Taizé

In 30.000 a Rotterdam

Dal 28 dicembre al 1° gennaio il “pellegrinaggio di fiducia sulla terra”

La città portuale di Rotterdam sarà per alcuni giorni, dal 28 dicembre al 1°gennaio, il centro spirituale dell’Europa: sono infatti 30.000 i giovani attesi per il 33° incontro europeo organizzato dalla comunità di Taizé (www.taize.fr/it), su invito della Conferenza dei vescovi dell’Olanda, del Consiglio Generale della Chiesa protestante olandese (Pkn) e del Consiglio delle Chiese dell’Olanda. Gli organizzatori sottolineano che il "pellegrinaggio di fiducia sulla terra", così si chiama l’iniziativa, "prosegue il cammino che il fondatore, frère Roger, ha iniziato per sostenere i giovani in una ricerca di riconciliazione e di pace, non solo fra cristiani ma anche fra popoli". I ragazzi, che provengono anche da altri continenti, saranno ospitati nelle comunità e nelle famiglie di tutta la regione: al mattino saranno nelle 150 chiese di accoglienza e nel pomeriggio si ritroveranno al parco esposizioni della città, Ahoy, per i pasti e le preghiere comuni. Negli incontri pomeridiani i giovani saranno invitati a riflettere sulle sorgenti della fede, sul loro impegno al servizio di Cristo nella Chiesa e nella società, e su alcuni spunti tratti dalla "Lettera dal Cile" del priore frère Alois, che sarà pubblicata dopo l’incontro per i giovani che la comunità organizza nel paese latino-americano dall’8 al 12 dicembre. L’appuntamento di Rotterdam segue quelli che si sono svolti, dopo la prima edizione del 1978 a Parigi, in varie città europee, le ultime delle quali sono state Poznan, Bruxelles, Ginevra, Zagabria, Milano, Lisbona, Amburgo, Budapest, senza dimenticare Roma. La città olandese, patria del filosofo, del XVI secolo, Erasmo, sostenitore della "pace della cristianità", della "concordia della Chiesa", e della riconciliazione fra i popoli, è stata scelta perché da un latro è inserita in un contesto fortemente secolarizzato, e, dall’altro, è rappresentativa della nuova società multiculturale e multireligiosa europea, dato che circa il 25 per cento della popolazione è di religione musulmana.Incoraggiamento per l’Olanda e per l’Europa. “Un tale avvenimento è molto importante per l’Olanda, per l’Europa e per le chiese”, e i giovani che “condivideranno e vivranno la loro fede saranno un segno di speranza e amore per molti”. Lo ha dichiarato mons. Adrianus van Luyn, vescovo di Rotterdam e presidente Comece, a proposito dell’incontro organizzato nella città olandese. Il prelato si augura che un appuntamento in cui tanti giovani “si ritrovano nel nome di una fede comune e condivisa, contribuirà a costruire unità tra i giovani d’Europa e sarà un incoraggiamento per le nostre parrocchie e le nostre comunità, che accoglieranno molti dei partecipanti per alcuni giorni, a continuare ad annunciare il Vangelo e, con i giovani, a mettersi al servizio della società”. Mons. van Luyn si è detto certo che “la città e la regione, e non solo le nostre chiese, beneficeranno di effetti positivi di questo incontro, in modo che il nostro cammino comune verso l’avvenire sia un ‘pellegrinaggio di fiducia”.Uniti al di là delle frontiere. Il segretario della Chiesa protestante in Olanda, Arjan Plaisier, ha sottolineato che la comunità di Taizé, “riunisce giovani e meno giovani, al di là delle frontiere” che “è un po’ il senso dell’Europa: scoprirsi gli uni gli altri al di là delle frontiere”; in questo “ci può aiutare a scoprire ciò che tutti noi cerchiamo, ma che non troviamo spesso: l’appartenenza a una comunità. Infatti essa è basata su dei valori e su una fede che non portano a escludere ma a unire”.La religione non va bandita dai “domini pubblici”. E’ “fantastico” avere “un tale avvenimento a Rotterdam” ha detto il sindaco della città, Ahmed Aboutaleb, (musulmano, di origine marocchina e figlio di immigrati) in un discorso alla radio della Chiesa cattolica olandese. Aboutaleb è convinto che l’incontro sarà una “spazio di riflessione su questioni profonde” di cui “abbiamo bisogno” perché “una società senza spiritualità ha in sé come una parte d’ombra”. Il sindaco ha anche affermato che “talvolta si sente dire dalla gente che la spiritualità e la religione devono essere bandite dai domini pubblici” ma “la religione non è un mantello che si può togliere quando si è tra gli altri nello spazio pubblico. Questo mantello lo si ha sempre con sé, fa parte delle proprie origini, della propria identità e, per la maggior parte della gente, anche dei propri valori”. Per Aboutaleb la religione “non toglie nulla alla neutralità del governo, che non significa che quest’ultimo non si interessi alle ragioni della gente e che non faccia nulla per il movimento del mondo. È possibile essere un buon cittadino sotto differenti aspetti che fanno di una persona un vero essere umano, con un’identità costruita su tutto ciò che ha per noi un valore”.