Terremoto ad Haiti: l’impegno europeo nel 2011Oltre 220mila morti; 1,7 milioni di persone senza casa; infrastrutture, scuole e ospedali resi per la maggior parte inutilizzabili oppure distrutti dalla furia del sisma. A un anno dal terremoto che ha colpito Haiti (12 gennaio 2010), e in particolar modo la capitale, Port-au-Prince, con danni totali calcolati in 7,8 miliardi di dollari, cifra pari al Pil haitiano, la Commissione ha fatto il punto su quanto è stato realizzato in questi 12 mesi, ha sottolineato i “numerosissimi problemi che devono essere affrontati”, a partire dal colera fino alla ricostruzione di lungo periodo, segnalando infine gli interventi che l’Ue e i suoi Stati membri si apprestano a realizzare nel corso del 2011. “Gli interventi che hanno avuto luogo nei mesi seguenti la catastrofe si sono concentrati sui bisogni primari della popolazione: acqua, cibo, abitazioni e assistenza medica”. La Commissione Ue osserva: “Gli ostacoli all’aiuto immediato e di medio e lungo termine non sono pochi. La scala del disastro ha stremato le infrastrutture sanitarie nazionali e ha indebolito il potere politico”. La sola Commissione stanzierà per Haiti, tra gennaio e agosto 2011, 90 milioni di euro, portando il totale del suo contributo a 120 milioni. Il totale degli interventi Ue si aggirerà sui 500 milioni di euro, cifra che sarà raddoppiata sommando gli impegni assunti da 25 Stati aderenti. Per la Commissione “molto rimane ancora da fare” e dunque sono state individuate quattro aree di intervento: assistenza multisettoriale alle vittime del terremoto; salute e approvvigionamento; riduzione del rischio di nuovi disastri; organizzazione della risposta immediata a eventuali nuovi disastri.Presidenza semestrale del Consiglio: il debutto di OrbanGovernance e stabilità di Eurolandia, allargamento ai Balcani, approvvigionamenti energetici, strategia di integrazione delle popolazioni rom e legge sulla libertà dei media: sono i temi affrontati da Viktor Orban, premier ungherese, durante il faccia a faccia con il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, che ha chiuso il 7 gennaio l’incontro tra presidenza semestrale entrante del Consiglio Ue e collegio dei commissari. “L’euro appare oggi come il più importante strumento dell’integrazione europea”, ha detto Orban a proposito della governance economica. Sull’ampliamento dei confini comunitari il premier ha affermato che “non si tratta solo di aprire le porte alla Croazia ma della complessiva visione che abbiamo sul futuro dell’Unione”. Circa la legge sui media, per la quale la Commissione ha chiesto chiarimenti ufficiali, Orban ha sottolineato: “Su questo tema abbiamo subito molti attacchi. Ma la Commissione prenderà visione del nostro testo e sono convinto che potrà poi rassicurare sul fatto che essa rispetta le norme e i principi Ue. In caso differente, siamo pronti a trovare insieme una soluzione”. Barroso dal canto suo ha sottolineato che il governo di Budapest “ha fatto tutto il possibile per preparare al meglio il semestre di presidenza”. Ha quindi ricordato la priorità dei temi economici e ha affermato: “La libertà di stampa e il pluralismo dei media sono principi essenziali per l’Unione”, sulla base dei quali “sarà valutata la nuova legge ungherese”.Cultura, “rinascimento digitale” per il patrimonio UeUn nuovo “rinascimento digitale” per la cultura europea, promosso dall’Ue e dagli Stati membri, utilizzando le potenzialità di internet e mettendo in rete il patrimonio del continente. È quanto auspica il “Comitato dei saggi” (Maurice Lévy, Elisabeth Niggemann e Jacques de Decker) costituito dall’Unione europea per analizzare il tema della cultura in rapporto alla più ampia strategia comunitaria della “Agenda digitale”. La relazione del Comitato, presentata in settimana alle commissarie Neelie Kroes e Androulla Vassiliou, contiene “un pressante invito agli Stati membri affinché intensifichino il loro impegno per la messa in rete di tutte le collezioni da essi detenute in biblioteche, archivi e musei” e sottolinea “i benefici presentati da una maggiore accessibilità della cultura e delle conoscenze dell’Europa”. Elenca inoltre i potenziali “benefici economici della digitalizzazione, anche tramite partenariati pubblico-privato, per lo sviluppo di servizi innovativi in alcuni settori come turismo, ricerca ed educazione”. “La messa in linea delle collezioni dei nostri musei e librerie – ha affermato Neelie Kroes – consente non solo di mostrare la ricchezza della cultura e della storia d’Europa, ma anche di offrire nuovi benefici a livello di istruzione, innovazione e creazione di inedite attività economiche”. Tra le iniziative già lanciate in questo campo figura Europeana (www.europeana.eu), la biblioteca on line che consente di accedere a oltre 15 milioni di libri, carte geografiche, fotografie, filmati, dipinti e brani musicali digitalizzati.