festa di sant'andrea

Unire gli sforzi

Scambi di messaggi tra papa Benedetto XVI e il patriarca Bartolomeo I

E’ stato il card. Kurt Koch a guidare quest’anno per la prima volta la delegazione della Santa Sede per la festa di sant’Andrea (30 novembre), patrono del Patriarcato ecumenico, nel quadro dell’annuale scambio di delegazioni per le rispettive feste dei santi patroni. Il presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani era accompagnato dal segretario del dicastero, mons. Brian Farrell, e dal reverendo Andrea Palmieri. A Istanbul si è unito alla delegazione della Santa Sede il nunzio apostolico in Turchia, mons. Antonio Lucibello. La delegazione ha preso parte alla solenne divina liturgia, presieduta da Bartolomeo nella chiesa patriarcale del Fanar, e ha avuto un incontro con il Patriarca e con la commissione sinodale incaricata delle relazioni con la Chiesa cattolica. Il card. Koch ha consegnato al patriarca ecumenico un messaggio autografo del Papa, di cui ha dato pubblica lettura, accompagnato da un dono. Il messaggio di Benedetto XVI. Il pontefice ha chiesto al Patriarca di continuare ad unire gli sforzi per una comune testimonianza del Vangelo nel mondo di oggi. La Festa di Sant’Andrea – scrive infatti il Papa – è “un forte invito” a “divenire annunciatori instancabili della fede in Cristo, con la parola e la testimonianza della vita”. Ed ha aggiunto: “In questo nostro tempo, tale invito è urgente come non mai e interpella tutti i cristiani. In un mondo segnato da una crescente interdipendenza e solidarietà, siamo chiamati a proclamare con rinnovata convinzione la verità del Vangelo e a presentare il Signore Risorto come la risposta alle più profonde domande e aspirazioni spirituali degli uomini e delle donne di oggi. Per poter riuscire in questo grande compito, dobbiamo continuare a progredire sul cammino verso la piena comunione, mostrando di avere già unito i nostri sforzi per una comune testimonianza al Vangelo di fronte agli uomini del nostro tempo”. Per questa ragione il Papa ha voluto esprimere anche la sua “sincera gratitudine” al Patriarcato Ecumenico per “la generosa ospitalità offerta lo scorso ottobre sull’isola di Rodi ai Delegati delle Conferenze Episcopali d’Europa, che si sono riuniti con rappresentati delle Chiese Ortodosse d’Europa per il II Forum cattolico-ortodosso sul tema ‘Rapporti Chiesa – Stato: prospettive teologiche e storiche”. Le parole del Patriarca. “Le Chiese di Roma e di Costantinopoli sono obbligate a ricucire il legame di comunione per dimostrare di essere degne dell’eredità lasciata dagli apostoli Pietro e Andrea”: sono le parole usate dal patriarca Bartolomeo I nell’accogliere la delegazione vaticana, definita “un segno dei fraterni legami di amore e stima tra noi”. Nel suo lungo discorso, il Patriarca ha ricordato i 50 anni di vita e di attività ecumenica del Pontificio Consiglio, ripercorrendone la storia e i suoi protagonisti. Bartolomeo ha sottolineato l’importanza del “dialogo teologico ufficiale tra le Chiese” e “questo perché – ha detto – l’unità nell’amore non è sufficiente se non è simultaneamente un’unità nella fede e nella verità”. Il Patriarca ha quindi assicurato i membri della delegazione vaticana che “è unanime decisione di tutte le Chiese ortodosse autocefale mantenere questo dialogo teologico, al fine di esaminare, con amore e con sincerità, le questioni teologiche che ci uniscono ma anche che ci dividono, affinché possiamo tutti arrivare all’unità di fede”. “Seguendo con aumentato interesse lo sviluppo di questo dialogo teologico – ha detto il Patriarca – noi preghiamo per il suo successo, soprattutto in questa fase attuale nella quale si stanno discutendo le questioni controverse che nel passato hanno provocato un conflitto acuto tra le nostre Chiese”. A questo proposito, secondo Bartolomeo I, la recente sessione plenaria della Commissione di dialogo a Vienna sotto la presidenza congiunta del card. Koch e del Metropolita Giovanni di Pergamo “ha rivelato le difficoltà esistenti ma al tempo stesso anche la disponibilità e la decisione di tutti i membri della Commissione a superare queste difficoltà con amore e con al fedeltà alla dottrina e alla vita della Chiesa trasmessaci dal primo Millennio per proseguire nelle loro risoluzioni”. Ricordando quindi gli Apostoli Pietro e Andrea, il Patriarca a esortato le Chiese di Roma e Costantinopoli a ricercare “il legame di comunione”. Ed ha concluso: “Anche oggi, posto di fronte ad ostacoli ingenti, il mondo cerca redenzione e salvezza. Coloro che predicano Cristo e sono separati gli uni dagli altri, non potranno convincere il mondo”. “Fedeli all’autentico e autorevole messaggio degli Apostoli – ha concluso – siamo chiamati a trasmettere questo messaggio parlando al mondo contemporaneo con un’unica bocca e un unico cuore”.