UNIONE EUROPEA
Dal 1° gennaio: presidenza ungherese ed Estonia in Eurolandia
La “tigre baltica” raggiunge Eurolandia mentre Budapest assume la presidenza di turno del Consiglio dei ministri dell’Unione europea. Sono le due principali novità “istituzionali” dell’Ue in questi primi giorni del 2011, assieme all’esordio delle tre nuove autorità per la sorveglianza finanziaria e al battesimo dell’Anno europeo del volontariato.Passaggio all’euro: tutto regolare. L’Estonia è diventata, il 1° gennaio, il diciassettesimo Paese ad adottare la moneta unica, confermando il buon grado di preparazione sia a livello di dati macroeconomici sia sul piano della gestione monetaria corrente. Allo stesso modo erano stati gestiti efficacemente anche i più recenti allargamenti della zona dell’euro: Slovenia (2007), Cipro e Malta (2008) e Slovacchia (2009). “Dopo i primi due giorni con la nuova moneta, il 28% dei cittadini intervistati dichiara di avere già solo o principalmente banconote in euro nel portafogli”, ha attestato un’indagine-flash di Eurobarometro, diffusa il 3 gennaio. Secondo la Commissione Ue, il passaggio alla nuova valuta è avvenuto “con successo”. Per aiutare i consumatori, “i dettaglianti – segnala la Commissione – hanno iniziato a indicare i prezzi nelle due valute il 1° luglio 2010 e dovranno continuare a farlo fino al 20 giugno 2011”. La precedente moneta, la corona, sarà gradatamente eliminata e sostituita al termine di una fase transitoria di due settimane. Secondo l’indagine effettuata da Eurobarometro, “circa il 26% dei pagamenti nei negozi sono stati effettuati in euro e oltre il 90% dei clienti hanno ottenuto il resto in euro” sin dai primi giorni. Nessun particolare problema è stato rilevato dalle banche – aperte anche nei giorni festivi per facilitare il passaggio valutario – e dalle attività commerciali.“Non si può riposare sugli allori”. Lo scorso agosto i commercianti al dettaglio, le banche e le amministrazioni pubbliche erano stati mobilitati, con appositi accordi, per non aumentare i prezzi e le tariffe dopo il cambio della moneta, “se non per coprire effettivi aumenti dei costi”. A novembre, segnala ancora la Commissione, gli estoni hanno ricevuto dei foglietti esplicativi e due schede “con una tavola di conversione corona-euro e con una spiegazione delle caratteristiche delle banconote da controllare per accertarsi che non siano false”. Ora l’agenzia statale per la tutela dei consumatori “controllerà le imprese, i negozi e i prezzi e denuncerà pubblicamente eventuali serie violazioni delle norme”. Sempre secondo l’Esecutivo, l’Estonia “non può riposarsi sugli allori. Come diciassettesimo Paese dell’area dell’euro, dovrà attuare politiche in materia di debito e di disavanzo di bilancio che assicurino la crescita economica, la creazione di posti di lavoro e un tasso d’inflazione stabile”. Budapest alla presidenza di turno. Victor Orban, primo ministro ungherese, sta invece mettendo a punto gli ultimi dettagli della presidenza di turno. Per la prima metà dell’anno deterrà infatti la guida del Consiglio dei ministri dei 27 e dovrà collaborare strettamente con la presidenza “stabile” del Consiglio europeo, affidata a Herman Van Rompuy, con la Commissione e con l’Europarlamento. Il 7 gennaio è fissato l’incontro con l’Esecutivo, guidato dal presidente José Manuel Barroso, mentre il 19 gennaio è atteso a Strasburgo per presentare il programma agli eurodeputati. Sono quattro i punti principali dell’agenda di Orban. Il primo riguarda la “crescita economica per salvaguardare il modello sociale europeo”. Nel dettaglio si afferma di voler stabilizzare l’economia continentale dopo le turbolenze dovute alla crisi: Orban ha in più occasioni affermato di credere in una ripresa che “si focalizzi sulla competitività e la creazione di posti di lavoro”. Il modello sociale europeo comprende però diversi elementi di solidarietà: in questo senso il premier indica la lotta alla povertà infantile e l’integrazione dei rom, particolarmente numerosi nel suo Paese. Cittadini, allargamento, vicinato. Il secondo elemento del programma parla di una “Europa più forte”, che Orban declina in tre politiche settoriali: l’alimentazione (e quindi la revisione della politica agricola), l’energia (approvvigionamenti) e l’acqua (risorse idriche). Nella visione ungherese del semestre spicca, al terzo posto, la creazione di “una Unione vicina ai cittadini”. Qui Orban intende rafforzare l’impegno comune nel campo della sicurezza (Programma di Stoccolma), della libera circolazione (allargamento di Schengen a Romania e Bulgaria), la protezione dei diritti fondamentali e la valorizzazione delle diversità culturali “come valore europeo da proteggere”. Al quarto punto del programma figurano l’allargamento e la politica di vicinato: il governo di Budapest volge l’attenzione ai Balcani e alla “dimensione orientale” della politica di vicinato, per la quale annuncia un summit speciale che sarà organizzato in Ungheria nel maggio 2011.