CHIESE IN BREVE

Ungheria, Portogallo, Spagna

Ungheria: nunzio, alla base “i valori cristiani””La presidenza dell’Ue, che l’Ungheria detiene dal 1° gennaio, è una grande sfida” per il Paese e “al tempo stesso una grande opportunità per far sapere all’Europa e alla comunità internazionale che l’Ungheria ha la volontà e il carattere per essere un leader anche in questi tempi difficili”. È un passaggio del discorso che l’11 gennaio mons. Juliusz Janusz, nunzio apostolico in Ungheria e decano del Corpo diplomatico accreditato a Budapest, ha rivolto a nome dello stesso Corpo diplomatico al presidente della Repubblica magiara, Pál Schmittusz, in occasione degli auguri per il nuovo anno. Richiamando il “rinnovamento delle condizioni della società ungherese” negli ultimi vent’anni, dopo il passaggio dal comunismo alla democrazia, mons. Janusz ha affermato che la comunità internazionale guarda “con particolare interesse a come i legislatori intendano costruire il futuro sulla base di una nuova costituzione”. Nell’esprimere apprezzamento per le ripetute dichiarazioni – anche nell’udienza con Benedetto XVI lo scorso 2 dicembre – del presidente Schmittusz, secondo il quale “la nuova legge fondamentale in Ungheria dovrebbe derivare la sua forza e legittimazione” dal fatto che Stefano il Santo abbia voluto fondare la Nazione “sui valori cristiani”, il diplomatico vaticano ha richiamato la sottolineatura del Papa sul “valore della famiglia fondata sui principi della legge naturale”. È “certamente nell’interesse dell’Ungheria – ha sostenuto mons. Janusz – che la famiglia recuperi il suo status tradizionale, in un Paese in cui la popolazione è diminuita drasticamente negli ultimi anni arrivando a meno di dieci milioni di cittadini”. Di qui l’apprezzamento per le iniziative del governo a sostegno delle famiglie numerose e delle donne in maternità. “Anche la Chiesa cattolica – ha aggiunto – si unisce allo Stato in questo sforzo proclamando il 2011 Anno della Famiglia. La rinascita della famiglia in Ungheria – ha concluso – può contribuire al bene comune della Famiglia internazionale delle nazioni” alla quale occorre assicurare “pace e prosperità”. Portogallo: Cep, scuole a rischio monopolio statale Il Consiglio permanente della Conferenza episcopale portoghese (Cep) ha manifestato “grande preoccupazione” di fronte alle nuove regole del finanziamento statale previsto per l’insegnamento privato e cooperativo, parlando di “minacce alla democrazia del Paese”. Al termine di una recente riunione, tenutasi a Fatima, il segretario Cep, mons. Manuel Morujão ha dichiarato che “le modifiche introdotte dal Governo sull’educazione costituiscono un arretramento non democratico. Vogliamo sperare che gli organi governativi aprano il cuore e l’intelligenza dinanzi alla realtà di decine e decine di scuole che saranno costrette a chiudere, ponendo migliaia di professori nella disoccupazione e causando problemi di instabilità sociale”. Nel presente mese di gennaio entrerà infatti in vigore il decreto n. 1324-A/2010, mediante il quale il Ministero dell’Educazione ha fissato un sussidio annuale di 80.080 euro, da concedere alle istituzioni di insegnamento privato e cooperativo. “Si tratta di tagli di spesa che si aggirano attorno al 30%, che toccheranno inevitabilmente progetti alternativi e di qualità, e che colpiranno in particolare scuole che si trovano in luoghi che non offrono alcuna altra opportunità educativa, creando un danno sociale irreparabile” ha aggiunto il portavoce dei vescovi. Riferendosi anche al recente pronunciamento di Benedetto XVI di fronte al corpo diplomatico, volto a sollecitare maggiore libertà per i progetti educativi della Chiesa Cattolica, mons. Morujão ha concluso affermando che “il discorso del Papa si pone molto chiaramente in una linea antitotalitaria, opposta a quella del monopolio educativo, perché anche in un Paese libero possono esistere contraddizioni allo spirito e alle dichiarazioni di democrazia. Per la Cep, il dovere di uno Stato è quello di favorire la libertà dei genitori che desiderano che i loro figli siano educati secondo i modelli e i valori morali che prediligono”.Spagna: Giovanni Paolo II nuovo patrono Gmg Giovanni Paolo II, sotto il cui pontificato sono iniziate le Giornate mondiali della gioventù, è stato nominato nuovo patrono della Gmg di Madrid, dopo la notizia della sua beatificazione venerdì 14 gennaio. Lo ha annunciato nella capitale spagnola il card. Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, agli oltre 200 delegati di 84 Paesi e 44 movimenti e associazioni di tutto il mondo, presenti, nei giorni scorsi a Madrid, nell’incontro preparatorio della Gmg spagnola. Papa Wojtyla si aggiunge così agli altri patroni come San Giovanni della Croce e Santa Teresa D’Avila. Nel 1985, anno in cui si è tenuta la prima Gmg, affermò: “Tutta la Chiesa si deve sentire una volta di più impegnata a livello mondiale, a favore della gioventù, delle sue ansie e dei suoi affanni, delle sue aperture e delle sue speranze, per corrispondere alle sue aspettative, comunicando la certezza che è Cristo”.