UNITÀ EUROPEA

Pensare e agire in grande

Le Fondazioni Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer

“Rafforzare i vincoli di collaborazione culturale tra Italia e Germania e approfondire il dialogo italo-tedesco sul concetto di unità nazionale, ampliandolo a livello europeo e orientandolo verso il futuro”, per contribuire “al cammino verso l’unità europea” e alla creazione di “quella consapevolezza di casa comune che ancora manca”. Questo l’obiettivo della conferenza internazionale “Unità: Storia – Mito – Visione”, che la Fondazione Alcide De Gasperi e la Fondazione Konrad Adenauer hanno promosso il 16 dicembre a Roma, presso la Camera dei deputati, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Ad illustrarlo a SIR Europa è Maria Romana De Gasperi, figlia del grande statista italiano e vicepresidente della Fondazione a lui intitolata. “Bisogna far sì che l’Europa rimanga all’ordine del giorno, come era solito affermare mio padre”, ha aggiunto la signora De Gasperi a margine dell’incontro.Italia e Germania. “Quale contributo potrebbero offrire Italia e Germania” perché “non si perda d’occhio il grande obiettivo dell’unità europea ma ci si avvicini passo dopo passo? E’ l’interrogativo posto da Christian Wulff, presidente della Repubblica federale tedesca, nel suo saluto ai partecipanti. “Nel mondo di domani, alla cui formazione contribuiscono ormai anche i Paesi emergenti di tutti i continenti – ha proseguito – come possiamo conservare i nostri valori europei e propagandarli?”. Nel suo messaggio, il presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano si dice convinto che “un’analisi comparata delle vicende dei due Paesi, individuando le affinità e le differenze nella percezione del processo unitario”, contribuisca “a dare nuovo impulso alle relazioni istituzionali e culturali”.Facce della stessa medaglia. “La visione dell’unità europea fondata sulla pace, la libertà e la democrazia non è nata a Bruxelles o a Roma; essa ha visto la luce 175 anni fa con il sogno della nascita dello Stato tedesco all’interno di una federazione europea” poiché “l’unità della Germania e quella dell’Europa sono le facce di una stessa medaglia”. Ad affermarlo è lo storico e giurista Jurgen Rüttgers, già primo ministro tedesco. Presentato poco prima dagli organizzatori dell’incontro come “uno dei più strenui sostenitori e accompagnatori della riunificazione della Germania”, il giurista ha fatto notare che oggi il suo Paese “sembra privo di miti fondativi”. Eppure, “la risposta alla ricerca di mito della Germania odierna è nella forza di quella ‘rivoluzione pacifica’ per la riunificazione, durante la quale la gente ha anche pregato con le candele in mano”. “Coraggio” e “visione”, fondamentali a Berlino, ha concluso Rüttgers, “sono ciò di cui anche oggi ha più bisogno l’Europa”.“Con” e “per” i cittadini. “Pietra miliare nella costruzione europea è il Trattato di Lisbona che rende l’Ue più democratica, trasparente ed efficace, ma rimane ancora lungo il cammino da percorrere”. Così Hans-Gert Pöttering, presidente della Fondazione Adenauer (Kas) e già presidente del Parlamento europeo. Nella sua relazione letta dal presidente del circolo degli amici della Kas Roma, Thomas Jansen, anziché dallo stesso Pöttering impossibilitato ad intervenire per un improvviso lutto, il presidente della Fondazione ha preso atto dell’opinione diffusa secondo la quale “a livello europeo non disponiamo ancora di un mito di fondazione condivisa”, ma si è detto viceversa convinto dell’esistenza di “una narrazione collettiva della costruzione europea”, che forse “deve essere resa più visibile”. Per “essere sorgente e stimolo per il futuro, l’idea di Europa va fortemente ancorata nella nostra coscienza, perché, come affermava Monnet, senza una visione i popoli sono destinati a sparire”. Secondo Pöttering, oggi occorre “far sì che l’Ue venga percepita dai suoi abitanti non come struttura burocratica ma come comunità di valori; essa non può essere creata ‘contro’ i cittadini, ma ‘con’ e ‘per’ i cittadini”.Investire sui giovani. “27 Stati membri, oltre 500 milioni di abitanti, il più grande mercato interno del mondo, una moneta unica in 16 Paesi”. Questa, ha sottolineato Thomas Jansen, già segretario generale del Ppe e presidente del circolo degli amici della Fondazione Adenauer Roma, “è oggi l’Europa, ma la sua storia dura almeno da duemila anni”. L’Ue, ha dichiarato Jansen a SIR Europa, è sinonimo di “pace, democrazia, libertà, stato di diritto, rispetto dei diritti umani”, ma c’è il rischio che i giovani diano “questi traguardi per scontati”. Di qui l’importanza di sensibilizzarli, ma anche di “coinvolgerli e investire su di loro per il futuro del progetto europeo”. Del resto, ha concluso rievocando la propria esperienza di docente presso la Facoltà di Scienze internazionali dell’Università di Gorizia, “tra i giovani non mancano europeisti convinti, motivati e competenti”. Oggi, ha esortato da parte sua il presidente della Camera Gianfranco Fini, “occorre guardare avanti valorizzando il respiro universale delle identità nazionali” per “far sì che la ricerca dell’identità dei popoli si trasformi nella ricerca di valori condivisi in ambito europeo”.