolge solo ai più giovani che con le macchine possono spostarsi agevolmente e raggiungere uno o più ipermercati, nel mentre le migliaia di anziani delle micro comunità molisane saranno doppiamente penalizzati perché se chiude il genere alimentari in paese non sapranno come e dove fare la spesa. Una legge sbagliata, figlia dei tempi del profitto dove i diritti degli uomini svaniscono al cospetto del consumo da idolatrare”.a cura di Giovanni Perilli(01 dicembre 2010)