CHIESE IN BREVE
Giornate dell’ebraismo: debito di riconoscenza La settimana di preghiera per l’unità dei cristiani in Polonia, ormai tradizionalmente, si apre con le Giornate dell’ebraismo (15, 16 e 17 gennaio) e si conclude con la giornata dell’Islam (celebrata il 26 gennaio). Per il presidente della Conferenza episcopale polacca (Kep), mons. Jozef Michalik, le Giornate dell’ebraismo “sono un’occasione per ravvivare la memoria di quei polacchi di origine ebraica che hanno vissuto in Polonia e hanno creato la cultura dei nostri popoli”. Le Giornate, afferma il presule, sono anche un momento particolare per “coltivare la memoria di coloro che durante l’occupazione nazista della Polonia hanno aiutato i confratelli ebrei” poiché “dimenticarli sarebbe disonesto nei confronti della nostra storia e della cultura comune”. Il presidente dell’episcopato polacco ha inoltre sottolineato che i “cristiani maturi e cioè coloro che sono fortemente radicati nella fede non manifestano atteggiamenti antisemiti”. In occasione delle Giornate dell’ebraismo, il presidente della Kep ha ribadito il dovere di gratitudine verso gli ebrei che con “segni o gesti di fraternità e di amicizia” costruiscono nella società polacca ponti di dialogo e una pace costruttiva, e riconoscenza verso coloro che preservano la memoria delle vittime della Shoah cercando di avvertire “tutte le persone e tutti i popoli anche quelli più progrediti tecnologicamente e culturalmente che senza riferimento a Dio si potrebbero ripetersi peccati e i crimini cui siamo stati testimoni ai tempi della Seconda Guerra Mondiale”.Unità cristiani: una lunga storia di dialogoIn occasione della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, il segretario del Consiglio per l’ecumenismo della Kep, Slawomir Pawlowski, ha ricordato che la prima liturgia ecumenica è stata celebrata a Varsavia quasi cinquant’anni fa, nel gennaio del 1962, ancora prima del Concilio Vaticano II, mentre già nel 1946 (due anni prima del Consiglio mondiale delle Chiese – Cec) era stato costituito il Consiglio ecumenico delle Chiese polacche. A Cracovia, in concomitanza con la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, l’Istituto del dialogo interculturale Giovanni Paolo II ha organizzato un seminario dedicato al tema della settimana di preghiera proposto quest’anno dalle Chiese di Gerusalemme: “Erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere” (At 2,42). Lo scopo del seminario, affermano gli organizzatori, è quello di dimostrare che le varie comunità di fedeli, riferendosi sempre alle Sacre Scritture in maniera diversa ne accentuano le diverse parti. L’approfondimento delle conoscenze reciproche potrà quindi costituire un importante elemento del dialogo di riconciliazione.Giornata dell’Islam: un esempio per l’EuropaLa giornata dell’islam celebrata in Polonia il 26 gennaio, subito dopo la conclusione della settimana per l’unità dei cristiani, quest’anno ha come titolo le parole “Insieme per vincere la violenza tra i credenti di fedi diverse”. Il presidente del Comitato per il dialogo con le religioni non cristiane della Kep, mons. Romuald Kaminski, ha sottolineato “la tradizione plurisecolare di una pacifica convivenza dei cattolici polacchi e tartari musulmani” ricordando che il principale testimone nel processo di beatificazione di San Massimiliano Kolbe (morto martire ad Auschwitz e canonizzato nel 1982) era musulmano. Mons. Kaminski ha affermato che nel campo del dialogo interreligioso la Polonia può dare esempio ad altri Paesi europei rilevando che il Consiglio dei cattolici e musulmani polacchi costituito nel 1997 collabora attivamente con le associazioni dei fedeli sia cattolici che musulmani promuovendo le iniziative comuni come la Giornata dell’islam celebrata in Polonia dal 2000.Unione Europea: l’eredità cristiana”Durante la presidenza Ue ungherese e polacca dovremo ribadire i valori cristiani che uniscono i Paesi appartenenti alla nostra comunità”. Lo ha sottolineato di recente l’arcivescovo emerito di Gniezno, mons. Henryk Muszynski: “È un dovere ricordare all’Europa la nostra esperienza di Paesi atei e evidenziare in quel modo con forza ancora maggiore l’importanza dei valori cristiani”. In occasione dell’inaugurazione della presidenza ungherese dell’Ue, su iniziativa dell’ambasciatore dell’Ungheria a Praga, nella capitale della Repubblica Ceca è stata celebrata una liturgia solenne alla quale hanno partecipatoa, oltre a mons. Muszynski, anche mons. Dominik Duka, arcivescovo di Praga, e mons. Imre Asztrik Várszegi, abate di Pannonhalma. Nel corso della liturgia è stata ricordata la figura di Sant’Adalberto che unisce i Paesi della comunità europea e simboleggia i valori spirituali morali e religiosi dei quali a tutt’oggi abbiamo un grande bisogno e senza i quali Europa non sarà più l’Europa di sempre.