GIOVANI EUROPEI
La Chiesa nell’incontro a Loreto dal 5 al 10 dicembre
L’incontro con Gesù dona “pace e libertà” ed aiuta i giovani “ad orientare le loro scelte di vita”. Lo scrive il card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato, a nome di Benedetto XVI, in una lettera che è stata letta il 7 dicembre ai partecipanti al Forum dei giovani europei (www.giovaniloreto.it). L’evento è stato organizzato nel contesto delle celebrazioni per il decennale del Centro Giovanni Paolo II di Loreto e vede la partecipazione circa 120 ragazzi di una ventina Paesi europei, indicati dalle Conferenze episcopali nazionali. “Per percorrere questo cammino – è scritto nel testo – occorre porsi con animo aperto, disponibile al confronto con gli altri, pronto a mettersi in discussione e a dialogare con onestà intellettuale e rettitudine di coscienza, sapendo che il confronto reciproco costituisce sempre una reale occasione di crescita. Attraverso questi incontri, molti giovani hanno compiuto un itinerario di maturazione umana e relazionale, sono giunti ad una maggiore conoscenza di sé stessi e anche ad un’accresciuta consapevolezza della presenza del Signore Gesù nella loro vita”. Casa/Chiesa, desiderio e paura. I primi due interventi sono stati di mons. Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina, assistente generale dell’Azione cattolica italiana e presidente della Commissione Cei per il laicato e di mons. Giancarlo Bregantini, arcivescovo di Campobasso e presidente della commissione Cei per la pastorale del lavoro. “Il desiderio di una casa”, ha affermato il primo, è, per i giovani, “desiderio di una vita piena”. Ma che cos’è la casa? Nell’esperienza di ogni uomo “è il corpo della madre, il primo luogo di accoglienza, di pace e di serenità”. La casa è poi, principalmente, “la famiglia”. Poi arriva il “sogno di costruire una nuova casa”. Infine sorge “la nostalgia di una casa ancora più bella” e “definitiva” che “è Gesù”. L’arcivescovo Bregantini ha invitato i giovani a “costruire la vostra vita nella Chiesa e con la Chiesa”, che è la “casa di Dio”. “È facile dire ‘Cristo sì, Chiesa no’ come si affermava nel ’68” ha sottolineato mons. Bregantini, che ha ricordato: “Anche io ero tutto proteso verso un incontro diretto con Cristo. Ma se l’ho incontrato è stato tramite la Chiesa, pur così imperfetta e limitata” “La Chiesa – ha poi notato – ci raccoglie fragili, ci prende grezzi, ci accoglie peccatori. Ma posti l’uno accanto all’altro, sullo stesso fondamento che è il Cristo, quei mattoni, cioè i nostri cuori, si fanno bellezza e luminosità”. La preghiera che “ci ha cambiati”. Dai laboratori sono emerse esperienze particolari, come quella ecumenica e interreligiosa di Annette Hansen, ventinovenne di Ringsted, in Danimarca. “Ogni tre mesi – ha raccontato – facciamo un incontro di preghiera ed adorazione eucaristica chiamato ‘Lux mundi’. Vengono cattolici, protestanti e anche musulmani, attirati e incuriositi da questo momento di spiritualità. Arrivano anche dei giovani atei: è un’iniziativa comune di tutte le diocesi, nel mio Paese i cattolici sono pochi, 35.000, su 8 milioni di abitanti, che ci ha cambiato tutti”. La storia della ragazza è particolarmente legata a Loreto, “dove sono stata per la prima volta sette anni fa, spinta da mia madre, protestante: io non credevo ma nella Santa Casa ho provato un’emozione fortissima, che poi mi ha spinto a un cammino di conversione. Ora, con una mia sorella laica consacrata, stiamo per aprire la nostra casa all’accoglienza dei giovani che vorranno venire”.Viene da un Paese in cui, invece, l’88 per cento della popolazione è cattolica, Marta Grkovic, 21 anni, di Zagabria, in Croazia. La ragazza, dopo le Gmg di Colonia e Sydney e il pellegrinaggio di speranza della Comunità di Taizé proprio a Zagabria tre anni fa, ha detto di aver “sentito una spinta, qualcosa che mi diceva che dovevo darmi di più”. Così “dato che nel mio Paese la maggioranza è cattolica ma molti giovani non sono praticanti, ci è venuta l’idea di costituire una specie di coordinamento, a livello nazionale, di tutte le pastorali giovanili diocesane, per lavorare meglio e di più, insieme”. Intanto all’orizzonte c’è la Giornata mondiale della Gioventù a Madrid, per cui Grkovic si sta impegnando a livello parrocchiale e diocesano con concerti, workshop in Avvento e persino un corso di danza o offerta: “Stiamo cercando di raccogliere fondi per il viaggio – ha sottolineato lo giovane croata – perché tutti vogliono venire, ma molti non se lo possono permettere”.Il programma. L’appuntamento di Loreto si è aperto con i saluti di padre Eric Jacquinet, responsabile sezione Giovani del Pontificio Consiglio per i laici, di don Ferenc Janka, vice-segretario generale Consiglio delle conferenze episcopali europee e di don Nicolò Anselmi, responsabile del Servizio nazionale Cei per la pastorale giovanile. I giovani sono stati accolti nella Basilica lauretana dall’arcivescovo, mons. Giovanni Tonucci mentre per la solennità della Beata Vergine di Loreto i giovani hanno incontrato il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei.