CHIESE CRISTIANE
Anglicani: a Dublino il “Primates meeting””Forse sette o otto primati anglicani non parteciperanno all’incontro che parte domani a Dublino perché sono contrari agli ultimi sviluppi della Chiesa Episcopaliana americana, alcuni non siamo ancora sicuri se verranno o no”. Così un comunicato pubblicato dalla Comunione anglicana, che riprende un’intervista del segretario generale Kenneth Kearon alla radio della Bbc in cui spiega le ragioni di un parziale boicottaggio al “Primates meeting”. L’incontro al quale sono invitati i 38 primati che guidano gli anglicani nel mondo, è uno dei quattro strumenti di unità della Comunione e venne avviato nel 1978 per consentire ai leaders di questa comunione di incontrarsi e pregare insieme. Il “Primates meeting” si è aperto il 25 gennaio a Dublino e si concluderà domenica. L’unica altra occasione di incontro è la Lambeth Conference che però si tiene soltanto ogni dieci anni. La celebrazione di un matrimonio tra due pastori lesbiche all’inizio del mese, approvato da un vescovo della chiesa episcopale americana, ha allontanato i primati anglicani contrari alle unioni tra appartenenti dello stesso sesso dall’incontro di Dublino. È stata sempre la chiesa episcopale americana ad ordinare, nel 2003, il primo vescovo gay dando il via alle divisioni, nella comunione anglicana, tra province favorevoli e contrarie ai matrimoni tra omosessuali. Secondo il comunicato della comunione anglicana “i primati che hanno detto di non partecipare come obiezione alle ultime decisioni della chiesa episcopale hanno ribadito il loro impegno verso la comunione anglicana e l’arcivescovo di Canterbury”. “Non si conosce l’ordine del giorno dell’incontro”, si legge nel comunicato, “ma ai primati è stato chiesto di esaminare quali sono le questioni più importanti che la comunione anglicana si trova ad affrontare e di discuterle”. In risposta alla domanda su quale sarebbe il risultato della riunione, Canon Kearon ha detto che il Meeting dei Primati “non è un organo decisionale. Si tratta di un ente che rilascia un orientamento e indica direzioni. Ha autorità morale basata sul fatto che essa è composta di primati ma non è un organismo che vota sulle risoluzioni, non ha quindi quel tipo di natura procedurale o costituzionale”. Anglicani/cattolici: lettera di due vescovi ai fedeliIn una lettera scritta insieme ai loro fedeli e pubblicata sul sito della diocesi cattolica di Brentwood il vescovo cattolico di Brentwood, mons. Thomas McMahon, e quello anglicano di Chelmsford, il Rev. Stephen Cottrell, hanno invitato gli anglicani che intendono diventare cattolici a contattarli “così che, durante questo momento di transizione, niente venga visto come un impedimento alla nostra amicizia, unità e missione”. Nella Lettera i vescovi affermano che nella zona coperta dalle due diocesi, che comprende la contea dell’Essex e la parte orientale di Londra, “ci sono preti e fedeli della Chiesa di Inghilterra che per ragioni di coscienza ritengono che sia meglio continuare il loro viaggio nella fede cristiane all’interno della Comunità cattolica romana”. Ed aggiungono: “Rendiamo grazie per il contributo che hanno dato alla vita della Chiesa di Inghilterra e preghiamo per la nuova vita che avranno e per i doni che porteranno alla Chiesa cattolica”. Parlando quindi dell’Ordinariato, la struttura corrispondente a una diocesi che accoglierà gli anglicani diventati cattolici, i due vescovi hanno detto che “il suo avvio non ci allontana in alcun modo dall’obbiettivo ultimo di quella unità visibile entro la chiesa che è la preghiera di Cristo e che è condiviso da tutti i cristiani”.Luterani: Papa, “guardare con speranza al futuro”Lavorare e pregare per l’unità dei cristiani, anche se oggi la meta della piena comunione tra le Chiese sembra essere più “lontana”, anche a causa di prospettive diverse su vita e famiglia. È la riflessione del Papa nel discorso alla Delegazione della Chiesa evangelica luterana tedesca, ricevuta in Vaticano il 24 gennaio alla vigilia della chiusura della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Il Papa ha detto di condividere “la preoccupazione di molti cristiani, secondo cui i frutti del lavoro ecumenico, soprattutto in termini di comprensione della Chiesa, non vengono ancora recepiti in misura sufficiente dagli interlocutori ecumenici”. Tuttavia, ha osservato il Papa, “guardiamo con speranza al futuro”. “Abbiamo fiducia nel fatto che, guidato dallo Spirito Santo, il dialogo ecumenico, in qualità di strumento importante nella vita della Chiesa, possa servire a superare questa contraddizione”. Per Benedetto XVI, il dialogo con i Luterani comprende i problemi “relativi alla tutela e alla dignità della vita umana, nonché le questioni urgenti in materia di famiglia, matrimonio e sessualità che non possono essere taciuti o ignorati solo per non mettere a repentaglio il consenso ecumenico finora raggiunto”. “Sarebbe deplorevole”, ha sottolineato il Papa, “se su queste importanti questioni relative alla vita dovessero sorgere nuove differenze confessionali”. Il Santo Padre ha concluso chiedendo il sostegno dello Spirito “per compiere ulteriori passi verso l’unità desiderata e non restare fermi in ciò che è stato raggiunto”.