L’Ue in breve

Rifiuti: ancora lontana la “società del riciclaggio”Un quarto del cibo acquistato dalle famiglie europee finisce in discarica; la produzione di rifiuti domestici è in aumento in tutto il continente; cresce anche la raccolta differenziata, ma a ritmi troppo lenti. La Commissione Ue ha recentemente pubblicato una relazione sullo smaltimento dei rifiuti nei 27 Stati Ue: ne emerge che alcuni Paesi hanno compiuto “progressi eccellenti”, eppure “si è ancora lontani dal raggiungere l’obiettivo a lungo termine di una società del riciclaggio, in cui non solo si eviti di produrre rifiuti ma li si utilizzi anche come vera e propria risorsa”. Secondo la relazione, “la produzione complessiva di rifiuti è tendenzialmente in aumento (nel migliore dei casi, in via di stabilizzazione)” nella maggior parte degli Stati membri. Negli ultimi dieci anni, la produzione di rifiuti urbani si è stabilizzata su circa 524 kg pro capite l’anno, sebbene nello stesso periodo i consumi domestici siano aumentati mediamente del 16%. “Per ridurre la quantità di rifiuti prodotti, in valore assoluto, si potrebbe pertanto fare di più. Si potrebbe evitare ad esempio di gettar via circa il 60% di questi rifiuti, con un risparmio dell’ordine di 500 euro l’anno per famiglia”. Janez Potocnik, commissario per l’ambiente, ha dichiarato: “Il nostro serio intento è fare dell’Europa un’economia efficiente dal punto di vista delle risorse”; un obiettivo che “non si limiterà a una semplice riduzione delle conseguenze ambientali negative e delle emissioni di gas a effetto serra, ma che genererà anche occupazione. Nel solo settore del riciclaggio dei rifiuti si potrebbero creare mezzo milione di posti di lavoro”. Fin qui le aspettative, ma lo stesso Esecutivo segnala che esistono “enormi differenze tra uno Stato membro e l’altro. I tassi di riciclaggio variano da pochi punti percentuali a un massimo del 70%. In alcuni Paesi lo smaltimento in discarica è virtualmente scomparso, in altri più del 90% dei rifiuti viene ancora interrato”. La Commissione ricorda che la nuova direttiva quadro sui rifiuti, che avrebbe dovuto essere recepita entro il 12 dicembre 2010, “non è stata ancora trasposta negli ordinamenti nazionali in molti Paesi” dell’Unione. Inadempienza contro a quale la Commissione ha assicurato di agire.Rafforzare la dimensione socio-economica dello sport”Lo sport può aiutare a far crescere la società e l’economia europei”: è il messaggio lanciato il 18 gennaio dalla commissaria Androulla Vassiliou presentando un documento con le proposte dell’esecutivo “volte a rafforzare la dimensione sociale, economica e organizzativa dello sport”. “Gli atleti, le organizzazioni sportive e i cittadini dovrebbero beneficiare – secondo la commissaria – di questi piani che derivano dal nuovo ruolo di sostegno e coordinamento della politica dello sport negli Stati membri conferito all’Ue dal Trattato di Lisbona”. Le proposte della Commissione, che fanno seguito a un’ampia fase di consultazione pubblica avviata con il Libro verde del 2007, riguardano tre ambiti principali: “il ruolo sociale dello sport, la sua dimensione economica e l’organizzazione dello sport”. Si parla, fra l’altro, di “formazione degli sportivi abbinata all’istruzione generale”, di diritti televisivi e di finanziamento pubblico delle attività sportive, di disposizioni e requisiti in materia di sicurezza per gli eventi sportivi internazionali. Vassiliou ricorda che l’Ue ha investito, nel biennio scorso, “6 milioni di euro per sostenere 40 progetti in ambito sportivo finalizzati a promuovere la salute, l’inclusione sociale, il volontariato, la lotta al doping”. Nel 2011 saranno lanciati 12 progetti Ora il testo dell’Esecutivo passa per competenza al Parlamento e al Consiglio Ue.Comitato delle Regioni: in agenda economia e volontariatoSviluppo e cooperazione territoriale, economia, trasporti, volontariato: molteplici temi figurano nell’agenda 2011 del Comitato delle Regioni (CdR), organo consultivo dell’Unione europea, che collabora alla stesura delle normative e alla predisposizione delle politiche che riguardano le regioni Ue. Il primo appuntamento di rilievo era stato fissato per il 26 gennaio a Bruxelles, con un Forum, organizzato in cooperazione con la Commissione europea, sull’Anno europeo e “sulle buone pratiche in uso a livello locale in materia di volontariato nel settore dello sport, assistenza della collettività agli anziani”. Altri eventi significativi sono collegati alle sei sessioni plenarie del CdR, la prima delle quali si tiene il 27 e 28 gennaio. “Tra questi – si legge in una nota ufficiale -, i forum sulla cooperazione decentrata per lo sviluppo, la politica dei trasporti e le reti transeuropee e le politiche regionali per l’innovazione e la ricerca”. Come sempre, l’evento più rilevante saranno gli Open Days, ossia la Settimana europea delle regioni e delle città, che si svolgeranno dal 10 al 13 ottobre prossimi. Il 29 gennaio si terrà invece ad Agadir (Marocco) la seconda riunione Arlem, che raccoglie i delegati dell’Assemblea regionale e locale euro mediterranea.