chiese IN BREVE
Svizzera: le Chiese su referendum immigrazioneSì degli Svizzeri all’espulsione sistematica degli stranieri che hanno commesso reato. Chiamati alle urne, gli elettori elvetici hanno approvato l’iniziativa popolare dal titolo “Per l’espulsione degli stranieri che commettono reati” con il 52,9% di voti. Si erano da sempre schierate contro l’iniziativa popolare la Federazione svizzera delle Chiese protestanti e la Conferenza episcopale svizzera che oggi, in un comunicato, affermano di aver preso conoscenza del voto favorevole dato dal popolo svizzero e lanciano quindi un appello affinché “le autorità federali e cantonali attuino l’iniziativa nel rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale, e in accordo con la Costituzione federale”. Ed aggiungono: “Ogni singolo caso deve essere esaminato attentamente” e “quando c’è una minaccia di persecuzioni, torture o altre violazioni dei diritti umani” nel Paese in cui gli stranieri vengono fatti rimpatriare “non ci può essere espulsione”. Per la Federazione delle Chiese protestanti e la Conferenza episcopale è inoltre “importante che non si generi nella popolazione una visione negativa nei confronti dei migranti. La Svizzera deve rimanere uno Stato di diritto affidabile, dove i diritti umani costituiscono il riferimento centrale di ogni atto ufficiale”. Paesi Bassi: mons. Van Luyn accoglie TaizéUn “evento di grande importanza per i Paesi Bassi e per l’Europa”. Così mons. Van Luyn, vescovo di Rotterdam e presidente della Conferenza episcopale dei Paesi Bassi definisce il 33° incontro europeo dei giovani organizzato dalla comunità di Taizé che avrà luogo dal 28 dicembre 2010 al 1° gennaio 2011 nella città olandese, dietro l’invito della Conferenza episcopale, del Consiglio Generale della Chiesa protestante olandese (Pkn) e del Consiglio delle Chiese dell’Olanda. “Incontrandosi per condividere la loro fede – ha detto mons. Van Luyn – questi giovani saranno un segno di speranza e di amore per molti. Questo evento ridarà anche vigore a tutta la regione. Spero che questo incontro promosso in nome di una fede comune e condivisa possa contribuire a costruire una unità tra i giovani di Europa e dare un incoraggiamento alle parrocchie e alle comunità che li accoglieranno”. Dopo Poznan, Bruxelles, Ginevra, Zagabria, Milano, Lisbona, Amburgo, Budapest, Parigi, quest’anno il 33° incontro europeo di Taizé avrà luogo a Rotterdam dove sono attesi circa 30 mila giovani da tutti i continenti. “Con questa nuova tappa del pellegrinaggio di fiducia sulla terra – si legge in un comunicato -, la comunità di Taizé continua il cammino che il suo fondatore, frère Roger, ha iniziato per sostenere i giovani in una ricerca di riconciliazione e di pace, non solo fra cristiani ma anche fra popoli”. “Nello spirito di questo incontro europeo”, l’appuntamento di Rotterdam ruoterà attorno al pensiero di Erasmo, “uno dei suoi illustri cittadini” e “precursore dell’Europa attuale”. I giovani saranno accolti dalle comunità e dalle famiglie di tutta la regione, da Breda a L’Aia, da Gouda a Hoek van Holland. Trascorreranno la mattinata nelle 150 chiese di accoglienza e nel pomeriggio si ritroveranno al parco esposizioni della città (Ahoy), per le preghiere comuni. I temi saranno ispirati alla “Lettera dal Cile” che fr. Alois, priore di Taizé, scriverà dopo l’incontro latino americano, animato dalla comunità di Taizé a Santiago del Cile dall’8 fino al 12 dicembre. Spagna: assemblea plenaria, “Paese dinamico””Conciliare fede e ragione è non soltanto possibile, ma necessario per rispondere ai problemi della modernità”. E’ quanto sottolinea il card. Antonio María Rouco Varela, arcivescovo di Madrid e presidente della Conferenza episcopale spagnola (Cee) a conclusione, il 26 novembre, dei lavori della 96ª Assemblea plenaria. Il presidente della Cee ha ricordato la recente visita di Benedetto XVI a Santiago de Compostela e a Barcellona. “Benedetto XVI – ha osservato il porporato – è venuto per parlare di Dio. La Spagna è un Paese pieno di dinamismo, di forza, capace di rispondere alle molte sfide del momento presente. Si tratta di riscoprire l’originalità del cristianesimo che si basa sull’incontro con una Persona, il Cristo, che dona un nuovo orizzonte alla vita e con questo un orientamento decisivo. Ecco cosa vuole dire nuova evangelizzazione in Spagna e in Europa”. Riprendendo il pensiero di Benedetto XVI, il porporato ha precisato che relegare Dio nell’ambito del privato significa “mettere in pericolo la sopravvivenza dell’Europa, di una società democratica, di uno Stato di diritto”. Il cardinale ha anche ricordato alcuni argomenti fondamentali dei piani di evangelizzazione approvati dai vescovi spagnoli. Infine ha suggerito per i tempi attuali tre obiettivi pastorali: la formazione nella fede per i bambini, i giovani e gli adulti; l’insegnamento del Vangelo del matrimonio e la famiglia; la riscoperta della celebrazione eucaristica domenicale. L’arcivescovo nel riferirsi poi alla pubblicazione dell’esortazione postsinodale Verbum Domini, ha espresso soddisfazione per una felice coincidenza: a breve, uscirà la versione ufficiale delle Sacre Scritture in lingua spagnola, un testo che progressivamente sarà introdotto nei testi liturgici.