CHIESE IN BREVE
Ucraina: il card. Husar richiama all’unità”Il principale compito per tutti noi, cattolici, ortodossi e protestanti, è risvegliare il desiderio di unità, ma temo che il desiderio di raggiungere la vera unità sia troppo debole”, altrimenti “la avremmo già conseguita”. Lo ha affermato nei giorni scorsi il card. Lubomyr Husar, arcivescovo maggiore di Kiev, nel suo intervento alla conferenza “Natura e manifestazioni dei rapporti fra le diverse denominazioni in Ucraina”, promossa a Kiev dal Comitato statale per gli affari nazionali e religiosi, il Dipartimento di studi religiosi dell’Accademia nazionale delle scienze ed altre istituzioni religiose, scientifiche e pedagogiche. Riferendosi in particolare alle relazioni tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse in Ucraina, il patriarca ha osservato che “non siamo preparati a sacrificarci abbastanza per raggiungere una reale unità cristiana” e ciò vale per “tutti noi cristiani, di entrambe le parti”, ed ha chiesto di superare lo stereotipo secondo il quale la Chiesa greco cattolica è la causa delle “divergenze di vedute” tra “il patriarcato di Mosca e il Papa di Roma”. Soffermandosi poi sul lavoro svolto a partire dagli anni’70 all’interno dello specifico Comitato per l’unità tra cattolici e ortodossi, il card. Husar ha osservato che esso “funziona solo a livello di teologi e vescovi, mentre dovrebbe coinvolgere tutte le componenti delle due comunità, ossia tutta la popolazione”. Dal patriarca la sottolineatura che oggi “i greco-cattolici sono chiamati a rappresentare la posizione dei cristiani d’Oriente e a costituire un ponte tra Est e Ovest”, e il rammarico infine per l'”ineguale trattamento” delle Chiese da parte dello Stato e per la mancata soluzione del problema della restituzione dei beni ecclesiastici “confiscati durante il regime sovietico”.Francia: la conoscenza della Bibbia per i giovaniLa Settimana biblica francese (28 novembre – 4 dicembre) è stata un’occasione per favorire una conoscenza della Sacra Scrittura in prospettiva ecumenica, con un percorso di nove tappe di lettura comune dalla Genesi all’Apocalisse. Il percorso, pensato per le comunità cristiane locali, ha coinvolto nella fase di progettazione dei gruppi impegnati nel campo dell’annuncio e della lettura della Bibbia. Quest’anno la Settimana biblica si è rivolta ai giovani: una scelta nata dal desiderio di presentare il progetto ZeBible che prevede, per il maggio 2011, la pubblicazione di un’edizione della Bibbia per i giovani dai 15 ai 25 anni, corredata da strumenti in grado di avvicinare i ragazzi alla lettura e all’approfondimento del testo biblico. A questa edizione verrà affiancata anche una versione on line, all’interno di uno spazio di dialogo e di riflessione sulla rete, nel quale approfondire e discutere della Bibbia. Il progetto è nato all’interno dell’Abf (Alleanza biblica francese) con il sostegno di circa dodici istituzioni, tra cui Unione Chiese protestanti d’Alsazia, Lega per la lettura della Bibbia, Fondazione gioventù avventista, Provincia francescana di Francia, Associazione scout e guide, Assemblea vescovi ortodossi di Francia. Nella realizzazione del piano, spiega una nota, “si è cercato di andare incontro ai giovani, facendo ricorso a strumenti e a luoghi, come il mondo virtuale di internet, che sono più familiari a questa generazione, in modo da favorire il dialogo a partire dall’assunzione dei nuovi mezzi di comunicazione senza incorrere in inutili banalizzazioni, ma proponendo la ricchezza e la profondità della Bibbia”.Svizzera: pellegrinaggio ed Europa cristiana500 pellegrinaggi e oltre 60 mila partecipanti che hanno riscoperto la loro fede e l’eredità cristiana dell’Europa che passa attraverso Santiago de Compostela, Roma, Einsiedeln, le grandi abbazie e i santuari del Vecchio Continente. Sono i numeri dell’Opera diocesana di Lugano, nata 35 anni fa, grazie all’impegno di alcuni ex dirigenti dell’Azione cattolica, che continuarono l’opera di mons. Leber. A parlarne a SIR Europa, a margine di un convegno sul pellegrinaggio a Istanbul, è uno dei fondatori, Carlo Franscini, secondo il quale il pellegrinaggio è “uno strumento al tempo stesso antico e nuovo, che permette di riavvicinare la gente alla propria fede” e serve inoltre a “farci sentire, corpo di questa Europa cristiana che viene misconosciuta dai politici e dalle stesse nazioni”. Franscini traccia una fotografia della Chiesa in Svizzera: “Mentre in Ticino sembra tenere, nel cantone tedesco si registrano diverse criticità” e “in quello francese predomina una certa tiepidezza”. “Una luce si è accesa grazie a Benedetto XVI, che il 20 novembre ha creato cardinale un nostro vescovo, mons. Kurt Koch”. Nonostante le difficoltà “la Conferenza episcopale svizzera è sempre presente nella vita del Paese e quando necessario si pronuncia molto chiaramente. Come avvenuto in occasione della votazione del 28 novembre sull’iniziativa popolare per chiedere l’espulsione immediata per gli stranieri che infrangono la legge (approvata con il 52,9% di voti, ndr.)”.