UNIVERSITÀ IN EUROPA

Un nuovo “bisogno” di Dio

Le conclusioni del Congresso europeo di Monaco

(dall’inviata di SIR Europa) – L’esplorazione del rapporto tra fede e ragione all’interno dell’università, se essa vuole essere intesa come un’istituzione e una comunità dedicata allo sviluppo della conoscenza e al servizio del bene comune, è stato al centro di tutta la riflessione del Congresso europeo "Formazione, educazione e Vangelo. Prospettive della pastorale universitaria in Europa" (Monaco di Baviera, 27 – 30 gennaio), e anche del messaggio inviato, a conclusione dell’evento, dal card. Péter Erdő, arcivescovo di Esztergom-Budapest e presidente del Consiglio delle conferenze episcopali europee (Ccee). "La pastorale universitaria – ha scritto infatti il prelato – non deve occuparsi solo degli studenti e dei loro programmi per il tempo libero, ma lavorare per stabilire l’incontro tra la ricchezza del messaggio del Vangelo e la pluralità e l’immensità dei campi del sapere umano". Per il card. Erdő "tale dialogo è indispensabile per la missione della chiesa stessa"."Nelle comunità universitarie – ha aggiunto – i teologi e gli scienziati, ciascuno per la propria competenza professionale, possono favorire, con le loro ricerche congiunte, il collegamento della nostra fede cristiana con la prassi della vita nella nostra società".

Fede e scienza, insieme si può. E proprio l’intervento di tre docenti universitari cattolici, impegnati in diversi campi scientifici, ha mostrato come questo "collegamento" sia possibile. Jacek Blazewicz, bioinformatico dell’Università di Poznan, ha fatto l’esempio della "teoria del Biologos" di Francis Collins: secondo quest’ultima "se oggi abbiamo delle ipotesi scientifiche sull’origine dell’universo, come quella del Big Bang, non esiste alcuna teoria ritenuta valida su cosa ci fosse prima" ed è "accettabile per gli scienziati, anche se non sono religiosi, l’idea che Dio abbia creato l’universo e le leggi che lo governano". Olivier Rey, matematico e filosofo del Politecnico di Parigi, ha mostrato, attraverso il pensiero di Husserl e René Girard, come "la scienza possa prendere seriamente la Rivelazione ed esprimerla nel proprio linguaggio", anche se oggi il problema vero è che "gli studenti non accettano che gli accademici ignorino le questioni di senso" e, su questo versante, "il cristianesimo può contribuire a ‘riorientare’ le scienze umane e far sì che non si considerino gli esseri umani come ‘ombre che camminano". João César Das Neves, economista dell’Università cattolica di Lisbona, ha ricordato che "anche Gesù quando è venuto sulla terra ha lavorato in un laboratorio artigiano, mangiava con i pubblicani, gli antenati dei finanzieri contemporanei" e"in un certo senso è stato anche un grande ‘manager’: Dio ha voluto essere parte di tutta la vita dell’uomo, anche dell’economia".

Un nuovo bisogno di Dio. Passando alle linee più "operative" emerse dal congresso, mons. Lorenzo Leuzzi, responsabile dell’Ufficio di pastorale universitaria del Vicariato di Roma, ha indicato come prioritario l’impegno "nell’allargamento degli orizzonti della ragione" perché "nel cuore dei docenti, degli studenti e del personale amministrativo, delle nostre comunità universitarie e della cultura europea c’è un nuovo bisogno di Dio, in una società, come quella del continente, che vive una fase post-secolarizzata e che si apre verso nuovi orizzonti"; mons. Leuzzi ha anche sottolineato come non sia più rimandabile "un lavoro organico di interazione con l’insieme della pastorale delle nostre diocesi, per dare un contributo essenziale e originale al progetto della nuova evangelizzazione". Per don Ferenc Janka, vice segretario generale del Ccee, occorre aiutare giovani, docenti e coloro che lavorano nelle università "a recuperare le dimensioni del passato e del futuro" in una cultura che ha schiacciato tutto sul "presente" e a valorizzare il credito che hanno valori come "l’amicizia e la famiglia" impegnandosi nella "maternità e paternità spirituale". A tutti questi compiti che spettano alla pastorale universitaria mons. Vincent Nichols, arcivescovo di Westmister e presidente della Commissione Ccee "Catechesi, Scuola e Università", ha aggiunto quello di "portare il messaggio del Vangelo nella vita dei nostri studenti" privilegiando alcuni temi come "l’amicizia, la pace, la famiglia ma anche la mobilità, la connettività e l’internazionalità"; da non dimenticare, poi, secondo il prelato "il compito di contribuire alla formazione degli studenti come cittadini consapevoli".

La Rosa Bianca e gli studenti di oggi. Il Congresso non è stato comunque solo "riflessione" ma anche confronto vero con la realtà universitaria: nel pomeriggio di sabato 29, i partecipanti hanno reso omaggio agli studenti cristiani che si opposero in modo non violento al regime della Germania nazista, sostando presso il monumento dei membri della Rosa Bianca dell’Università Ludwig – Maximilians di Monaco, e poi hanno incontrato gli studente di oggi al Centro della comunità cattolica del medesimo ateneo: i lavori si sono poi conclusi domenica 30 con la celebrazione eucaristica presieduta dal card. Reinhard Marx nella cattedrale di Monaco.