CHIESE IN BREVE
Svizzera: solidarietà ai cristiani perseguitatiLa solidarietà ai cristiani iracheni perseguitati e i simboli religiosi nei luoghi pubblici sono stati i due principali temi al centro dei lavori dell’assemblea ordinaria della Conferenza episcopale svizzera (Ces), che si è svolta nei giorni scorsi a Viège. I presuli hanno denunciato “una forte ostilità manifestata contro i simboli religiosi nei luoghi pubblici” e ritengono che si tratti di una “corrente d’opinione che vuole confinare la religione alla sfera privata. È con soddisfazione che la Ces – hanno proseguito – ha preso atto che la maggioranza della popolazione sostiene la presenza dei simboli cristiani, in particolare i Crocifissi, nei luoghi pubblici”. La maggioranza, inoltre, riconosce che “con l’abolizione di questi simboli si corre il rischio di minare le fondamenta cristiane della nostra società e del nostro modo di vivere insieme senza costrizione”. Ne consegue il diritto di testimoniare pubblicamente e di vivere la fede attraverso segni visibili. “La libertà di credo e di coscienza – hanno aggiunto – è garantita solo se le espressioni di fede e i loro segni sono tollerati. Il divieto di esporre il Crocifisso nei luoghi pubblici non sarebbe espressione di tolleranza, ma di intolleranza poiché impedisce in pubblico l’espressione della fede cristiana”. La Conferenza episcopale svizzera ha poi espresso preoccupazione per le condizioni in cui sono costretti a vivere i cristiani in Iraq e hanno espresso la loro profonda solidarietà. “Siamo scioccati dalla situazione dei cristiani in Iraq”, si legge in un messaggio dell’episcopato elvetico, nel quale si parla dell’attacco sanguinoso avvenuto il 31 ottobre nella Chiesa siro-cattolica di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso di Baghdad, a causa del quale hanno perso la vita 58 fedeli. “L’attacco sembra rappresentare il culmine di una lunga serie di attentati contro la vita dei cristiani e di altre minoranze religiose. Questi atti di persecuzione – prosegue il comunicato della Ces – non sembrano volersi fermare. La vita dei cristiani in Medio Oriente, purtroppo, continua a peggiorare e a essere continuamente minacciata”. I vescovi svizzeri hanno ricordato il Sinodo speciale dei vescovi per il Medio Oriente dello scorso ottobre, fortemente voluto da Papa Benedetto XVI, a margine del quale è stato lanciato un accorato appello alla giustizia, alla pace, al rispetto dei diritti umani e alla libertà religiosa in tutto il Medio Oriente. La Conferenza episcopale ha quindi ringraziato tutte le organizzazioni umanitarie che assistono i cristiani cattolici che si trovano in Iraq e anche quelli costretti ad andare in esilio nei Paesi vicini, come Giordania, Libano e Siria. Infine, i vescovi hanno ribadito che il più forte sostegno che si può offrire ai cristiani iracheni è la preghiera e hanno invitato le parrocchie a celebrare la messa o altre funzioni liturgiche per tutti i perseguitati e i martirizzati a causa della loro fede.Irlanda: impegno di solidarietàProsegue l’impegno dei vescovi irlandesi per sostenere la popolazione in tempo di grave crisi finanziaria, condividendone preoccupazioni e problemi. “Scrivo – si legge in una lettera che il vescovo di Ferns, mons. Denis Brennans ha inviato ai suoi fedeli – per condividere con voi i sentimenti di paura e incertezza che molti di voi vivono in questa situazione e che può determinare il nostro futuro. Ci troviamo in uno scenario in rapida evoluzione sia a livello nazionale che internazionale di cui non abbiamo mai fatto esperienza prima nella nostra vita. Molte persone sentono un senso di impotenza, e di fronte alle forze globali che ci investono, si ha la sensazione che non ci sia nulla che possiamo fare. Ciò è comprensibile, soprattutto sulla scia degli sviluppi sorprendenti delle ultime settimane. Siamo stati tutti sconvolti dal rapido declino delle nostre ricchezze”. Il vescovo ha quindi lanciato una proposta di solidarietà collettiva: “in tempi come questi, abbiamo bisogno di aiutarci a vicenda, per quanto possiamo. I gruppi parrocchiali, le organizzazioni possono svolgere un ruolo fondamentale, creando comunità e un senso di appartenenza”. Il vescovo ha quindi ricordato la colletta annuale della San Vincenzo de’ Paoli che si terrà nelle parrocchie irlandesi dal 5 al 12 dicembre. Sarà una “occasione – ha detto il vescovo – per offrire speranza attraverso l’aiuto”. Belgio: il 12 dicembre la “luce di Betlemme” Una luce proveniente da Betlemme arriverà domenica 12 dicembre in Belgio. E’ stata accesa a Betlemme nella casa grotta di Gesù ed ha percorso più di 3.000 chilometri. Domenica 12 raggiungerà la Chiesa di Garnstock, a Eupen. Da lì, proseguirà il suo cammino tra i gruppi e le parrocchie che vorranno accogliere la luce santa nella loro comunità. L’iniziativa nasce nel 1986 e fu avviata da una trasmissione televisiva austriaca (ORF). Da allora le Guide e gli Scouts hanno adottato questa idea, diffondendo la luce di Betlemme come segno di pace in molti Paesi europei dall’Italia alla Lituania. Nel 1996 la luce della pace giunse per la prima volta in Belgio. sempre per iniziativa degli Scout che quest’anno hanno scelto come tema: “la luce porta la pace”.