LIGURIA
Presentato il 2° report
È stato presentato il 2° report delle organizzazioni di volontariato iscritte al registro regionale dal quale è emerso che negli ultimi anni il numero delle associazioni è aumentato. Alla fine del 2009 erano 1.030, con un incremento di 110 nuove unità registrato nel triennio 2007/2009, pari ad un aumento dell’11%. Territorialmente sono così suddivise: Genova (58%), Savona (20%), Imperia (11%), La Spezia (11%).Un volano per lo sviluppo. “Il volontariato in Liguria ha da sempre rappresentato un patrimonio unico per tradizioni, eccellenze e ricchezza di personaggi carismatici”, ha affermato Andrea Rivano, segretario del Forum ligure del Terzo settore e vicepresidente Anspi di Genova. Rivano ha sottolineato la funzione del volontariato quale “volano per lo sviluppo e l’inclusione sociale dei territori, attraverso la costruzione di un welfare comunitario orientato alla costruzione partecipata del bene comune che attua concretamente il principio di sussidiarietà”. Hai poi ricordato “l’appuntamento del 2011, anno europeo del volontariato, che intende ulteriormente rilanciarne il significato strategico, nella prospettiva della sua importanza di attore sociale, con un ruolo, non solo attuativo e mai sostitutivo, ma di funzione pubblica e di co-programmazione delle politiche territoriali”. “In questo senso – ha affermato – negli ultimi anni molto ha fatto anche la legislazione regionale, orientata oggi alla revisione e ulteriore potenziamento delle normative in senso”. Potenziare la cooperazione. L’aumento registrato “conferma un tessuto sociale incline all’impegno civile”, è il commento di Stefano Tabò, presidente del Celivo, Centro di servizi al volontariato di Genova. Per Tabò le sfide che si trovano ad affrontare le associazioni riguardano “la cura della sfera motivazionale dei volontari” e “lo sviluppo dell’accoglienza di nuovi volontari in particolare giovani”. Nello stesso tempo, “devono potenziare la loro capacità alla cooperazione, alla rappresentanza comune, alla condivisione di percorsi formativi” che non significa “rinunciare alla propria identità ma esprimerla in un grado di relazione sociale più maturo e consapevole”. E questo è “un passo essenziale nella strada dell’affermazione del volontariato come attore protagonista nella coesione sociale ed economica del nostro tempo”. Infine, Tabò ha rivolto un appello alle istituzioni pubbliche perché “occorre fare di più e meglio affinché quelle poche organizzazioni che riescono ad entrare nei ‘registri’ pubblici, ma che hanno poco o nulla a che fare con il volontariato, siano identificate e orientate in altra direzione”.Maggiori investimenti. “Il volontariato, e in generale il cosiddetto Terzo settore, negli ultimi anni è cresciuto fino a diventare interlocutore delle istituzioni ed elemento non trascurabile del sistema economico”, ha dichiarato Roberto Pani, dirigente della Legaconsumatori da poco nominato nel Consiglio di indirizzo della Fondazione Carige. “Penso – ha aggiunto – che il volontariato possa correggere una certa deriva aziendalista e manageriale delle istituzioni e dello Stato dando risposte ai bisogni dei cittadini e della comunità”. Pani ha poi citato l’esempio di altri Paesi europei nei quali “vi è, non solo più attenzione, ma lo Stato incoraggia la solidarietà e il sostegno al Terzo settore, tramite la leva fiscale, anche in momenti di crisi”. “Credo – ha osservato – che in Italia in questo senso si debba fare di più e meglio, perché i milioni di volontari, che quotidianamente migliorano il mondo che li circonda e regalano sollievo al prossimo, meritano di più”.Una nuova vitalità. Anche per Giovanni Sollenni, presidente provinciale Mcl di Genova, “la Regione ha una lunga tradizione di associazionismo e partecipazione” e “questo mondo si risveglia nei momenti difficili”. Si tratta, ha aggiunto, di un fermento che “fa da contraltare al calo di fiducia nelle capacità del mondo economico e politico nel risolvere i problemi quotidiani”, anche se “non c’è la volontà di sostituirsi a questi sistemi, quanto la consapevolezza di avere tutti il dovere di fare qualcosa nel nostro mondo”. Infatti, “sono le persone di buona volontà che creano spontaneamente la vera sussidiarietà e inventano welfare“. In definitiva si tratta di “un ‘nuovo umanesimo’ al quale vogliamo e dobbiamo partecipare”. Sostenere il servizio civile. “C’è nei cittadini una maggiore comprensione dell’incidenza che il volontariato può avere nel sostenere ambiti specifici e, al tempo stesso, contrastare la ormai cronica carenza di risorse economiche e professionali degli enti pubblici”, ha sostenuto Enrico Grasso, membro di presidenza delle Acli di Genova. Tale risultato, ha proseguito, “non deve però far dimenticare i livelli di qualità dei servizi e di trasparenza che le organizzazioni debbono garantire nei confronti dei cittadini per non tradirne la fiducia”. Infine, Grasso, ha lamentato i tagli subiti dal Servizio civile nazionale “uno strumento, forse l’unico, attualmente esistente e che soprattutto ha dimostrato di funzionare, di investire sui giovani e sui cittadini di domani”.a cura di Adriano Torti(28 gennaio 2011)